Il sogno americano di Ralph Lauren iniziò vendendo cravatte
STYLE
22 Gennaio 2026
Articolo di
Giorgia Monti
Il sogno americano di Ralph Lauren iniziò vendendo cravatte
Chi è Ralph Lauren? Uno stilista, un imprenditore, un filantropo, ma soprattutto, un grande sognatore. Un self-made man che ha metaforicamente scalato a mani nude l’Empire State Building raggiungendo la cima, perché ha iniziato conquistando proprio New York, poi l’America intera e infine il mondo. Ha dato il suo nome a uno dei brand più popolari e riconoscibili della storia, simbolo di eleganza e lusso. Ha rincorso il sogno americano, l’ha catturato e realizzato. Ma più di ogni altra cosa, è stato in grado di venderlo e crearci un impero. Eppure, in pochi conoscono la sua storia e il motivo per cui, ancora oggi, Ralph Lauren rappresenti un caso studio da analizzare con attenzione. Erano tempi diversi, certo, ma la libertà di sognare e credere nei propri obiettivi era la stessa che dovremmo permetterci di avere ancora oggi.
Come tutto è iniziato
I primi anni della sua vita sono piuttosto ordinari. Ralph Lauren, all’anagrafe Ralph Lifschitz, nasce nel Bronx nel 1939 da una famiglia di immigrati ebrei originari della Bielorussia. Proprio i suoi genitori sognano per lui una carriera da rabbino e invece Ralph intraprende tutt’altra strada, e all’età di 16 anni assieme al fratello George decide di cambiare legalmente il suo cognome in Lauren a causa di episodi di bullismo vissuti a scuola. A non cambiare mai però è la città in cui vive e il profondo legame che lo lega a essa. A New York inizia a frequentare anche un corso di economia all’università, che tuttavia abbandona dopo soli due anni per poi arruolarsi nell’esercito. Una volta tornato nella Grande Mela diventa prima commesso presso l’azienda di abbigliamento Brooks Brothers e poi venditore di cravatte da Rivetz. Il nodo di questa cravatta, però, sta troppo stretto al giovane Ralph, che sogna già in grande e vuole lanciarsi in proprio nel mondo degli affari. E quindi, partendo proprio dall’idea di una cravatta, perché non disegnarne una che sia unica nel suo genere?
RL Mag/Ralph Lauren Corporation/Rizzoli
Ed è così che nel 1967, a 28 anni, tutto inizia modellando il suo primo pezzo di tessuto. Ralph Lauren decide di creare una sua linea di cravatte realizzando modelli particolari: più larghi e colorati rispetto a quelli tradizionali e fatti a mano con tessuti di altissima qualità. Un’idea innovativa e sicuramente azzardata, proprio per questo inizialmente la sua proposta non convince, ma grazie al sostegno, sia personale che finanziario dell’amico Norman Hilton, Lauren decide di continuare a produrre le sue versioni. Il successo finalmente arriva e dal suo piccolo studio, che si trova proprio nell’Empire State Building, fonda la Ralph Lauren Corporation e le vendite delle sue cravatte negli Stati Uniti aumentano sempre di più. Per lanciare la sua linea sceglie un nome ispirato ad uno sport che incarna dei requisiti fondamentali come eleganza, lusso e classicità: stiamo parlando del polo. Sport che, ad esser sinceri, Lauren non ha mai praticato, ma questo non importa. Del resto, l’obiettivo è quello di vendere un sogno e di rappresentare la vita lussuosa e agiata delle classi medio-alte, dagli uomini d’affari di Wall Street ai giovani rampolli che frequentano le università dell’Ivy League. Ralph Lauren punta a vestire loro e chi, anche se non lo è, aspira a esserlo. Ed è cosi che la strategia vincente dell’imprenditore inizia a prender vita.
Dalle cravatte all’abbigliamento
«Quando ho mostrato le cravatte al buyer di Bloomingdale’s mi ha risposto che lo stile gli piaceva ma che avrei dovuto ridurle, togliere il mio nome e inserirne un altro. Allora ho rimesso tutto dentro la borsa e me ne sono andato. Dopo sei mesi mi ha richiamato e mi ha detto che le avrebbero comprate e vendute con il mio nome», ha raccontato lo stilista.
E, proprio all’interno di Bloomingdale’s, uno dei grandi magazzini più famosi degli Stati Uniti, nel 1970 Ralph Lauren è il primo ad aprire una boutique monomarca. Lo stilista cura tutto nei minimi dettagli, dalle luci agli scaffali, fino ai pannelli in legno che rivestono le pareti. Il suo sogno sta diventando realtà e, dopo aver iniziato con una linea di cravatte, nel 1968 ha già presentato la prima collezione intera di abbigliamento maschile: abiti bianchi, camicie eleganti, linee essenziali, tutto in vendita presso la prima boutique del brand. Un successo incredibile, tanto che, sempre nel 1970, oltre a vincere il suo primo Coty Award – premio per i personaggi più influenti dell’anno nel mondo della moda – si dedica anche alla moda femminile: crea una collezione di camicie dal taglio maschile e per la prima volta fa la sua apparizione il logo ricamato con il giocatore di polo sul pony, ancora oggi simbolo del marchio. Nello stesso anno viene anche inaugurato il primo store indipendente sulla famosa Rodeo Drive di Beverly Hills. Insomma, l’espansione di Ralph Lauren ormai è incontrollabile.
