Non tutti sanno che Enzo Ferrari amava le Mini
MOTORS
24 Maggio 2026
Articolo di
Beatrice Nicolini
Non tutti sanno che Enzo Ferrari amava le Mini
Ferrari è sinonimo di velocità. Dai circuiti di Formula 1 al record sul ponte della Nave Trieste della Marina Militare Italiana, è uno tra i marchi automobilistici ad aver dimostrato al meglio le proprie prestazioni, in pista e non. Poi c’è il rosso corsa, altro sinonimo del brand, che prima del 1968 era appannaggio di tutte le case automobilistiche italiane, poiché, da regolamento agonistico, a ogni nazione era assegnato un colore specifico. Ferrari però, pur espandendosi anche ad altre tonalità nel corso degli anni, non lo lasciò mai quel rosso, e forse, questa coerenza stilistica, finì per premiarlo.
La Mini non potrebbe essere più lontana da questo immaginario. Lontana dalle auto sportive (ma non dai rally), dipinta di mille colori e nata per contrastare i prezzi salati del carburante dopo la Seconda Guerra Mondiale, è infatti meglio nota per il suo aspetto compatto e sempre al passo con la cultura pop.
Eppure tra le due intercorre un filo invisibile, tenuto stretto tra le mani di Enzo Ferrari e Sir. Alec Issigonis: due visionari che, seppur diversi, hanno condiviso l’estro e il talento ingegneristico dell’altro. Lo dimostra una foto del 1964, che ritrae i due appoggiati a una Mini Cooper, e una lettera, spedita dal Drake all’ingegnere britannico nello stesso anno, con su scritto “con molti cordiali saluti”.
Ammirazione e gratitudine dimostrate anche, e soprattutto, nel dono che Issigonis diede a Ferrari: una Mini Cooper 1300 S consegnatagli personalmente, e con qualche modifica. Come i fendinebbia posizionati sotto i fanali anteriori, o il motore dell’auto (portato a una velocità massima di circa 153 km/h), o ancora il cruscotto in legno di noce o i sedili, modificati probabilmente per regalare alla vettura un look più “sportivo”.
Il modello in questione, originariamente, era anche stato verniciato di rosso. Tuttavia, si racconta che, in seguito a un’osservazione del destinatario (secondo cui solo le Ferrari potevano essere dipinte di rosso) l’auto fu successivamente riverniciata in grigio metallizzato, e tornò a essere tinta di rosso solo più tardi nel corso degli anni.
Si dice che l’auto sia in uso ancora oggi, ma non fu l’unico modello utilizzato da Ferrari nel corso della sua vita. Non si conosce, precisamente, il numero di Mini in suo possesso infatti. In tanti credono che ne avesse almeno due, ma c’è chi è abbastanza convinto che il numero possa salire a tre. Anche secondo John Cooper, da cui prende il nome l’ormai noto modello Mini, tre era il numero magico: «Enzo Ferrari era in possesso di tre diverse Cooper S in periodi diversi», disse infatti in un’intervista, «le usava per andare in collina e scorrazzare con loro quando si annoiava».
È difficile pensarlo girare per le colline di Maranello, nel modenese, con una macchina così compatta. Proprio lui, che oltre a produrre macchine sportive era anche un ex-pilota automobilistico. Eppure si dice che amasse particolarmente la trazione anteriore dei veicoli (soprattutto in condizioni meteorologiche complesse). E se si considera l’entourage di vetture stradali che lo hanno accompagnato nel corso degli anni, non sorprende poi così tanto che avesse un debole per le Mini.
Dalle Peugeot alle Fiat — specialmente il modello 128, che vide Ferrari protagonista di una serie di pubblicità pensate dal marchio torinese — non era strano vedere il Drake a bordo di auto straniere o non necessariamente ideate da lui. Enzo Ferrari è infatti uno di quei nomi che trascende il suo stesso marchio, il che forse tornò utile anche al resto dei brand automobilistici, che interpretarono il suo uso di altre vetture come segno di apprezzamento e di fiducia. D’altronde, come ricorda anche uno spot Fiat del 1969, “quando si tratta di auto, un Ferrari non si lascia ingannare”.
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