STYLE

17 Aprile 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini

Quando la skincare si mette in mostra

STYLE

17 Aprile 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini
skincare Dior patch occhi beauty
Photo of Dior

Quando la skincare si mette in mostra

La cura della pelle è spesso un rito invisibile, fatto di creme che si dissolvono e sieri che lasciano solo un velo cristallino sul volto. Eppure da quando i pimple patch hanno assunto forme simpatiche, costellando visi sconosciuti con stelle e cuoricini, qualcosa è cambiato

A comprovarlo è un termine nuovo: “spotwear”, la cui invenzione si deve a rhode, il brand che già da tempo ha reso il make-up un esercizio “on-the-go” grazie all’ormai iconica lip case, e che permette di trasportare il gloss direttamente nella cover del telefono. Questa volta a giovarne è invece la skincare, che con un set di pimple patch in uscita il 13 aprile (per di più disegnati insieme a Justin Bieber), ci insegna che invece di nascondere un’imperfezione con il trucco, metterla in risalto con un cerotto a forma di fungo o di margherita rende la cura della pelle un momento più leggero, e che vale la pena indossare ed esporre proprio come un capo, senza relegare il processo alle mura di casa.

Ma il fenomeno non è nuovo al mondo beauty. Oggi, infatti, pare che indossare in pubblico una maschera viso o dei patch sul contorno occhi sia pressoché sdoganato. Al contrario, quanto più il momento della skincare è visibile e riconoscibile, tanto più può trasformarsi in un’opportunità per indossare un brand o personalizzare il proprio volto.

Se si prendono in considerazione i patch per occhi si nota, ad esempio, come i grandi brand del lusso siano diventati una vera e propria cassa di risonanza per questo fenomeno. Tra i nomi spicca quello di Chanel, posto proprio sul tessuto dei patch, e che abbraccia addirittura l’uso esterno del prodotto nella sua campagna, accompagnata dallo slogan “il trattamento antietà che si vede”. 

skincare Chanel patch occhi beauty

Photo of Chanel

Oltre al logo anche il monogramma si fa spazio nei prodotti beauty di altre maison. Come quello di Dior, che appare sui patch del brand pensati per ridurre “i segni della stanchezza legati all’uso di dispositivi digitali”. O come quello di Dolce&Gabbana, che oltre a impreziosire il contorno occhi, arricchisce anche i patch labbra su uno sfondo color nude. 

E anche se non tutti i prodotti sono necessariamente disegnati per uso esterno, questo non significa che il nome di un brand non possa qualificarne il valore, o creare piacevoli contrasti visivi, anche solo per sé stessi. In un set composto da due maschere, Shiseido ha posto il suo logo solo sul lembo di tessuto che copre la parte inferiore del viso, per esempio, lasciando la parte superiore della maschera del tutto priva di simboli. 

Una divisione che, almeno strutturalmente, ricorda quella della maschera idrogel di Augustinus Bader, che a sua volta presenta una netta distinzione tra la parte superiore e inferiore del prodotto, presentandosi però con un colore aranciato, impreziosito da dettagli luccicanti, che paiono dorati. Se si guarda esclusivamente alla parte inferiore, invece, torna in mente la chin mask di Huda Beauty, che con un foro pensato per fissarla dietro le orecchie rimanda alla funzione sculpting del prodotto.

Insomma, l’appeal di maschere e patch va oltre la cura, e si cela sia nei loro modelli che nei colori, come dimostrano anche i patch occhi di Royal Beauty a forma di lettera “c”. E forse è proprio grazie a questi, e a video come i “get ready with me” in aereo o i “what’s in my bag”, che i prodotti skincare sono motivo di esibizione. Anche se sarebbe impossibile, comunque, individuare un punto di rottura abilitativo all’esposizione in un contesto in cui il fine ultimo ha sempre a che vedere con l’estetica. Forse, semplicemente, la popolarità di maschere e patch ha reso la cura della pelle, un tempo appannaggio di prodotti che calcavano sulle insicurezze (non del tutto estirpate), una pratica su cui ironizzare, e perché no, farlo anche con il mondo fuori.

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

most read

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

related

most read

condividi su

Link copiato
negli appunti!

Iscriviti alla newsletter

Privacy(Obbligatorio)