STYLE

2 Marzo 2026

Articolo di

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Giorgia Monti

Emilio Pucci, il marchese italiano che inventò la tuta da sci

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2 Marzo 2026

Articolo di

Giorgia Monti
Emilio Pucci ski inventore Tuta da Sci
Emilio Pucci

Emilio Pucci, il marchese italiano che inventò la tuta da sci

Emilio Pucci non aveva previsto di diventare uno stilista, eppure ancora oggi lo ricordiamo come il Marchese della Moda. Un appellativo piuttosto emblematico che racchiude le sue origini: nasce a Napoli il 20 novembre 1914 in una storica famiglia aristocratica, motivo per cui acquisisce ufficialmente il titolo di marchese. Ma nel corso del tempo si è fatto conoscere anche come stilista, aviatore, politico e atleta olimpico. Insomma, una personalità decisamente poliedrica e sorprendete.

Ancora oggi possiamo affermare che sia stato uno dei creativi più rilevanti della moda italiana e internazionale; alcune sue invenzioni hanno decisamente cambiato il corso della storia. E la sua vita, ricca di incontri fortuiti e innovazioni uniche, è tutta da scoprire. Ad esempio, sapevate che la prima tuta da sci moderna è stata realizzata proprio da lui?

Le origini

Possiamo senz’altro affermare che il suo approccio alla moda sia stato del tutto casuale: Emilio Pucci non potrebbe mai immaginare che una delle sue passioni più grandi, lo sci, lo lancerà nell’Olimpo del lusso. Nonostante l’ambiente aristocratico gli sia già familiare, è grazie alle sue origini e a una serie di coincidenze se approda definitivamente in questo settore.

Tutto infatti inizia in giovane età: da un lato c’è un ragazzo appassionato di design e arte, dall’altro un nobile amante degli sport, specialmente dello sci. Durante la prima metà del ‘900 questa disciplina non viene vista come oggi, ma è considerata un hobby elitario per via dell’alto impegno economico richiesto per praticarla. Per Pucci, però, rappresenta molto più che un semplice passatempo e, grazie alle sue eccellenti doti sportive, nel 1934 viene selezionato dalla squadra nazionale olimpica italiana e due anni dopo partecipa alle Olimpiadi invernali di Garmisch-Partenkirchen, in Germania. 

Nello stesso periodo, dopo aver concluso gli studi classici in Italia, vince una borsa di studio per meriti sportivi che gli permette di iscriversi al Reed College di Portland, negli Stati Uniti, dove ottiene la laurea in Scienze Sociali. È proprio qui che inizia ad avvicinarsi al mondo della moda, realizzando i suoi primi abiti e la divisa della squadra di sci dell’istituto. Successivamente si dice che sia partito all’avventura, facendo il giro del mondo in nave, per poi tornare in Italia dove nel 1938 si arruola come ufficiale nell’aviazione

La carriera nella moda: la prima tuta da sci

Dopo l’esperienza nelle forze armate, decide di tornare sulle piste da sci, questa volta in qualità di istruttore a Sestriere. Ed è proprio grazie al legame con la montagna che la sua carriera nel mondo della moda decolla in modo inaspettato. Nel 1947, durante una vacanza a Zermatt, in Svizzera, fa indossare a una sua amica una tuta da sci da lui disegnata. Il completo attira casualmente l’attenzione di Toni Frissell, celebre fotografa di Harper’s Bazaar che, trovandosi lì e rimanendo colpita dalla particolarità del capo, decide di realizzare qualche scatto da inserire in un articolo sulla moda invernale europea.

Le immagini e soprattutto le creazioni del marchese ottengono un successo incredibile, tanto che l’anno successivo la stessa rivista pubblica la sua prima collezione sportiva da sci. Emilio Pucci viene scoperto essenzialmente in questo modo: sulla neve, grazie alla sua prima grande passione. I suoi modelli, con tanto di etichetta “Emilio”, vengono acquistati da Lord & Taylor, famosa catena di grandi magazzini di lusso negli Stati Uniti e, neanche a dirlo, vanno subito a ruba. La stampa e il mercato lo amano già. 

Toni Frissell per Harper’s Bazaar, 1947

Ma come mai Pucci ottiene tutto questo successo?