RL Mag
Le iconiche polo colorate a maniche corte vengono presentate in esclusiva nel 1972 e il mito dello stile americano si cementa ancora di più. Senza contare che nello stesso anno viene realizzata anche la prima collezione completa di abbigliamento donna, che anche in questo caso prende ispirazione dal guardaroba maschile. La proposta di Ralph Lauren diventa sempre più ampia, cominciando a occuparsi anche di accessori, calzature e svariate nuove linee: da Polo Western, basata su capi pratici e funzionali fatti in denim, alla collezione Santa Fe, che celebra lo stile libero del Nuovo Messico, fino alla proposta Safari che esalta la sua passione per l’esplorazione e i viaggi.
Ralph Lauren vuole rappresentare gli americani e, soprattutto, il loro stile di vita, ma non solo. Il mito attorno al brand aumenta anche grazie alle sue apparizioni sul grande schermo: i costumi del cult Il Grande Gatsby del 1974 sono tutti firmati dallo stilista newyorkese, che si occupa anche degli inconfondibili look di Diane Keaton in Io e Annie e Manhattan.
L’espansione mondiale
Nel 1981 inaugura il suo primo negozio al di fuori degli USA, a Londra su Bond Street, e cinque anni più tardi apre a New York il suo primo flagship store nella lussuosa Rhinelander Mansion su Madison Avenue. Qualche mese più tardi, a settembre, viene ritratto dal fotografo Dirck Halstead per la copertina del Time mentre indossa una delle sue iconiche Polo. Il titolo recita Selling a Dream of Elegance and the Good Life e l’articolo racconta la storia di un grande imprenditore che ha creato un impero internazionale in meno di 20 anni.
Gli anni ’90 sono stati per lo stilista un tripudio di novità e di traguardi raggiunti. In campo lavorativo, nel 1991 fa il suo ingresso il Polo Bear, un orsetto di peluche in edizione limitata che ben presto diventa uno dei ricami più riconoscibili e famosi del mondo della moda. Un semplice orsetto impossibile da dimenticare e a cui lo stilista deve sicuramente tanto, probabilmente uno degli oggetti che conserva con maggiore cura assieme Lifetime Achievement Award. In campo personale, infatti, ha vissuto uno dei momenti più importanti e significativi della sua vita: il 3 febbraio 1992 Audrey Hepburn gli consegna il premio alla carriera da parte del CFDA e, visibilmente sorpreso sul palco mentre accetta il riconoscimento dice: “Bisogna trasformare le proprie convinzioni in azioni e lavorarci costantemente, mai demordere”.
E a dimostrazione di come, a 86 anni, lo stilista non sia ancora pronto a smettere di esaudire i suoi sogni, nel 2025 è stato nuovamente premiato come American Womenswear Designer of the Year. Inoltre, è l’unico stilista ad aver vinto tutti e 4 i premi del CFDA e nel 2007 è stato insignito dell’American Fashion Legend Award, un premio speciale creato appositamente per lui per celebrare i 40 anni del marchio.
RL Mag/Ralph Lauren Corporation/Rizzoli
Ralph Lauren è la rappresentazione vivente di come un nome e uno spirito vincente possano dar vita a una carriera dal successo planetario: nel 1997 dopo aver raggiunto un miliardo di dollari in vendite ha fatto seguito la quotazione in borsa. E anche se dal 2015 si è dimesso da CEO, è ancora presidente esecutivo e Chief Creative Officer, senza contare il suo ruolo di direttore creativo per le collezioni d’abbigliamento. E al di fuori del mondo della moda parliamo di una personalità poliedrica che nutre svariate passioni, sia personali che umanitarie. Fortemente dedito alla filantropia, attraverso la Ralph Lauren Corporate Foundation ha fondato e sostenuto numerosi programmi dedicati alla lotta contro il cancro, borse di studio per favorire l’istruzione e l’alfabetizzazione, e fondi mirati a promuovere la sostenibilità e l’economia circolare.
Nel 2025 è stato il primo stilista a ricevere uno dei più alti riconoscimenti civili negli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, assegnata a coloro che hanno contribuito in modo esemplare al benessere e all’identità del Paese. È stato insignito anche del titolo di Cavaliere della Legione d’Onore in Francia e il principe Carlo nel 2019 gli ha conferito quello di Honorary Knight Commander of the Most Excellent Order of the British Empire, diventando il primo stilista americano a ricevere il titolo.
Altre esperienze da aggiungere al suo curriculum? Ha fatto un cameo in “Friends”, possiede una delle collezioni d’auto più costose al mondo (che è stata anche esposta al Musée des Arts Décoratifs di Parigi), e ha celebrato il 50° anniversario del suo marchio durante una partita degli Yankees nel 2018, realizzando il primo lancio per festeggiare.
Insomma, se non è questa un’icona da ammirare allora chi altro potrebbe esserlo?
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