Hôtel Costes, nel tempio del buon vivere parigino
FOOD & BEVERAGE
2 Marzo 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoHôtel Costes, nel tempio del buon vivere parigino
Nell’iconica Rue Saint-Honoré, a pochi passi da Place Vendôme, l’Hôtel Costes si impone come indirizzo esclusivo, universo riconoscibile, estetica eclettica, stile e una personale idea di lusso che ha segnato la Parigi contemporanea. Impossibile restarne indifferenti.
Dietro l’effervescenza di questo nome c’è Jean-Louis Costes, imprenditore riservato nato nell’Aveyron, cresciuto in una famiglia che ha saputo fare della ristorazione una tradizione. La sua storia parigina inizia negli anni Ottanta, quando incontra un giovane designer allora poco conosciuto, Philippe Starck. L’intesa è immediata e insieme inaugurano il Café Costes a Les Halles, una struttura futuristica che rompe gli schemi dei bistrot tradizionali e attira un pubblico curioso e cosmopolita grazie a una grande bolla traslucida dalle linee avveniristiche, quasi sospesa nello spazio urbano, che proietta il quartiere in una dimensione nuova e sorprendente.
Nel 1995 arriva la svolta. Jean-Louis Costes acquista un albergo su Rue Saint-Honoré e affida la trasformazione a Jacques Garcia. L’edificio, un palazzo del XVIII secolo, diventa un hotel a cinque stelle dove opulenza e teatralità convivono con una raffinata stratificazione di epoche grazie a velluti profondi, luci soffuse, marmi e dettagli dorati che costruiscono un’atmosfera intensa, quasi cinematografica; gli ambienti si susseguono come quinte teatrali e conducono verso il ristorante, cuore dell’intero complesso.
È proprio il ristorante a consacrare il mito. Le alcove raccolte e le lounge appartate offrono discrezione e protezione, qualità preziose per un pubblico internazionale abituato a vivere sotto i riflettori. Negli anni si sono seduti ai suoi tavoli nomi come Madonna, Rihanna, Kate Moss, Johnny Depp e Tom Cruise. Il mondo della moda lo elegge quartier generale durante le settimane delle sfilate, complice la vicinanza alle boutique storiche e alle grandi maison. A rendere inconfondibile l’identità Costes è il gusto per il dialogo tra stili. Jean-Louis ama sovrapporre atmosfere e registri visivi, alternare purezza e opulenza, accostare monocromie intense a superfici luminose. L’esperienza dell’Hôtel Costes è un’immersione in una scenografia in continuo movimento, dove ogni dettaglio contribuisce a costruire un racconto fatto di eleganza e tensione estetica.
Negli anni Duemila l’hotel diventa anche un fenomeno musicale grazie al lavoro di Stéphane Pompougnac, selezionatore e anima sonora della celebre serie di compilation legate al nome Costes. Le sue selezioni elettro-lounge, diffuse in tutto il mondo e arrivate a vendere milioni di copie, trasformano l’hotel in un marchio sonoro riconoscibile. Le tracce mescolano suggestioni rétro, ritmo morbido e atmosfere notturne, evocando lo stesso glamour discreto che si respira tra le sue sale. La lounge music associata al Costes contribuisce così a definire un immaginario fatto di notti parigine, cocktail e conversazioni a bassa voce.
L’espansione più recente dell’hotel porta la firma di Christian Liaigre. Con l’acquisizione dell’ex Hotel Lotti in Rue de Castiglione e di un edificio in Rue de Mont-Thabor, il complesso si amplia fino a comprendere novantanove camere distribuite in tre anime complementari. Liaigre introduce un linguaggio più essenziale, fatto di linee pure e materiali preziosi, in dialogo con la scenografia barocca di Garcia. Ne nasce un insieme coerente e stratificato che consolida il Costes come hotel di lusso in versione XXL, senza perdere l’intimità che ne ha decretato il successo. Molti investitori hanno guardato a questo modello come a una formula replicabile. Jean-Louis Costes ha scelto invece di rimanere fedele a Parigi, concentrando qui il proprio progetto. La città è parte integrante dell’identità Costes, così come la discrezione che da sempre protegge i suoi ospiti.
L’Hôtel Costes oggi continua a rappresentare un punto di equilibrio tra mondanità e riservatezza, tradizione familiare e sperimentazione estetica e, in un panorama alberghiero in continua evoluzione, resta uno degli indirizzi più iconici della capitale francese e un simbolo riconosciuto del buon vivere contemporaneo.
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