Sostanzialmente, grazie alla sua creazione, Emilio Pucci viene riconosciuto come l’inventore della moderna tuta da sci intera. Per noi oggi è un indumento di uso comune, ma per l’epoca rappresenta una vera e propria rivoluzione di stile: il suo modello – aerodinamico, aderente e funzionale – sostituisce i classici e pesanti pantaloni di lana e i giacconi ingombranti. E sebbene il concetto generico di tuta come indumento intero sia stato introdotto per la prima volta nel 1919 dall’artista futurista Thayaht, è proprio Pucci a renderlo un capo simbolo dell’abbigliamento sportivo. 

La sua versione rappresenta un punto di svolta per lo sportswear, soprattutto grazie all’uso di tessuti elastici e leggeri come il nylon e il rayon gabardine, che garantiscono libertà di movimento e isolamento senza appesantire. Successivamente, lo stilista sviluppa l’Emilioform, un tessuto pratico e aderente che ha trasformato lo skiwear. Oltre a migliorare la performance tecnica e a ridurre l’impatto con il vento, introduce anche innovazioni funzionali come le staffe sotto il piede, pensate per mantenere i pantaloni tesi all’interno degli scarponi ed evitare che si arrotolino.

L’ultimo fattore, ma non per importanza, che decreta il successo della tuta di Pucci risiede nella sua estetica: è incredibilmente chic e lussuosa. I suoi modelli, ben lontani da quelli in voga nel periodo, presentano stampe vivaci e colori audaci, elementi che diventeranno la firma distintiva del brand, portando eleganza e glamour sulle piste da sci.

Emilio Pucci Heritage

La sua carriera dopo l’invenzione

Nel 1949 apre la sua prima boutique a Capri, un luogo simbolo del glamour italiano. Quale oasi migliore di questa per lanciare una linea di abiti leggeri, pratici e setosi? Le linee morbide e le stampe audaci e geometriche diventano il tratto distintivo del brand e conquistano star internazionali come Sophia Loren, Jackie Kennedy e Greta Garbo. Oltre al titolo nobiliare di marchese, in breve tempo il mondo della moda gli conferisce anche quello di The Prince of Prints

Proprio Emilio Pucci rappresenta un caposaldo dello sviluppo del Made in Italy, e negli anni in cui l’Europa guarda all’alta moda, lui si avvicina al moderno concetto di sportswear, liberando i corpi delle donne che fino a quel momento sono costretti in bustini e gonne strutturate. Non è solo un maestro delle stampe, ma anche un innovatore nella scelta dei tessuti: è uno dei primi a utilizzare il jersey di seta, un materiale leggero, confortevole e versatile che rivoluziona gli abiti del tempo. Nel 1951 partecipa alla prima sfilata di moda italiana organizzata da Giovanni Battista Giorgini a Villa Torrigiani, a Firenze, e continua a prendervi parte fino al 1967, anno in cui sceglie di sfilare nella propria sede di via dei Pucci. Nel 1962, infine, propone la sua prima collezione di alta moda.

Inoltre, è doveroso ricordare che nel 1954, grazie alle sue creazioni innovative, Pucci vince il Neiman Marcus Fashion Award, anche detto l’Oscar della Moda, premio istituito nel 1938 e simbolo di un biglietto d’ingresso nel mercato del lusso statunitense. La sua visione artistica, infatti, oltre a conquistare l’Italia, si sposa magistralmente con la fervente cultura pop degli Stati Uniti. Marilyn Monroe, ad esempio, ama talmente tanto i capi dello stilista da venire sepolta indossando proprio un suo abito in jersey di seta color verde mela.

I colori e le stampe di Pucci conquistano il jet-set e non solo. In pochi sanno che lo stilista disegna perfino lo stemma per le tute degli astronauti per la missione Apollo 15 della NASA, oltre alle divise futuristiche per il personale della compagnia aerea Braniff International Airways, caratterizzate da caschi a forma di bolla trasparente. In Italia, invece, realizza le divise dei vigili urbani con lunghi guanti bianchi ed elmetti ovali. Senza contare che nel frattempo il marchese entra anche in politica e viene nominato Cavaliere del Lavoro. 

La storia e il successo di Emilio Pucci, sia in quanto stilista che griffe, sono estremamente affascinanti. Negli anni a seguire il suo nome si consolida all’interno del panorama mondiale e, dopo la scomparsa dell’artista nel 1992 e l’acquisizione da parte di LVMH nel 2000, il brand è recentemente tornato a splendere sotto la direzione creativa di Camille Miceli. La maison continua a puntare sui propri capisaldi: fluidità, colori, tessuti e stampe. Gli stessi elementi chiave che, decenni fa, hanno reso celebre una semplice tuta da sci.  

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