FOOD & BEVERAGE

20 Gennaio 2026

Articolo di

string(18) "Valentina Alfarano"
Valentina Alfarano

L’abbazia di Hautvillers dove è nato il mito di Dom Pérignon

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20 Gennaio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

L’abbazia di Hautvillers dove è nato il mito di Dom Pérignon

Adagiata sopra un anfiteatro naturale di vigneti, Hautvillers domina la valle della Marna con una discrezione che contrasta con la fama planetaria del nome che porta; qui sorge l’Abbazia di Hautvillers, luogo fondativo sia per la storia religiosa della regione, che per l’identità stessa della Champagne: è in questo complesso monastico che si consolidano pratiche e saperi destinati a influenzare in modo duraturo la cultura del vino locale.

Fondata intorno al 650 da san Nivardo, l’abbazia di Saint-Pierre d’Hautvillers attraversa secoli di distruzioni e rinascite, guerre e saccheggi, fino a diventare, nel XVII secolo, un centro vitale per la produzione vinicola. È qui che la tradizione vuole che nel 1668 arrivi un giovane monaco benedettino di ventinove anni, Dom Pierre Pérignon, destinato a legare il proprio nome per sempre a questo luogo. Nominato celliere e procuratore, Pierre Pérignon rimane all’abbazia per quarantasette anni, fino alla morte nel 1715, lo stesso mese e alla stessa età di Luigi XIV, in un periodo segnato da forti instabilità climatiche che rendevano la produzione del vino particolarmente complessa e imprevedibile.

L’architettura dell’abbazia porta ancora oggi le tracce della sua opera. La riorganizzazione degli spazi, la costruzione della Porte Sainte-Hélène e del chiostro rispondono a una visione pratica e insieme simbolica: ordine, controllo e armonia. Le strutture monastiche pensate sia come luoghi di sola contemplazione, sia come veri e propri strumenti di lavoro e di gestione del territorio.

In questo equilibrio tra spiritualità e funzione nasce anche la rivoluzione silenziosa del vino. Dom Pérignon perfeziona l’arte dell’assemblaggio, selezionando le uve e vinificandole separatamente, dando forma al concetto di cuvée, contribuendo a trasformare una pratica agricola frammentaria in una produzione coerente e riconoscibile. I vini dell’abbazia, destinati ai fornitori di corte, conquistano Versailles e contribuiscono alla reputazione della Champagne.

La Rivoluzione francese segna una frattura netta. L’abbazia viene incendiata, i documenti distrutti, i monaci costretti all’abbandono. Rimangono la chiesa, la cantina e pochi frammenti di un complesso che per secoli aveva governato vigneti e saperi. La rinascita arriva nel 1823, quando Pierre-Gabriel Chandon, genero di Jean-Rémy Moët, acquista le rovine, avviando un lento recupero che culminerà nel Novecento con il restauro promosso da Moët & Chandon, oggi parte del gruppo LVMH. Una scelta identitaria: evitare che il luogo simbolico della nascita dello Champagne andasse perduto, e fissare definitivamente il legame tra il nome di Dom Pérignon e l’idea stessa di eccellenza champagne.

Oggi l’abbazia non è un museo nel senso tradizionale. È una proprietà privata e un luogo vivo, sede dello Champagne Dom Pérignon, interessata da interventi che riportano alla luce le strutture distrutte e creano nuovi spazi per l’accoglienza e gli eventi. Dal 2015 l’abbazia apre occasionalmente al pubblico con visite ed esperienze di degustazione altamente esclusive, che contribuiscono ad alimentarne il mito, rafforzando il dialogo tra memoria storica e narrazione contemporanea. La chiesa, semplice e raccolta, custodisce la tomba di Dom Pérignon: una lapide nera essenziale, priva di enfasi celebrativa, nel coro dell’antica abbazia.

Intorno, il villaggio di Hautvillers completa il racconto. Le strade acciottolate, le insegne in ferro battuto, i belvedere affacciati sui vigneti – parte dei “Champagne Hillsides, Houses and Cellars” riconosciuti dall’UNESCO – restituiscono l’idea di uno Champagne che nasce prima di tutto da un paesaggio e da una disciplina. Qui, più che altrove, l’architettura è una matrice, parte integrante di una storia in cui spazio, vino e tempo continuano a dialogare tra realtà documentata e leggenda sedimentata nei secoli.

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