L’amore incondizionato di Valentino per i suoi carlini
STYLE
11 Maggio 2026
Articolo di
Giorgia Monti
L’amore incondizionato di Valentino per i suoi carlini
Valentino Garavani amava la moda e il design, l’arte e la buona tavola. Devoto alla bellezza e perfezionista instancabile, era sempre intento a ricercare la perfezione in ogni dettaglio della sua vita. Eppure, ciò che amava più di qualsiasi altra cosa al mondo erano i suoi carlini: a loro ha dedicato una devozione totale ed erano presenti in ogni aspetto della sua quotidianità, dalle visite in atelier alle sfilate, dalle feste private alle vacanze in yacht. Erano gli unici a cui fosse concesso non essere impeccabili, anche se per lui, nella loro spontaneità, quegli amici a quattro zampe restavano sempre perfetti. Un legame profondo e indissolubile, diventato tra i più iconici nella storia del costume.
Oggi lo stilista avrebbe compiuto 94 anni, un traguardo che ci ricorda come il suo stile e la sua idea di eleganza rimarranno eterni. Ma osservando la sua storia, ci torna alla mente che, nonostante fosse un’esteta che aveva dedicato la vita alla perfezione, erano loro i veri imperatori del suo mondo, amati incondizionatamente proprio per quella bellezza autentica e senza pretese. In un settore che esige l’impeccabilità, nessun abito d’alta moda avrebbe mai potuto eguagliare la purezza di quel sentimento così semplice e disinteressato.
Un’amore che inizia con la lettera “M”
Per Valentino i suoi cani erano più che semplici animali domestici, ma veri compagni di vita. Nonostante nel corso degli anni abbia accolto amici di diverse razze, fu Oliver il carlino che segnò l’inizio della sua famosa dinastia cinofila. Il loro legame divenne così profondo che nel 1986 lo stilista decise di dedicargli un’intera linea prêt-à-porter, chiamata appunto Oliver by Valentino. Per questa collezione non scelse un simbolo astratto, ma il profilo stilizzato del muso del suo fedele amico con l’iconica “V” del marchio incastonata nel nome. Valentino stesso dichiarò che, dopo aver incontrato il primo carlino, per lui non sarebbe più esistita nessun’altra razza, dando così inizio alla celebre discendenza dei nomi con la “M”.
Da quel momento, infatti, lo stilista ha condiviso la sua vita con numerosi carlini, tutti accomunati da un particolare curioso, ovvero la scelta di nomi che iniziassero rigorosamente con la stessa lettera. La prima fu Molly, che entrò a far parte del suo mondo dopo la scomparsa di Oliver, seguita poi da Milton, Monty, Margot, Maude e Maggie. Una squadra di 6 inseparabili amici che ha accompagnato lo stilista dagli anni Duemila fino ai suoi ultimi giorni.
Questi piccoli compagni vivevano immersi nel lusso più assoluto e seguivano lo stilista in ogni suo spostamento, assistiti da uno staff dedicato di maggiordomi e veterinari. La loro dieta non prevedeva il comune cibo per cani, ma pasti preparati appositamente dagli chef personali di Valentino. Si racconta infatti che venissero serviti in raffinati piatti d’argento e che amassero particolarmente il pollo bollito accompagnato da verdure fresche tagliate a dadini. Ricevevano cure meticolose per prevenire irritazioni, con una pulizia quotidiana delle pieghe del muso eseguita con prodotti delicati e profumati per garantire il massimo benessere. I loro collari, invece, erano veri capolavori che riflettevano lo stile della Maison, scelti in colori diversi per distinguerli e impreziositi dall’iconico motivo Rockstud. Nonostante le lussuose cucce di design sparse per le sue dimore, Valentino ha confessato più volte che i carlini finivano quasi sempre per dormire nella sua camera o direttamente nel suo letto, a conferma di un legame che superava ogni protocollo. Nei periodi in cui gli impegni di lavoro diventavano troppo pressanti, era Giancarlo Giammetti, socio e compagno storico dello stilista, a occuparsi personalmente di loro, documentando spesso le loro giornate sui social media.
Allo Château de Wideville, la residenza del XVII secolo vicino Parigi acquistata da Valentino nel 1995, i carlini vivevano una vita da favola. La dimora è circondata da giardini meravigliosi, curati con una precisione quasi maniacale, dove i piccoli amici avevano a disposizione ettari di prati perfetti e boschi in cui correre, sempre sorvegliati a distanza dal personale per garantire la loro sicurezza. L’interno del castello è arredato con mobili d’epoca, tappeti rari e opere d’arte barocche, ma ai carlini era permesso salire quasi ovunque; questo nonostante fossero presenti aree riservate a loro con cucce su misura, realizzate con tessuti e colori che richiamavano gli arredi per non alterarne l’armonia estetica. Lo stilista dichiarò più volte che Wideville fosse il luogo dove si sentiva più in pace, proprio perché lì poteva godersi la natura e il silenzio insieme ai suoi fedeli compagni, lontano dal caos della moda, definendo il giardino d’inverno della residenza come il suo posto preferito al mondo.
