LIFESTYLE

16 Maggio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Il Foro Italico a Roma è il tempio del tennis italiano

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16 Maggio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Foro Italico Roma Tennis Stadio Nicola Pietrangeli
Photo of Foro Italico

Il Foro Italico a Roma è il tempio del tennis italiano

C’è un luogo in Italia che custodisce una parte fondamentale della storia del tennis nazionale ed è il Foro Italico, il complesso romano che da quasi un secolo accompagna l’evoluzione degli Internazionali BNL d’Italia e che nel tempo ha conquistato un ruolo centrale nell’immaginario sportivo del Paese.

Ai piedi del Monte Mario, lungo la riva destra del Tevere e a poca distanza dal centro storico di Roma, il Foro Italico si presenta come uno spazio monumentale in cui architettura razionalista e grandi prospettive urbane costruiscono ancora oggi uno dei luoghi più riconoscibili dello sport italiano; un luogo dove viali ricoperti di mosaici bianchi e neri, le statue dedicate alle discipline sportive, l’Obelisco in marmo di Carrara e i campi immersi dentro questo impianto scenografico restituiscono l’immagine di un complesso nato per celebrare lo sport anche attraverso la monumentalità.

Il progetto prese forma alla fine degli anni Venti su iniziativa di Renato Ricci e dell’Opera Nazionale Balilla, mentre l’architetto Enrico Del Debbio ricevette l’incarico di trasformare un’area allora ancora paludosa lungo il Tevere in una cittadella sportiva moderna. Il complesso, inaugurato nel 1932 con il nome di Foro Mussolini, si sviluppò progressivamente attraverso nuove strutture dedicate alle diverse discipline e nel dopoguerra assunse definitivamente il nome di Foro Italico.

Nel corso degli anni intervennero anche altri architetti, tra cui Luigi Moretti, autore di edifici destinati a diventare simboli del razionalismo italiano come la Casa della Scherma. Accanto alla monumentale prospettiva del viale principale sorsero progressivamente lo Stadio dei Marmi circondato dalle statue in marmo bianco donate dalle province italiane, il Palazzo delle Terme con le piscine decorate a mosaico, l’Accademia della Scherma, il Palazzo H destinato all’educazione fisica e lo Stadio dei Cipressi, poi trasformato nell’attuale Stadio Olimpico.

Anche il settore dedicato al tennis crebbe all’interno di questo grande progetto urbano attraverso lo Stadio della Pallacorda, oggi intitolato a Nicola Pietrangeli, il Campo Centrale e i campi in terra rossa che ancora oggi definiscono l’identità sportiva del complesso. Intorno allo Stadio dei Marmi, allo Stadio Olimpico e agli impianti natatori crebbe così un polo sportivo destinato a entrare stabilmente nella vita culturale e sportiva di Roma, mentre il Foro Italico iniziò progressivamente a trasformarsi anche nel punto di riferimento del tennis italiano.

La storia che lega il Foro Italico agli Internazionali d’Italia cominciò nel 1930 ma non a Roma bensì al Tennis Club Milano grazie all’iniziativa del conte Alberto Bonacossa, ma fu nel 1935 che il torneo trovò la propria dimensione definitiva trasferendosi al Foro Italico. Roma offriva infatti un complesso sportivo molto più ampio e scenografico rispetto agli impianti milanesi, capace di dare agli Internazionali d’Italia una dimensione internazionale e un’identità immediatamente riconoscibile.

I nuovi campi costruiti all’interno del Foro Italico inserirono il tennis in una cornice monumentale inedita per l’epoca e contribuirono rapidamente alla crescita del prestigio del torneo anche fuori dai confini italiani. Da allora il Foro Italico divenne la sede stabile degli Internazionali e il principale punto di riferimento del tennis italiano, con poche eccezioni legate agli anni della guerra o a trasferimenti temporanei.

Proprio sui campi del Foro Italico si sono affermati alcuni dei nomi più importanti del tennis italiano. Negli anni Cinquanta e Sessanta il pubblico romano seguì le imprese di Nicola Pietrangeli, capace di vincere due volte gli Internazionali e di trasformare il torneo in uno dei simboli della crescita del tennis nazionale nel dopoguerra. Negli anni Settanta fu invece Adriano Panatta a riportare entusiasmo sugli spalti del Foro con il successo del 1976, ancora oggi uno dei momenti più ricordati nella storia dello sport italiano.

Il Foro Italico ha però legato il proprio nome anche ai grandi protagonisti internazionali del tennis contemporaneo. Le sfide tra Rafael Nadal e Novak Djokovic hanno segnato il nuovo millennio e consolidato il prestigio del torneo romano, mentre campioni come Roger Federer, Carlos Alcaraz e Iga Świątek hanno contribuito a rafforzare la dimensione internazionale degli Internazionali d’Italia. Negli ultimi anni il Foro Italico ha vissuto una rinnovata stagione di entusiasmo grazie alla nuova generazione azzurra. La finale raggiunta da Jannik Sinner nel 2025 e il trionfo femminile di Jasmine Paolini hanno riportato il pubblico romano verso un entusiasmo che richiama le grandi stagioni di Pietrangeli e Panatta.

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