STYLE

23 Marzo 2026

Articolo di

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Clara Giaquinto

La nascita dello smoking, dalle sale fumatori ai salotti dell’alta società

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23 Marzo 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Smoking Tuxedo nascita storia history origini
Photo IG of @victoriandarlings

La nascita dello smoking, dalle sale fumatori ai salotti dell’alta società

Nel vocabolario dell’abbigliamento maschile, l’abito da sera più diffuso è conosciuto con denominazioni diverse a seconda dei paesi. In Gran Bretagna si parla di dinner jacket, in Germania di smoking, mentre negli Stati Uniti il termine più utilizzato è tuxedo. Sebbene questi appellativi indichino tecnicamente solo la giacca, solitamente comprendono l’intero abito da sera, inclusi i pantaloni. 

La nascita dello smoking risale alla seconda metà dell’Ottocento, nell’Inghilterra vittoriana, un periodo storico ricco di profonde trasformazioni per la moda maschile. Verso la fine del secolo, il desiderio di una maggiore praticità, insieme alla crescente diffusione dei viaggi e della villeggiatura e a una concezione della vita che concedeva sempre più spazio al tempo libero e alle attività sportive, contribuì a rendere il vestire maschile progressivamente più disinvolto. Intorno agli anni 1850-1860 si delineano i canoni del completo da uomo moderno, composto da giacca, gilet e pantaloni coordinati, mentre i codici dell’abbigliamento formale rimangono ancora legati alla tradizione del full dress, ovvero frac con code, panciotto e camicia bianchi, papillon bianco e pantaloni neri.

È con il gusto raffinato e irriverente di Edoardo, principe di Galles e futuro Edoardo VII, che questo rigido sistema di regole vestimentarie viene intaccato. Sempre alla ricerca di un’eleganza più pragmatica, il giovane principe inglese mostrava una grande attenzione per l’abbigliamento e, soprattutto, per le regole del buon gusto nel senso più tradizionalista del termine. La sua ossessione per il vestire bene era tale che Edoardo si cambiava più volte nel corso della giornata, stabilendo di fatto un nuovo standard per l’aristocrazia britannica e per la crescente classe media.

La sua immagine, costantemente osservata e fotografata, in un’epoca in cui la fotografia iniziava a diffondersi, contribuì a consolidare la reputazione di Savile Row, la celebre strada londinese sede dei più prestigiosi atelier su misura, come centro mondiale dell’eccellenza sartoriale. Non è quindi un caso che, in questo clima di fermento, nasca nel 1866 la rivista The Tailor and Cutter: A Trade Journal and Index of Fashion in risposta al crescente interesse per la moda maschile. Moda che viene significativamente scossa l’anno precedente da uno dei cambiamenti più significativi dell’abbigliamento serale. 

La storia ci porta infatti indietro nel 1865, quando il principe decise, per amor di pragmatismo, di semplificare i complessi rituali vestimentari dell’epoca. A Sandringham, la sua residenza di campagna nel Norfolk, stabilì ad esempio che per i suoi ospiti non fosse necessario cambiarsi quattro volte al giorno, ma che due abiti fossero più che sufficienti: un completo di tweed per il giorno, associato a quella che verrà poi conosciuta come Norfolk jacket, e un capo da sera per la cena.

Fu proprio per questa necessità che chiese al suo sarto di fiducia Henry Poole, figura centrale di Savile Row, di realizzare una versione modificata dell’abito da sera classico. A questa nuova variante vennero rimosse le code di rondine a favore di una linea più corta e confortevole. La prima giacca, realizzata in blu notte, rappresenta il modello di riferimento per quelle che diventeranno poi le dinner jackets.

Realizzate originariamente in sete o velluti blu notte, verde scuro o neri, erano comunque ancora concepite per la sfera domestica. Queste risultavano particolarmente pratiche al momento successivo alla cena, quando gli uomini si ritiravano nelle smoking rooms per assaporare i loro sigari, secondo l’etichetta dell’Ottocento che considerava sconveniente fumare in presenza delle donne.

Smoking Henry Poole

Henry Poole

Secondo alcune interpretazioni, proprio questa pratica avrebbe contribuito alla diffusione del termine smoking, inizialmente associato a capi utilizzati per proteggere gli abiti dal fumo. Questa nuova usanza non tardò a diffondersi anche oltre l’Atlantico, grazie a un episodio peculiare che vede come protagonista nuovamente il principe di Galles. 

