STYLE

26 Gennaio 2026

Articolo di

string(19) "Anna Paola Parapini"
Anna Paola Parapini

Quando il profumo prende forma: messaggi e significati dei flaconi

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26 Gennaio 2026

Articolo di

Anna Paola Parapini
Profumo Le Roy Soleil Elsa Schiaparelli Salvador Dali
Wright Auction

Quando il profumo prende forma: messaggi e significati dei flaconi

Nel racconto della profumeria del Novecento, il flacone ha spesso preceduto la fragranza nella costruzione dell’immaginario. Prima ancora di essere indossato, il profumo veniva osservato e toccato, lasciato in vista su una toeletta o in una vetrina. Nei flaconi vintage si concentra una parte essenziale della storia del lusso. Dal vetro alle forme, fino ai significati simbolici delle boccette, ogni elemento contribuisce a raccontare epoche e visioni culturali. In molti casi la boccetta ha superato la fragranza in longevità e riconoscibilità, trasformandosi in un oggetto autonomo, capace di sedimentarsi nella memoria collettiva come segno visivo.

Molinard – Habanita (1921)

Habanita nasce nel 1921 ed è uno dei primi esempi in cui il flacone viene concepito come parte integrante dell’identità del profumo. In origine la fragranza era pensata come profumo per guanti e per sigarette, ma il successo portò rapidamente alla sua diffusione come eau de parfum. Le boccette storiche, realizzate dall’artista René Lalique e dall’azienda Baccarat, utilizzano cristallo scuro e superfici opache, spesso arricchite da figure femminili scolpite. La scelta risponde a esigenze pratiche legate alla protezione della fragranza dalla luce e allo stesso tempo costruisce un immaginario preciso. Il flacone trasmette una sensazione di sensualità, collocandosi in una dimensione quasi teatrale che avvicina l’oggetto alla scultura e al rito domestico.

Elsa Schiaparelli – Shocking (1937)

Con Shocking, lanciato nel 1937, Elsa Schiaparelli introduce una svolta radicale nel modo di concepire il flacone. La boccetta riproduce un busto femminile ispirato alle forme di Mae West, icona di modernità. Il progetto nasce in dialogo diretto con il surrealismo e con l’idea di moda come atto intellettuale. Il flacone diventa una dichiarazione visiva che riflette l’universo creativo della maison. In un’epoca in cui il profumo era spesso associato a forme floreali o classiche, Shocking fissa un’immagine audace, destinata a influenzare generazioni successive.

Schiaparelli & Salvador Dalí – Le Roy Soleil, La Toilette des Muses (anni ’40)

Negli anni Quaranta, la collaborazione tra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí porta il flacone nel territorio dell’arte concettuale. Boccette come Le Roy Soleil e La Toilette des Muses adottano un linguaggio simbolico stratificato, fatto diriferimenti mitologici. Il profumo entra così in un sistema narrativo più ampio, dove arte, moda e design condividono lo stesso piano espressivo. Questi flaconi vengono concepiti come oggetti da collezione, più vicini a una scultura che a un accessorio funzionale.

Nina Ricci – L’Air du Temps (1948)

Lanciato nel 1948, L’Air du Temps nasce in un contesto storico segnato dalla ricostruzione post-bellica. Il flacone, disegnato da Marc Lalique, è sormontato da due colombe intrecciate in cristallo. Il simbolo richiama pace e armonia, valori profondamente sentiti nell’Europa del dopoguerra. La boccetta contribuisce in modo decisivo alla fortuna del profumo, fissandone il messaggio visivo e rendendolo immediatamente riconoscibile. Ancora oggi resta uno dei flaconi più iconici della profumeria del Novecento.

Yves Saint Laurent – Opium (1977)

Con Opium, presentato nel 1977, Yves Saint Laurent utilizza il flacone come strumento di costruzione dell’immaginario. La boccetta si ispira agli inrō giapponesi, piccoli contenitori laccati usati storicamente per custodire erbe di ogni tipo, medicinali e oppio. Le superfici lucide e i dettagli dorati orientano la percezione del profumo prima ancora dell’esperienza olfattiva. Il flacone dialoga con l’interesse di Saint Laurent per l’Oriente e per l’ibridazione culturale, contribuendo a rendere Opium una delle fragranze più discusse e riconoscibili del suo tempo.

Issey Miyake – L’Eau d’Issey (1992)

L’Eau d’Issey viene lanciato nel 1992 come riflessione sulla purezza e sull’essenzialità. Il flacone, progettato da Fabien Baron, si sviluppa in verticale ed è sormontato da una sfera metallica. Issey Miyake raccontò di essersi ispirato alla luce della luna riflessa sulla Torre Eiffel vista dalla sua finestra parigina. La forma richiama una goccia d’acqua sospesa, traducendo in oggetto il concetto alla base della fragranza. Nel tempo il flacone è stato reinterpretato in edizioni speciali che dialogano con il mondo del design contemporaneo.

Calvin Klein – Escape (1993)

Escape viene introdotto nei primi anni Novanta, periodo in cui Calvin Klein consolida un’estetica fondata sulla modernità urbana. Il flacone utilizza vetro smerigliato e volumi compatti, accompagnati da un tappo in metallo. Il design riflette un’idea di lusso sobrio e quotidiano, coerente con il posizionamento della fragranza maschile, legata a un’immagine di libertà e movimento. La boccetta diventa parte integrante del linguaggio visivo del brand.

Yves Saint Laurent – Champagne / Yvresse (1993–1996)

Nel 1993 Yves Saint Laurent lancia Champagne, con un flacone disegnato da Joël Desgrippes che richiama il tappo e la gabbietta delle bottiglie di spumante. Il riferimento visivo genera una controversia con il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne, che porterà al cambio di nome in Yvresse. La boccetta resta invariata, mentre il significato si sposta. Il caso dimostra come il design di un flacone possa attivare un dibattito culturale e legale, superando i confini della profumeria.

Jean Paul Gaultier – Le Male (1995)

Con Le Male, lanciato nel 1995, Jean Paul Gaultier trasforma il flacone in un’icona pop. Il busto maschile a righe marinare richiama l’immaginario nautico e il tema del corpo, centrale nella poetica del designer. Il flacone diventa immediatamente riconoscibile, contribuendo in modo decisivo al successo della fragranza.Ancora oggi resta uno dei casi più emblematici di design identitario nella profumeria contemporanea.

Nel presente, in cui il vintage viene riletto come patrimonio culturale e non come semplice nostalgia, questi flaconi tornano a essere riferimenti progettuali. Raccontano un’epoca in cui il design aveva una funzione narrativa esplicita, capace di condensare visioni estetiche e tensioni sociali in un solo oggetto. Il flacone diventa così una chiave di lettura che intreccia storia e identità, molto prima che la fragranza venga indossata.

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