Il lusso quotidiano in cui vivevano si rifletteva anche nei loro leggendari spostamenti, poiché i carlini seguivano lo stilista ovunque. Viaggiavano sul suo jet privato, raggiungendo spesso la pista a bordo di berline dedicate che seguivano un protocollo preciso. Tre diverse vetture si dirigevano all’aeroporto, una riservata al personale, la seconda per cinque dei carlini e un’ultima destinata esclusivamente a Valentino, Giancarlo Giammetti e la piccola Maude. Tra tutti, infatti, si dice che lei fosse la sua favorita in assoluto: era l’unica a cui fosse permesso viaggiare nella cabina principale direttamente accanto a lui, spesso accoccolata sulle sue gambe o sul sedile vicino, mentre per gli altri era prevista un’area dedicata del velivolo.
I loro viaggi proseguivano anche sullo yacht dello stilista, il T.M. Blue One, una vera e propria casa galleggiante attrezzata per non fargli mancare nulla anche in mezzo al mare. A bordo era presente personale addetto esclusivamente alla loro cura, con il compito di prepararli per la discesa a terra, spesso tramite un tender privato, e di assicurarsi che avessero sempre acqua fresca e cibo gourmet. Un altro dettaglio fondamentale? Valentino faceva in modo che i divani e le aree relax fossero accessibili e sicure per le loro zampe corte, evitando che potessero scivolare o farsi male durante la navigazione. In numerose foto del passato si può scorgere lo stilista mentre sbarca a Capri o a Saint-Tropez, elegantissimo, proprio con i suoi inseparabili carlini al guinzaglio.
Inoltre, erano presenze fisse anche al lavoro e pare fossero estremamente protettivi verso il loro padrone. Durante le prove degli abiti, se qualcuno si avvicinava troppo bruscamente allo stilista, non esitavano ad abbaiare per difenderlo. Non si limitavano a osservare: secondo aneddoti famosi, amavano sfilare accanto alle modelle durante i fitting, quasi a voler mostrare il passo giusto da tenere sulla passerella. Erano ovunque lui andasse, dai giri in atelier ai dietro le quinte delle sfilate, se non in prima fila o direttamente in passerella. Valentino è apparso più volte con loro sotto i riflettori durante celebrazioni storiche, rendendoli parte integrante della sua immagine pubblica e trasformandoli da semplici compagni nell’anima stessa del brand, tanto quanto il celebre Rosso Valentino.
La loro presenza era così iconica da diventare costante anche davanti all’obiettivo: nel 2003 furono i protagonisti di un celebre editoriale di Harper’s Bazaar, posando accanto al loro padrone e a Linda Evangelista, mentre nel documentario del 2008 Valentino: The Last Emperor lo stilista ha pronunciato la celebre frase, «Non mi interessa la collezione, i miei cani sono più importanti». D’altronde, erano loro i veri protagonisti, celebrati perfino nella locandina ufficiale della pellicola.
Il legame tra il creativo e i suoi fedeli compagni è stato talmente centrale per la storia della Maison che, nel 2020, sotto la direzione di Pierpaolo Piccioli, è stata lanciata la collezione Rockstud Pet. Questo progetto è nato come un omaggio diretto all’amore storico del fondatore per i suoi cani, permettendo a chiunque di celebrare il proprio animale domestico con l’eleganza tipica del marchio. L’affetto di Valentino per la sua “Squadra M” non è stato quindi un semplice vezzo privato, ma ha influenzato profondamente la sua immagine pubblica e la sua produzione creativa, diventando un elemento inscindibile della sua intera carriera. Attraverso questo rapporto unico, lo stilista ha espresso il suo lato più umano e vulnerabile, dimostrando come il vero lusso fosse la libertà di amare creature che non conoscevano perfezione o etichette. «Avrei adorato avere dei figli. Ma considerato quanto sono ansioso anche solo con i miei carlini, meglio così», dichiarò a Repubblica nel 2007.
Il suo amore per gli animali ha influenzato profondamente anche la sensibilità etica della Maison. Oltre ai celebri carlini, Valentino fu il fedele padrone di Stella, una meticcia salvata dalla strada a cui rimase legatissimo. La sua presenza è stata spesso utilizzata dallo stilista per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle adozioni e del rispetto per i randagi, un tema che lo ha portato nel tempo a schierarsi apertamente contro l’uso delle pellicce e di materiali di origine animale. Questa eredità morale ha trovato il suo compimento definitivo nel 2021, quando Maison Valentino è diventata ufficialmente fur-free.
Valentino Garavani si è ritirato ufficialmente nel 2008 ma l’amore per i suoi animali ha continuato a influenzare l’identità della griffe nel tempo. Alla sua scomparsa, nel gennaio 2026, alcuni dei suoi amati carlini sono stati portati anche alla camera ardente a Roma per un ultimo saluto, a testimonianza del legame indissolubile che li univa. Gli inseparabili compagni ora sono affidati alle cure di Bruce Hoeksema, compagno dello stilista negli ultimi anni, che ha dichiarato che si prenderà cura di loro assicurandogli lo stesso amore e lo stile di vita a cui erano abituati. Continuano a frequentare le storiche dimore, come il Castello di Wideville o la casa di Roma, mantenendo viva la memoria del loro padrone. Così, mentre il mondo continuerà a celebrare il genio che ha inventato il Rosso Valentino, nelle sue stanze più care risuonerà ancora il passo dei suoi fedeli amici.
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