Nel 1886 il milionario americano James Brown Potter e la moglie Cora lo incontrarono a un ballo di corte; colpito dalla straordinaria bellezza di Cora, il principe li invitò a trascorrere un fine settimana nella residenza di Sandringham, suggerendo a Potter di farsi confezionare dal suo sarto londinese di fiducia una giacca da sera da indossare in alternativa al tradizionale frac. 

Poole gli confezionò un modello di dinner jacket ispirato proprio a quelli realizzati recentemente per Edoardo. Al ritorno a New York, Potter iniziò a indossare il nuovo capo al Tuxedo Park Club, circolo privato dell’esclusiva comunità di Tuxedo Park, una residenza di campagna fondata negli anni Ottanta dell’Ottocento dall’erede del tabacco Pierre Lorillard IV, concepita come luogo di villeggiatura per l’élite americana dove l’alta società si riuniva per battute di caccia, incontri sociali e sontuosi balli. In effetti, il frac tradizionale, con le sue lunghe code, risultava scomodo per sedersi o ballare, mentre una giacca corta si prestava senz’altro meglio alla movimentata vita sociale dell’epoca.

La vera consacrazione arrivò quando alcuni membri del club decisero di indossarla anche a Manhattan nelle sale di Delmonico’s, il primo grande ristorante di alta cucina della città.

The Tuxedo Club history New York

The Tuxedo Club

La popolarità dello stile fece sì che l’abito venisse presto associato al nome del luogo d’origine, dando vita al termine tuxedo. Alcuni studi ritengono tuttavia che l’introduzione del capo nella società newyorkese possa essere avvenuta anche prima. Diversi membri del Tuxedo Park Club, tra cui William Waldorf Astor, Robert Goelet, Ogden Mills e Pierre Lorillard risultano infatti clienti documentati di Poole già negli anni Sessanta dell’Ottocento. È quindi possibile che l’imitazione dello stile del principe di Galles fosse già diffusa tra le élite americane molto prima dell’episodio legato a Potter.

Questa innovazione non fu inizialmente accolta con entusiasmo, in quanto i più reticenti la consideravano un affronto al decoro del full dress tradizionale. In un articolo americano pubblicato nella rubrica The Well Dressed Man su Vogue nel 1905, si raccomandava, ad esempio, che le cosiddette smoking jackets, sebbene realizzate in tessuti pregiati, rimanessero confinate alla sfera privata, scoraggiandone l’uso in contesti sociali più esposti. Tuttavia, lo smoking trovò una propria identità nel guardaroba maschile e, con il passare dei decenni, divenne sempre più accettato, fino a trasformarsi, per molti uomini, nell’abito più formale del guardaroba. 

Nel corso del Novecento, altre figure contribuirono ulteriormente a diffonderne lo stile. Negli anni Venti, ad esempio, il duca di Windsor, anch’egli attentissimo all’impeccabilità del suo aspetto, rese popolare la versione con il collo a scialle, una variante che ancora oggi rappresenta un’opzione sofisticata. Nel secondo dopoguerra, lo smoking entrò anche nell’immaginario della cultura popolare attraverso il cinema di Hollywood, diventando uno dei tratti distintivi di personaggi iconici come James Bond.

Dal punto di vista tecnico, lo smoking presenta alcune caratteristiche ben riconoscibili. La giacca può essere monopetto o doppiopetto, arricchita da revers in raso di seta ed è indossata con il papillon nero, annodato preferibilmente a mano. I colori tradizionali rimangono il nero e il blu notte, tonalità che sotto la luce artificiale risultano profonde, abbinate a una camicia bianca dalla linea impeccabile con polsini doppi per gemelli. I pantaloni, senza risvolti, sono realizzati nello stesso colore della giacca e presentano lungo la gamba una striscia di seta chiamata braid

Da capo nato come alternativa informale al rigido abito da sera vittoriano, lo smoking ha attraversato più di un secolo e mezzo di storia del costume, varcando i confini del guardaroba maschile e approdando anche a quello femminile, fino a diventare ancora oggi uno degli esempi più straordinari di eleganza.

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