Anche l’ingresso di una sfilata conta
STYLE
18 Aprile 2026
Articolo di
Beatrice Nicolini
Anche l’ingresso di una sfilata conta
Quando lo scorso marzo, alla settimana della moda parigina, Saint Laurent e Maison Alaïa hanno presentato le loro collezioni autunno inverno, non tutti gli spettatori hanno preso posto tra le sedute della venue. C’è chi, infatti, con una macchina fotografica e un campo visivo apparentemente limitato, non ha avuto bisogno del front row per immortalare la magia dello show.
Si tratta di Amedeo Bellini, che attraverso scatti leggermente mossi (ma che catturano perfettamente il movimento delle modelle), e altri terribilmente centrati, ha regalato ai social un’altra prospettiva alle foto che solitamente arrivano nel feed direttamente dalla prima fila. Un po’ come “l’uomo con il telescopio” ingaggiato dall’editor di WWD John Fairchild per tenere d’occhio lo studio di Cristóbal Balenciaga, o come quando si guarda uno spettacolo da dietro le quinte.
Ma cosa significa guardare un luogo da fuori prima ancora di conoscerlo? E che ruolo interpreta l’esterno nella narrativa del suo interno?
Per la moda, sicuramente, un ruolo centrale. Sebbene il fulcro del design di una location rimanga infatti la passerella, le interviste concesse nel backstage o i video delle celebrities mentre entrano nelle singole venue denotano una grande attenzione al contorno.
Al Musée Rodin di Parigi – meta ormai usuale per le sfilate haute couture di Dior – le installazioni commissionate dal brand di anno in anno sono, per esempio, parte integrante della narrazione di una collezione. Lo dimostra la facciata concepita dall’artista Rithika Merchant per la collezione haute couture primavera estate 2025, che comunica attraverso figure colorate e ispirazioni provenienti dal mondo botanico come i semi del passato, piantati dalle nostre antenate, fioriscano nel presente.
Oppure la frase “Woman Freedom Now”, strillata ripetutamente sulla facciata del set della sfilata haute couture autunno inverno 2024-2025, così come nell’omonima opera dell’artista e autrice Faith Ringgold. O ancora la sfilata haute couture primavera estate 2020, tenutasi in una struttura somigliante al corpo di una divinità femminile, pensata dall’artista Judy Chicago.
E per quanto elitario possa sembrare partecipare a una sfilata, a evento concluso, il Musée Rodin dà spesso l’opportunità alle persone comuni di visitare – almeno per un tempo limitato – il set degli show di Dior. E nonostante ciò, la moda di Parigi riserva comunque altre sorprese apprezzabili anche solo in foto, o da una transenna.
In occasione della presentazione della collezione primavera estate 2024, per esempio, Balenciaga ha realizzato un trompe-l’œil del Dôme des Invalides, e lo ha posto proprio davanti al monumento, dando vita a un gioco ottico tanto teatrale quanto l’interior total red, con tende drappeggiate che, a tratti, ricordano il mantello indossato da Napoleone (che riposa proprio a Les Invalides) nel quadro “Bonaparte valica il Gran San Bernardo”. Un drappeggio che ritorna anche nella facciata della sfilata autunno inverno 2025-2026 di Acne Studios, tenutasi nei pressi dell’Osservatorio di Parigi, e che ha accolto gli ospiti con una texture di velluto viola.
Tra le altre location “popolari” utilizzate dalla moda come scenografia “naturale” della propria sfilata c’è indubbiamente la Tour Eiffel, che in occasione della sfilata primavera estate 2026 di Saint Laurent non è stata la sola a ricevere gli ospiti: la scultura “Joie de Vivre” nei Giardini del Trocadéro, insieme al logo del brand, è infatti servita da background per le foto di rito degli invitati. Mentre dentro la Cour Carrée del Louvre, una facciata specchiata rifletteva il perimetro del cortile, dando il benvenuto alla collezione primavera estate 2025 di Louis Vuitton.
E anche se “avremo sempre Parigi”, spostandosi un po’ dalla capitale si trova lo Château de Vincennes, che ha accolto gli ospiti di Loewe nel proprio cortile con una struttura ricoperta da una stampa vichy, in occasione della presentazione dei capi autunno inverno 2026. Mentre, per la primavera estate 2025, la struttura si è vestita invece di uno spartito del noto compositore Johann Sebastian Bach.
In un’altra capitale, Londra, Burberry si prende invece due parchi, Highbury Fields per la primavera estate 2024 e il Victoria Park per l’autunno inverno 2024, costruendo due tende, una dalla stampa check, e l’altra che riprendere le tonalità del rosa e del marrone, lasciando intravedere il logo del brand all’entrata.
In Italia, invece, tra gli esempi più degni di nota per quanto riguarda gli esterni emerge Cosmogonie, la collezione Cruise 2023 di Gucci svelata al Castel del Monte, in Puglia, dove costellazioni proiettate all’esterno dell’edificio illuminavano la notte, dimostrando come, anche da fuori, una stampa, un disegno, un angolo o una prospettiva diversa valgano tanto quanto una seduta front row.
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