I prodotti che non erano pensati per diventare iconici
STYLE
5 Maggio 2026
Articolo di
Anna Paola Parapini
I prodotti che non erano pensati per diventare iconici
Nel 1983, su un volo Air France tra Parigi e Londra, il contenuto di una borsa si rovescia durante il viaggio. Da quell’episodio prende forma la Birkin di Hermès. Poco più di cinquant’anni prima, Louis Vuitton aveva introdotto una borsa compatta pensata per accompagnare gli spostamenti urbani, anticipando un cambiamento nei ritmi del viaggio. Negli stessi decenni, strumenti progettati per contesti altamente tecnici, come il Rolex Submariner per le immersioni o il Cartier Santos per il volo, iniziano progressivamente a uscire dal loro ambito originario.
Questi oggetti condividono un punto di partenza simile. Nascono per rispondere a esigenze specifiche, legate a gesti quotidiani o a contesti professionali, e solo in un secondo momento vengono riletti all’interno di un immaginario più ampio. In questo passaggio alcune soluzioni pratiche acquisiscono un ruolo centrale nell’identità dei brand. La funzione resta visibile, mentre si aggiunge un valore simbolico che si consolida nel tempo e attraversa generazioni.
Hermès Birkin, da esigenza personale a oggetto di desiderio
Era il 1984, quando durante un volo tra Parigi e Londra, Jane Birkin racconta a Jean-Louis Dumas la difficoltà di trovare una borsa abbastanza capiente per la vita quotidiana. Durante il viaggio, gli oggetti contenuti nella sua borsa si rovesciano, rendendo evidente un limite funzionale. Dumas sviluppa l’idea di una borsa ampia, strutturata e resistente, pensata per accompagnare gli spostamenti mantenendo una forma elegante. Il modello viene introdotto nel 1984 e prende il nome dell’attrice.
Con il passare del tempo la Birkin assume un ruolo diverso rispetto alla funzione originaria. Produzione controllata, liste d’attesa e presenza nella cultura visiva ne rafforzano la desiderabilità, fino a renderla un riferimento stabile nel sistema del lusso. L’origine resta leggibile nella struttura, mentre il significato si espande.
Photo of Sotheby’s
Louis Vuitton Speedy, il viaggio si accorcia
La Speedy viene introdotta nel 1930 con il nome di Express, come versione compatta delle borse da viaggio Louis Vuitton. Il modello risponde a un cambiamento nei ritmi di vita, sempre più veloci e urbani, che richiedono oggetti più pratici rispetto ai grandi bauli e alla Keepall. La forma riprende quella del bagaglio in scala ridotta. Negli anni Sessanta Audrey Hepburn richiede una versione ancora più piccola, portando alla realizzazione della Speedy 25, destinata a diventare una delle varianti più diffuse. Il passaggio da oggetto funzionale a simbolo si sviluppa nel tempo. La struttura resta invariata, mentre cambia il contesto d’uso, sempre più legato alla quotidianità urbana e alla rappresentazione dello stile.
Rolex Submariner, lo strumento diventa riferimento
Il Submariner viene sviluppato nei primi anni Cinquanta come orologio subacqueo professionale. Il modello viene presentato nel 1953 e mostrato alla fiera di Basilea nel 1954, con una resistenza all’acqua superiore ai 100 metri grazie alla cassa Oyster e al sistema di chiusura della corona. La ghiera girevole consente di monitorare i tempi di immersione, mentre il quadrante ad alta leggibilità risponde a condizioni di visibilità ridotta.
Si tratta di uno strumento progettato per un utilizzo specifico. Nel corso degli anni il Submariner esce dal contesto professionale. La presenza nel cinema, in particolare nei film di James Bond a partire dagli anni Sessanta, ne amplia la diffusione. L’oggetto mantiene la propria struttura funzionale e acquisisce un valore simbolico che lo rende uno dei modelli più riconoscibili dell’orologeria contemporanea.
Cartier Santos, il tempo si sposta al polso
Nel 1904 Louis Cartier realizza un orologio per l’aviatore Alberto Santos-Dumont, che durante il volo aveva bisogno di leggere l’ora senza utilizzare un modello da tasca. L’oggetto nasce da una richiesta concreta e introduce una soluzione che modifica l’uso quotidiano del tempo. La cassa quadrata, le viti a vista e il cinturino integrato definiscono un’estetica nuova per l’epoca. Il modello viene commercializzato nel 1911 e contribuisce alla diffusione dell’orologio da polso maschile. Con il passare del tempo il Santos mantiene le sue caratteristiche principali, mentre cambia il modo in cui viene percepito. Da strumento per l’aviazione entra nel sistema dello stile e diventa un oggetto visibile.
Photo of Cartier
Rimowa, il materiale diventa segno
Rimowa introduce le valigie in alluminio alla fine degli anni Trenta, anche in seguito a un incendio che distrugge gran parte dei materiali tradizionali utilizzati dall’azienda. L’alluminio viene scelto per leggerezza e resistenza, in un periodo segnato dallo sviluppo dell’aviazione. Negli anni Cinquanta compaiono le scanalature sulla superficie, ispirate alla struttura degli aeroplani. Questo elemento migliora la rigidità e diventa progressivamente un segno distintivo. Con il tempo la valigia Rimowa viene associata al viaggio frequente e all’esperienza personale. I segni dell’uso entrano nella percezione dell’oggetto e contribuiscono a definirne il valore, spostando l’attenzione verso la storia che l’oggetto accumula.
Ray-Ban Aviator, dalla funzione alla cultura visiva
Gli Aviator vengono sviluppati alla fine degli anni Venti dalla Bausch & Lomb su richiesta del tenente John Macready, con l’obiettivo di proteggere gli occhi dei piloti dall’abbagliamento ad alta quota. Il modello viene commercializzato nel 1937 con il nome Ray-Ban Anti-Glare, marchio creato dalla stessa azienda per la distribuzione, con lenti verdi e una forma progettata per coprire il campo visivo. Inizialmente l’utilizzo resta legato all’ambito aeronautico. Durante la Seconda Guerra Mondiale le immagini dei piloti contribuiscono a renderlo riconoscibile, mentre negli anni successivi cinema e musica ne amplificano la diffusione. La struttura rimane invariata, mentre il contesto cambia.
Photo of Ray-Ban
Dalla funzione al linguaggio
In questi oggetti la funzione iniziale resta leggibile nel tempo. La capienza della Birkin, la compattezza della Speedy, la leggibilità del Submariner o l’ergonomia del Santos continuano a orientarne la forma anche dopo decenni. Il cambiamento riguarda il modo in cui vengono utilizzati e osservati. Escono dal contesto per cui erano stati pensati ed entrano nella vita quotidiana, nella cultura visiva e nei sistemi di rappresentazione del lusso. Nel tempo, la funzione si sedimenta e diventa linguaggio. Alcuni oggetti mantengono questa continuità più a lungo, attraversando contesti diversi senza perdere coerenza e restando riconoscibili anche quando cambia il loro significato.
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