FOOD & BEVERAGE

16 Febbraio 2026

Articolo di

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Valentina Alfarano

La Tour d’Argent, com’è nato il ristorante più antico di Parigi

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16 Febbraio 2026

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Valentina Alfarano
La Tour d
La Tour d'Argent

La Tour d’Argent, com’è nato il ristorante più antico di Parigi

Affacciata sul Quai de la Tournelle, di fronte a Notre-Dame, La Tour d’Argent attraversa la storia di Parigi dal 1582. Quando il cuoco Rourteau apre una locanda sulle rive della Senna, la parola “ristorante” non è ancora entrata nell’uso comune; qui si accolgono viaggiatori e membri della corte, si servono piatti elaborati in un’epoca in cui mangiare fuori casa rappresenta un privilegio raro. Enrico III frequenta l’indirizzo con regolarità e la tradizione attribuisce proprio a queste sale l’introduzione della forchetta tra i nobili francesi, oggetto allora percepito come segno di distinzione.

Nel Seicento il locale diventa meta abituale della corte di Luigi XIV, che raggiunge Parigi da Versailles per banchetti e incontri ufficiali. Il Settecento segna un passaggio decisivo: sulle tavole compare il menu scritto, gesto che codifica la scelta e ordina l’esperienza gastronomica secondo una sequenza rigorosa. Il risultato? La Tour d’Argent si consolida così come spazio dove la cucina riflette i mutamenti culturali del Paese. La Rivoluzione interrompe questa continuità in modo brusco: lo stemma viene distrutto, la cantina svuotata, l’edificio venduto, i sogni e il rigore calpestati senza pietà. Per anni resta soltanto il ricordo di un luogo simbolo dell’Ancien Régime.

Nell’Ottocento, però, la leggenda si traduce di nuovo in impresa con Frédéric Delair, quando prende forma il rituale destinato a definire l’identità della casa: il canard à la presse, che diventerà emblema storico della cucina francese. Il canard à la presse prende forma direttamente in sala attraverso un rituale codificato alla fine dell’Ottocento, dove il maître completa la preparazione davanti agli ospiti con l’iconico torchio d’argento, che concentra i succhi nella salsa servita al momento, e al termine del servizio ogni anatra riceve un numero progressivo annotato su un certificato, tradizione che oggi ha portato il conteggio oltre il milione, compresa quella assaggiata da Alfonso XIII di Spagna.

Nel 1911 André Terrail acquista il ristorante e ne rafforza il prestigio aprendo una sala panoramica con vista diretta sulla Senna. Dopo la guerra, Claude Terrail assume la guida del ristorante e concentra la sua attenzione sulla cantina, che trasforma nel vero fiore all’occhiello e simbolo strategico della maison: avvia una politica di acquisti programmata su archi temporali molto lunghi, seleziona le annate con l’idea di seguirne l’evoluzione per decenni e struttura la collezione come un patrimonio destinato a maturare nel tempo.

La Tour d

La Tour d’Argent

Oggi il caveau si sviluppa per circa 1.100 metri quadrati sotto il V arrondissement e accoglie quasi 300.000 bottiglie distribuite su due livelli; un impianto di climatizzazione dedicato mantiene costante la temperatura per garantire condizioni stabili a maturazioni che possono estendersi oltre cinquant’anni. Durante l’occupazione nazista, Claude Terrail fa erigere un muro nel punto più interno della cantina per proteggere le etichette più preziose e le bottiglie restano nascoste per cinque anni senza essere individuate. Quel gesto è diventato parte integrante della narrazione del luogo e oggi accompagna le visite guidate che conducono gli ospiti tra scaffali fitti e registri di cantina compilati con rigore.

Ancora oggi la filosofia del servizio rimane coerente, con il vino che si presenta esclusivamente in bottiglia, scelta che permette all’etichetta di evolvere nel corso del pasto. L’anatra può incontrare un grande bianco di struttura oppure un iconico rosso di Borgogna, accostamenti studiati dal team addetto alla sommellerie per dialogare con l’anima del piatto.

Nel 2023 l’architetto Franklin Azzi ha ridisegnato gli interni rispettando l’impianto storico, mentre in cucina opera Yannick Franques, Meilleur Ouvrier de France, con una proposta che tiene insieme ricette codificate e sensibilità contemporanea. Sedersi a un tavolo della Tour d’Argent significa entrare in un luogo dove ogni gesto rende tangibile una storia gastronomica che continua a rinnovarsi e a fare sognare.

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