Il valore della viticoltura eroica in Italia è prezioso
FOOD & BEVERAGE
13 Maggio 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Il valore della viticoltura eroica in Italia è prezioso
In Italia la viticoltura eroica prende forma in paesaggi dove la vite cresce tra terrazze affacciate sul mare, pendii alpini, muri in pietra costruiti nel tempo e colline segnate da lavorazioni manuali continue. Si riconosce in vigneti che sorgono su superfici ripide o su isole esposte al vento, contesti in cui la coltivazione richiede un rapporto costante tra ambiente e lavoro umano.
La viticoltura eroica non è una definizione evocativa, bensì una categoria riconosciuta anche dal CERVIM, che individua aree caratterizzate da forti pendenze o coltivazioni su gradoni, scenari dove la meccanizzazione si riduce fino quasi a scomparire e ogni fase del lavoro torna a dipendere dall’esperienza diretta. Sono paesaggi modellati nel tempo, riconoscibili per la forma dei terrazzamenti e per il modo in cui i filari seguono il profilo del terreno, trasformando pendii e superfici difficili in spazi coltivabili.
Questo rapporto particolare tra vite e paesaggio emerge lungo la costa delle Cinque Terre — nel tratto compreso tra Riomaggiore e Monterosso e in comuni come Vernazza, Manarola e Corniglia, dove i muretti a secco sostengono filari affacciati sul mare — e continua in Valtellina, sul versante retico delle Alpi tra l’area di Sondrio e Morbegno, dove oltre duemilacinquecento chilometri di muretti a secco accompagnano i terrazzamenti che risalgono i pendii alpini.
Salendo ancora di quota, la Valle d’Aosta concentra la viticoltura eroica lungo la valle centrale della Dora Baltea, da Donnas fino a Morgex, mentre a Carema, nell’Alto Piemonte al confine con la Valle d’Aosta, le strutture in pietra che sorreggono i filari trasformano il vigneto in una costruzione agricola strutturata.
I terrazzamenti rappresentano una delle immagini più riconoscibili della viticoltura eroica, perché trasformano pendii difficili da coltivare in superfici utilizzabili e modificano direttamente la forma del paesaggio. In aree di montagna come la Val di Cembra, questi sistemi si sviluppano su rocce porfiriche e accompagnano una viticoltura che deve adattarsi a quota, clima e conformazione del terreno, mentre la Valtellina mostra come i versanti alpini possano essere progressivamente modellati attraverso una successione di terrazze costruite nel tempo.
Salendo ancora, la Valle d’Aosta porta la vite in condizioni climatiche più rigide, dove temperature e stagioni incidono direttamente sui tempi della coltivazione e rendono possibili pratiche particolari come la produzione dei vini di ghiaccio, ottenuti da grappoli lasciati congelare sulla pianta durante l’inverno. Anche le colline di Conegliano e Valdobbiadene, cuore del Prosecco Superiore, mantengono una forte componente manuale proprio a causa delle pendenze che caratterizzano il paesaggio. Così come in Trentino, nella Val di Cembra, dove terrazzamenti e muretti a secco plasmano il paesaggio.
Nelle piccole isole le difficoltà assumono caratteristiche diverse e si legano soprattutto al vento, alla siccità e all’esposizione continua agli agenti atmosferici, condizioni che a Pantelleria hanno portato allo sviluppo di terrazzamenti in pietra lavica capaci di proteggere le vigne e di adattarsi alla conformazione dell’isola. Lo stesso principio di adattamento emerge anche in altri territori del Sud Italia, seppure con caratteristiche differenti. Sull’Etna la viticoltura deve confrontarsi con altitudini elevate e terreni vulcanici in continua trasformazione, mentre in Campania, lungo la Costiera Amalfitana e nell’area dei Campi Flegrei, i vigneti seguono l’andamento irregolare del territorio e si sviluppano su superfici difficili da lavorare.
La viticoltura eroica nel resto del mondo
La viticoltura eroica si sviluppa anche fuori dall’Italia e assume forme differenti a seconda del territorio. Nella valle della Mosella, tra Germania e Austria, i vigneti occupano versanti ripidi affacciati sul fiume e richiedono lavorazioni lente e precise, mentre in Portogallo l’Alto Douro mostra come la coltivazione della vite possa modellare intere colline attraverso terrazze costruite per seguire il corso dell’acqua. A Tenerife il paesaggio vulcanico modifica direttamente la struttura dei vigneti, adattati a terreni scuri e a un clima influenzato dall’oceano, mentre in territori come la Ribeira Sacra o il Priorat le pendenze elevate rendono ogni intervento agricolo particolarmente complesso.
Nell’isola di Lanzarote, nella regione di La Geria, la vite viene invece coltivata all’interno di profonde cavità scavate nella cenere vulcanica e protette da piccoli muretti semicircolari in pietra, una soluzione sviluppata per difendere le piante dal vento e trattenere l’umidità in un paesaggio che ricorda una distesa lavica lunare.
Il valore della viticoltura eroica risiede nella capacità di mantenere attivi territori difficili e di preservare paesaggi costruiti nel tempo, spesso esposti al rischio di abbandono. Il Testo unico della vite e del vino riconosce questa funzione e prevede forme di tutela per vigneti legati a contesti di particolare valore paesaggistico e ambientale; sono aree in cui la coltivazione della vite continua a dipendere da competenze tramandate nel tempo e da un rapporto diretto con il territorio, che trasforma il lavoro agricolo in uno strumento di conservazione del paesaggio stesso.
advertising
advertising
