ART & DESIGN

24 Gennaio 2026

Articolo di

string(18) "Valentina Alfarano"
Valentina Alfarano

Opéra Garnier di Parigi, architettura della bellezza

ART & DESIGN

24 Gennaio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Opéra Garnier Palais Opéra national de Paris teatro
Opéra national de Paris

Opéra Garnier di Parigi, architettura della bellezza

Nel IX arrondissement di Parigi, Palais Garnier, conosciuta anche come Opéra Garnier, si impone come uno dei più articolati edifici monumentali d’Europa. È un palazzo che prende forma intorno al teatro, ma che da esso si espande e trasforma lo spettacolo in principio architettonico e la rappresentazione in un percorso costruito attraverso sale e ambienti.

L’edificazione del Palais Garnier si inserisce nel grande progetto di rinnovamento urbano del Secondo Impero, promosso da Napoleone III e affidato alla direzione del barone Haussmann. Nel 1861 il concorso viene vinto da Charles Garnier, allora giovane architetto, incaricato di progettare una nuova sede per l’Opéra capace di incarnare il prestigio culturale e simbolico della capitale. Il cantiere, avviato nel 1862, procede tra difficoltà tecniche e interruzioni dovute agli eventi storici che attraversano la Francia negli anni successivi, prolungando i tempi di realizzazione.

Dopo oltre un decennio di lavori, l’edificio viene completato e inaugurato nel gennaio del 1875 con una cerimonia solenne che unisce opera e balletto, alla presenza di importanti personalità politiche e culturali europee. Fin dall’apertura, il Palais Garnier si afferma come manifesto di uno stile eclettico, solenne e teatrale, che lo stesso architetto definisce “Napoleone III”. La struttura si fonda su una rigorosa simmetria, arricchita da una straordinaria varietà di materiali, dove pietra chiara, marmi policromi, bronzi dorati e superfici decorate concorrono a costruire un’immagine monumentale pensata per distinguersi nel nuovo volto della Parigi ottocentesca.

La storia del Garnier è segnata anche da scelte ingegnose. Durante i lavori di fondazione, l’incontro con la falda acquifera mise seriamente a rischio il cantiere. Garnier trasformò l’ostacolo in soluzione, progettando un sistema di bacini sotterranei capaci di convogliare l’acqua e stabilizzare l’edificio. Questa struttura, ancora oggi esistente, fungeva anche da riserva idrica in caso di incendio e contribuì a creare uno dei luoghi più enigmatici del palazzo, entrato nel tempo nell’immaginario collettivo.

La facciata introduce immediatamente al linguaggio dell’Opéra. Colonne, statue allegoriche, busti di compositori e gruppi scultorei ispirati alla mitologia classica costruiscono un racconto visivo che anticipa ciò che avviene all’interno. L’edificio mette in scena l’opera già nella sua architettura, pensata per essere osservata e decifrata. Sui tetti, un dettaglio meno noto racconta un dialogo inatteso con il presente. Per decenni infatti il Palais Garnier ha ospitato alveari ai piedi della grande cupola, contribuendo alla biodiversità urbana grazie a un ecosistema favorito dai grandi giardini parigini circostanti.

All’interno, il palazzo si apre come un sistema complesso di ambienti connessi. Corridoi, gallerie, nicchie e pianerottoli sono concepiti come veri luoghi di sosta e relazione, progettati per favorire l’incontro e la vita mondana che caratterizzava il teatro ottocentesco. La grande scalinata rappresenta il fulcro di questo percorso. Marmo chiaro e scuro, balaustre scolpite e volumi ampi guidano l’ascesa verso i livelli superiori, trasformando la salita in un momento centrale dell’esperienza del palazzo, pensato per essere lento e visibile.

Il foyer amplia questa dimensione. Rivestito di velluti, ori e pitture allegoriche, è uno spazio destinato all’attesa e alla conversazione, quasi una galleria celebrativa; la decorazione segue un ordine preciso e accompagna gradualmente il visitatore verso la sala. L’auditorium conserva uno degli interventi più discussi del Novecento, dove il soffitto, dipinto da Marc Chagall e inaugurato nel 1964, nasce dalla volontà di rinnovare la cupola storica ottocentesca con un’opera che celebrasse la musica attraverso il colore. Il risultato è una composizione vibrante, dedicata ai grandi compositori, che si sovrappone alla decorazione originaria senza cancellarla, creando una stratificazione visiva e culturale unica. Il grande lampadario centrale, le proporzioni della sala e la profondità del palcoscenico confermano la vocazione monumentale dell’edificio.

A completare il palazzo, la biblioteca-museo custodisce scenografie e costumi, bozzetti e documenti che raccontano la storia dell’opera e del balletto. È uno spazio che conserva la memoria materiale di ciò che sul palcoscenico è per sua natura effimero. Non sorprende che da questo intreccio di spazi e storie sia nata anche la leggenda del Fantasma dell’Opera, resa celebre dal romanzo di Gaston Leroux, ancora oggi al centro di visite e racconti che alimentano il mito del luogo. Il Palais Garnier resta così un esempio raro di architettura totale, dove funzione, decorazione e memoria storica convivono in un equilibrio che continua a esercitare il suo fascino ben oltre il sipario.

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

most read

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

related

most read

condividi su

Link copiato
negli appunti!

Iscriviti alla newsletter

Privacy(Obbligatorio)