Hermès, l’arte applicata come identità di marca
STYLE
3 Febbraio 2026
Articolo di
Anna Paola Parapini
Hermès, l’arte applicata come identità di marca
Nel sistema del lusso contemporaneo, Hermès occupa una posizione singolare. Nel tempo, la maison ha sviluppato un modello in cui l’arte è parte strutturale del progetto industriale. Disegno, illustrazione, artigianato e sperimentazione visiva convivono all’interno di una visione coerente, che definisce Hermès come una vera e propria azienda di arti applicate. Questa impostazione attraversa la storia del marchio e si manifesta tanto negli oggetti iconici quanto nelle più recenti attivazioni digitali. Dalla selleria ottocentesca ai carré in seta, dalle collaborazioni con artisti del Novecento fino alle animazioni online degli ultimi anni, l’arte viene utilizzata come strumento per dare forma all’esperienza quotidiana del brand.
Le origini: il disegno come fondamento dell’immaginario
Il legame tra Hermès e il mondo dell’arte prende forma nella prima metà del Novecento, quando Émile Hermès inizia a costruire una collezione di opere, libri illustrati e oggetti d’arte destinata a diventare una riserva iconografica permanente per la maison. Tra queste, il dipinto Le Duc attelé di Alfred de Dreux assume un ruolo centrale. L’immagine del cavallo attaccato alla carrozza, in attesa del suo conducente, viene scelta come base visiva del logo Hermès. Il disegno racchiude elementi chiave del linguaggio del brand, come il viaggio, il tempo dell’attesa e il rapporto tra uomo e oggetto. L’arte entra così nel progetto Hermès come matrice narrativa capace di orientare la produzione materiale.
Il carré Hermès, una tela quadrata per gli artisti
Tra gli oggetti che meglio rappresentano l’approccio della maison, il carré in seta occupa una posizione centrale. Introdotto negli anni Trenta, il foulard diventa uno spazio di sperimentazione visiva costruito su un formato fisso. Il quadrato, sempre identico nelle dimensioni, impone una struttura rigorosa che gli artisti sono chiamati a interpretare. Nel corso del Novecento, Hermès coinvolge figure come Sonia Delaunay, Jean Cocteau e, più recentemente, Claude Viallat e Richard Gorman. Ogni collaborazione trova un equilibrio tra espressione individuale e codici della maison, trasformando il carré in un oggetto d’uso quotidiano con una forte identità visiva.
Artigianato come pratica artistica
Nel racconto di Hermès, il lavoro manuale assume il ruolo di forma di conoscenza, capace di strutturare il rapporto tra materia e progetto. Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico della maison dal 2011, definisce Hermès un’istituzione di arti applicate, in cui la creatività di sedici mestieri artigianali viene messa al servizio di oggetti destinati all’uso quotidiano. Dumas racconta spesso la propria formazione in bottega, a contatto diretto con la pelle e con gli strumenti del mestiere. Oggi oltre duemila artigiani lavorano per Hermès in Francia, portando avanti una visione in cui la manualità diventa linguaggio culturale e costruzione dell’esperienza sensoriale.
Dal fisico al digitale, l’illustrazione come spazio narrativo
Negli ultimi anni, questa visione viene estesa anche al mondo digitale. Illustrazioni animate e progetti online traducono in forma contemporanea principi già presenti nella cultura della maison. Il sito Hermès e i canali social vengono concepiti come superfici narrative, curate con la stessa attenzione riservata alle boutique. La campagna Venture Beyond, lanciata tra il 2025 e il 2026, rappresenta un esempio significativo. Il redesign del sito, affidato all’illustratrice Lina Merad, introduce immagini disegnate a mano che accompagnano la navigazione. Le illustrazioni, ispirate alle tecniche litografiche, dialogano con i prodotti, mentre le animazioni di Kit Klein rafforzano la dimensione editoriale dell’esperienza online.
Collaborazioni contemporanee e nuove forme di racconto
Parallelamente, Hermès continua a sviluppare collaborazioni con artisti e illustratori contemporanei attraverso progetti digitali e contenuti seriali. Nomi come María Jesús Contreras, Lee Kyutae e Helen Ferry contribuiscono a esplorare temi legati al movimento, alla trasformazione e alla materia. In questi progetti, elementi come un filo, una cucitura o una forma iconica del brand diventano il punto di partenza per una narrazione visiva che richiama l’eredità equestre e artigianale della maison. Il digitale viene trattato come uno spazio di lavoro creativo, in continuità con il laboratorio fisico.
Nel percorso di Hermès, l’arte attraversa oggetti, spazi e piattaforme mantenendo una coerenza rara nel panorama del lusso. Definire la maison come una company of applied arts significa riconoscere un modello in cui il progetto guida il prodotto e la cultura materiale diventa veicolo di immaginario. In un contesto in cui molti brand cercano legittimazione culturale attraverso iniziative episodiche, Hermès continua a costruire un dialogo profondo tra arte e quotidianità, fondato sulla durata e sulla qualità del gesto applicato.
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