Quando un profumo evoca un luogo preciso
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28 Marzo 2026
Articolo di
Beatrice Nicolini
Quando un profumo evoca un luogo preciso
Ciascuno di noi porta nel cuore un’essenza che, al solo fiuto, fa scaturire il ricordo di un luogo, a volte lontano, ma pur sempre perpetuo. Come “Replica Whispers in the Library” di Maison Margiela, che porta alla mente l’odore di una biblioteca, e quelle giornate di studio con gli amici passate a bisbigliare tra una pagina di libro e il legno degli scaffali. Come “Fieno” di Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella, che ricorda l’odore di una corsa in campagna, sull’erba appena tagliata, in cui rotolarsi e inventare le storie più strane. O forse come “Mojave Ghost” di Byredo, che rimanda a un viaggio nel deserto, dove anche lì, contro i pronostici di una natura funesta, crescono fiori e ricordi.
“Il Lanificio”, Zegna
Questa fragranza vanigliata, con un accordo di suede e note di sandalo, evoca l’odore della lana in lavorazione nell’antico Lanificio dell’Oasi Zegna, dove il materiale arriva nella sua forma più grezza e, a contatto con i macchinari, comincia a prendere forma.
“Santa Casa”, Filippo Sorcinelli
Il profumo porta il nome della struttura situata all’interno della Basilica di Loreto: una meta gettonata tra i più devoti e protagonista di un’essenza che unisce note d’ambra, vaniglia, tabacco e incenso, ispirandosi ai cassetti della sua sagrestia.
“Replica Whispers in the Library”, Maison Margiela
Un’antica biblioteca in cui perdersi tra le pagine dei libri e nel bisbiglio che passa attraverso il legno degli scaffali. A ricreare quest’atmosfera sono il profumo di pepe, benzoino, vaniglia, e legno di cedro.
“A Whiff of Waffle Cone”, Imaginary Authors
Il profumo di vaniglia, caramello salato e cannella di Saigon rispolvera ricordi d’infanzia, dove in una gelateria, magari d’estate, magari in vacanza, si creavano delle sinergie nuove: lo scenario nostalgico di una storia di formazione.
“Orphéon”, Diptyque
Nel quartiere di Saint-Germain nella Parigi dei primi anni ‘60, artisti e jazz club popolano le strade, e un bar ospita i fondatori di Diptyque. Oggi la fragranza porta il suo nome, e la fava tonka, il cedro, il gelsomino, le bacche di ginepro, tabacco e accordi legnosi ne conservano l’essenza.
“Odeur du Théâtre du Châtelet Acte I”, Comme des Garçons
Il teatro è uno di quegli spazi dove presente e passato diventano la stessa cosa, e fra i sedili di velluto e il palcoscenico, si respira una magia dalle note di assoluto di ambretta, olio di pepe nero, ma anche un accordo di caffè, fiori d’arancio, muschio e cedro della Virginia.
“Polish Potatoes”, Bohoboco
Un viaggio al mercato, dove l’odore di patate e barbabietole si mescola al grano, poi al miele, al legno e al patchouli, che insieme omaggiano i frutti della terra, e in una boccetta incapsulano un luogo vivace e caotico, che si svuota nel corso della mattinata, e lascia spazio al ricordo.
“Fieno”, Officina Profumo Farmaceutica Santa Maria Novella
Agrumi, fiori e legno decifrano l’anima della campagna toscana nei suoi colori e nei suoi profumi, tra i quali spicca l’odore inconfondibile del fieno appena tagliato.
“Mirto di Panarea”, Acqua di Parma
Esistono varie versioni del profumo, ma nell’edizione limitata “Blu Mediterraneo Mirto di Panarea” l’etichetta ritrae un tipico pranzo isolano, che si sviluppa in uno scenario vulcanico, dove mirto, ginepro, brezza marina e note agrumate narrano il fascino Mediterraneo.
“Mojave Ghost Absolu de Parfum”, Byredo
Nel deserto californiano del Mojave cresce il fiore fantasma, il cui charme sta nella tenacia, che si riflette nel flacone, con un tappo ispirato all’arte giapponese di carbonizzazione del legno (la Yakisugi), e nelle note della Sapotiglia della Giamaica, del legno di sandalo e del muschio Chantilly.
“Blue Matcha”, Montale
Nell’isola di Giava, in Indonesia, un vulcano noto per la sua lava dal colore blu incontra le piantagioni di tè, dando vita a un’essenza dove matcha, tabacco, cuoio e cedro diventano protagonisti.
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