FOOD & BEVERAGE

23 Dicembre 2025

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Redazione

Il mito di Anselme Selosse, l’uomo che trasformò lo champagne in poesia

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23 Dicembre 2025

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Domaine Jacques Selosse champagne Anselme Selosse
IG: Domaine Jacques Selosse

Il mito di Anselme Selosse, l’uomo che trasformò lo champagne in poesia

Siamo nel 1974. Anselme Selosse è un giovane vigneron rientrato nella regione della Champagne dopo gli studi in enologia effettuati in Borgogna. Il primo gennaio di quell’anno entra nella cantina fondata dal padre Jacques, ad Avize, nella Côte des Blancs, zona vocata per la produzione del celebre vino. Da lì, in poco tempo, tutto cambierà, segnando un vero e proprio “prima e dopo Anselme”.

In un settore dominato da storiche maison, colossi con la possibilità di acquistare grandi quantità di uve per poi vinificarle secondo metodi standard che spesso rendevano il vino poco identitario e troppo uniformato alle esigenze di mercato, Selosse intuisce che per emergere qualcosa deve cambiare, che è arrivato il momento di rompere gli schemi del passato, al costo di mettere in discussione alcuni dei dogmi diffusi fino a quel momento.

Lui, che aveva studiato presso il Lycée Viticole de Beaune, comprende l’importanza di ascoltare la terra e la natura entrando in sintonia con quelle vigne acquistate dal padre decenni prima, con l’obiettivo di valorizzare il terroir dei singoli vigneti ed evidenziarne le loro caratteristiche, un approccio differente da quello diffuso in quegli anni tra i grandi produttori della zona.

Domaine Jacques Selosse champagne Anselme Selosse

Inizialmente applica i principi della biodinamica (che poi abbandonerà per sentirsi libero da ogni dogma), decide di diminuire nettamente la resa dei suoi vigneti (meno di un terzo della media della regione), e di conseguenza del numero delle bottiglie prodotte, favorendo l’aumento della qualità dell’uva raccolta. Rispetta le vigne con interventi non invasivi, ideologia che segue anche in cantina.

Nella vinificazione utilizza il legno, la tecnica del bâtonage e sperimenta il metodo Solera (popolare in Portogallo e in Spagna, dove Anselme aveva fatto una breve esperienza) in cui molte annate vengono assemblate insieme per creare il vino finale. Mantiene dosi minime di solforosa e bassi dosaggi di zucchero. Si concentrata sulla produzione di vini autentici in grado di diventare pura espressione del territorio.

Domaine Jacques Selosse champagne Anselme Selosse

Seguendo questa filosofia, la produzione di bottiglie si riduce moltissimo (si parla di appena 50.000-60.000 bottiglie l’anno), favorendo l’aumento della qualità, e nel tempo a causa della grande richiesta da parte degli appassionati le sue etichette diventano tra le più ricercate raggiungendo cifre importanti, trasformando Jacques Selosse in un vero e proprio mito per chiunque ami questo vino, e fonte di ispirazione per molti altri vigneron.

Perché Anselme non produce semplicemente vino, ma traduce lo Champagne in poesia, in arte: un prodotto potente, identitario e sincero che parla la lingua del suo territorio, rappresentandone la massima espressione. Dimostrando che, a volte, solo andando controcorrente si può riscrivere la storia.

Domaine Jacques Selosse Initial champagne etichetta grand cru

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