Tenuta San Leonardo è una perla tra e boschi e le montagne del Trentino
FOOD & BEVERAGE
20 Marzo 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoTenuta San Leonardo è una perla tra e boschi e le montagne del Trentino
Tra le valli del Trentino, nella Vallagarina, la Tenuta San Leonardo si inserisce in un paesaggio definito da masse boschive e coltivazioni ordinate, in cui la proprietà si estende per circa 300 ettari, dei quali una parte destinata a vigneto, immersa in un contesto in cui il rapporto tra natura e intervento umano è rimasto stabile nel tempo. L’aria che scende dalle montagne e la protezione naturale dei rilievi creano condizioni favorevoli alla coltivazione, incidendo direttamente sulla qualità delle uve.
La storia della tenuta supera il millennio, affermandosi come una delle più antiche nel mondo vitivinicolo italiano. L’area nasce come possedimento della Curia arcivescovile e viene affidata ai Frati Crociferi, che avviano la viticoltura organizzata, strutturando terreni e spazi secondo una logica produttiva precisa. Nel corso dei secoli la gestione cambia, con il coinvolgimento della famiglia De Gresti e il passaggio definitivo ai Guerrieri Gonzaga, che ne conservano ancora oggi la conduzione.
Questa continuità si riflette anche nelle scelte architettoniche, sempre orientate alla conservazione dell’impianto originario. Il cuore della proprietà è rappresentato dalla villa ottocentesca. Costruita nel 1877, la residenza si colloca al centro dei terreni e mantiene un rapporto diretto con ciò che la circonda, senza separazioni rigide. Attorno alla villa si sviluppa un sistema di spazi che comprende giardino, orto e vigne. Le aree verdi sono state ripensate nel tempo per aprire visuali e collegamenti, permettendo di attraversare gli spazi in modo continuo, dal giardino ai filari fino al bosco.
Il progetto paesaggistico contribuisce in modo concreto alla leggibilità del luogo. Alberi monumentali, come faggi e tigli, convivono con rose antiche e varietà selezionate che accompagnano il passaggio verso i vigneti, creando una transizione graduale tra spazio abitato e area produttiva. L’orto conserva la sua funzione originaria. Vengono coltivati ortaggi, erbe aromatiche e fiori destinati alla tenuta, mentre alcune aree sono lasciate a prato per favorire le api e sostenere la biodiversità.
Accanto ai vigneti si sviluppano ampie superfici boschive che superano i 200 ettari e raggiungono quote elevate, contribuendo a proteggere le coltivazioni e a mantenere un ambiente salubre. Il clima beneficia anche della presenza del lago di Garda. Il vento dell’Ora attraversa la valle e regola le temperature, creando un equilibrio che si riflette sulla maturazione delle uve.
Nel Novecento la tenuta conosce una svolta decisiva. Il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga introduce una visione enologica nuova per il territorio, portando in Trentino un modello ispirato ai grandi vini bordolesi, grazie anche alla collaborazione con figure di riferimento come Giacomo Tachis e, in seguito, Carlo Ferrini.
Questo passaggio segna l’inizio di una produzione riconosciuta a livello internazionale. I vigneti, distribuiti attorno alla Villa Gresti e in altre aree della proprietà, ospitano varietà come Cabernet Sauvignon, Carmenère, Merlot, insieme a Sauvignon e Riesling, coltivate in un contesto alpino che ne modula l’espressione. Villa Gresti è anche il nome di una delle etichette più rappresentative della tenuta, un rosso ottenuto da Merlot, Cabernet Sauvignon e Carmenère, vinificato in cemento e affinato per circa 18 mesi in legno. Negli ultimi anni l’intera tenuta è stata convertita al biologico, scelta che mira a preservare l’equilibrio dell’ecosistema e a valorizzare il rapporto diretto con il terreno.
Anche il dialogo con il contemporaneo trova spazio all’interno di questa realtà. Il progetto “Arte a San Leonardo” ha introdotto una label d’artista e un libro dedicato alla vita della tenuta, realizzati dopo un periodo di osservazione diretta del lavoro in vigna e in cantina, offrendo una lettura visiva del luogo e delle sue dinamiche.
Il vino resta il punto di sintesi. Il San Leonardo, blend di Cabernet Sauvignon, Carmenère e Merlot, rappresenta l’espressione più riconoscibile della tenuta, spesso associato ai grandi rossi italiani per struttura e capacità evolutiva. Accanto a questa etichetta, altre produzioni continuano a sviluppare uno stile coerente, legato al territorio ma aperto a un respiro internazionale.
La Tenuta San Leonardo si definisce così attraverso una costruzione progressiva. Paesaggio e produzione condividono lo stesso impianto e si influenzano reciprocamente, restituendo un luogo che mantiene la propria identità pur attraversando epoche diverse. Nel 2025 la Tenuta è stata inoltre premiata come Cantina dell’anno dal Gambero Rosso, a conferma di un percorso costruito nel tempo con coerenza e visione.
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