ART & DESIGN

5 Gennaio 2026

Articolo di

string(18) "Valentina Alfarano"
Valentina Alfarano

La Reggia di Venaria, architettura del potere e della magnificenza

ART & DESIGN

5 Gennaio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Reggia di Venaria architettura Torino
Walter Pasquali/Reggia di Venaria

La Reggia di Venaria, architettura del potere e della magnificenza

La Reggia di Venaria è uno dei più complessi e ambiziosi progetti architettonici dell’Europa barocca. Alle porte di Torino, nasce nel Seicento come residenza di piacere e di caccia, ma viene concepita fin dall’origine come qualcosa di più: una vera città di corte, pensata per tradurre in spazio la visione politica, culturale e simbolica della dinastia sabauda. Palazzo, giardini, boschi, peschiera e borgo formano un organismo unitario, in cui architettura e paesaggio concorrono a costruire un racconto di potere, ordine e magnificenza.

La costruzione prende il via nel 1658 per volontà di Carlo Emanuele II di Savoia, su progetto di Amedeo di Castellamonte. L’impianto originario rivela subito un disegno scenografico rigoroso: una linea prospettica continua attraversa il centro abitato e conduce fino al cuore della Reggia, organizzando lo spazio secondo una gerarchia visiva e simbolica. È un’architettura che governa il terrirorio e che trasforma il paesaggio in parte integrante del linguaggio del potere.

Nel corso del Settecento, con l’ascesa dei Savoia sullo scenario europeo, Venaria viene ampliata e ridefinita. Michelangelo Garove avvia una prima trasformazione monumentale, ma è l’intervento di Filippo Juvarra a portare il complesso al suo apice. A lui si devono alcuni dei capolavori assoluti della Reggia: la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto, la Citroniera e il vasto sistema delle Scuderie Juvarriane, spazi che uniscono funzione e rappresentazione, vita di corte e teatralità architettonica.

Il percorso interno si apre con ambienti di forte valore simbolico, come la Sala di Diana, grande salone seicentesco destinato a feste e ricevimenti, decorato con cicli pittorici che celebrano la caccia come metafora del dominio e dell’ordine. Da qui si accede alla Galleria Grande, autentico manifesto del barocco europeo: lunga quasi ottanta metri, è uno spazio dominato dalla luce, dove le grandi finestre affacciate sui giardini, le superfici chiare, il pavimento a scacchiera e il ritmo delle lesene costruiscono un’architettura fatta di proporzioni, riflessi e movimento. Più che un corridoio di rappresentanza, la Galleria è un’esperienza percettiva, pensata per essere attraversata e vissuta.

All’esterno, i Giardini della Reggia completano e amplificano il progetto. Il loro recupero, avviato alla fine del Novecento, ha restituito un paesaggio che oggi si presenta come un dialogo continuo tra memoria storica e intervento contemporaneo. Dove un tempo era quasi impossibile riconoscere l’impianto originario, si estende ora una sequenza di parterre, prospettive e spazi aperti che dialogano con il Parco della Mandria e con la catena alpina sullo sfondo.

Elementi archeologici e opere d’arte contemporanea convivono in un equilibrio inedito: la monumentalità classica della Fontana d’Ercole e dell’Ercole Colosso si confronta con installazioni di artisti come Giuseppe Penone e Giovanni Anselmo, mentre il Teatro d’Acqua della Fontana del Cervo, il Potager Royal, il Giardino delle Sculture Fluide e i ciliegi ornamentali scandiscono l’esperienza del paesaggio.

Dopo il declino ottocentesco e il lungo utilizzo militare, che trasformò la Reggia in caserma cancellando gran parte del disegno originario dei giardini, la svolta arriva alla fine degli anni Novanta. Il grande cantiere di restauro, avviato nel 1999, ha rappresentato uno dei più importanti interventi di conservazione del patrimonio culturale in Europa, restituendo leggibilità agli spazi e ricucendo il rapporto tra architettura e territorio. Riaperta al pubblico nel 2007, dopo il riconoscimento UNESCO nel 1997, la Reggia di Venaria è oggi una “corte dei contemporanei”: un luogo vivo, attraversato da mostre, eventi, concerti e progetti culturali, in cui storia, paesaggio e architettura continuano a offrire una visione attuale della regalità e del piacere di vivere.

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