TRAVEL

30 Maggio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Il sogno veneziano dell’Hotel Cipriani

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30 Maggio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Il sogno veneziano dell’Hotel Cipriani

Da una posizione teatrale, quasi segreta, sulla punta della Giudecca, l’Hotel Cipriani, oggi parte di Belmond, conserva una delle identità più riconoscibili dell’ospitalità veneziana e racconta Venezia da una prospettiva appartata, sospesa tra la città e la laguna. La sua storia comincia nel 1958, quando Giuseppe Cipriani, già fondatore dell’Harry’s Bar, lo storico locale aperto nel 1931 vicino a Piazza San Marco e frequentato da scrittori come Ernest Hemingway, Truman Capote e Somerset Maugham, immaginò un albergo capace di accogliere il jet set internazionale in un luogo defilato e magnetico, vicino alla scena monumentale di Venezia e al tempo stesso lontano dal suo flusso più affollato.

Con l’idea di creare un rifugio di lusso affacciato sulla città, dove l’arrivo in motoscafo diventasse già parte del soggiorno e la laguna costruisse una distanza preziosa dal resto di Venezia, Cipriani lavorò per trasformare l’hotel in un indirizzo destinato ad aristocratici, artisti, attori e viaggiatori cosmopoliti. Il registro degli ospiti racconta questa vocazione attraverso presenze diverse, dalla prima dedica lasciata nel 1958 da Martine Carol, che scrisse di aver fatto il giro del mondo per tre volte e di voler restare proprio lì, fino a Cary Grant, Burt Reynolds, Candice Bergen e Gérard Depardieu. Nel tempo il mito si è ampliato con Sophia Loren, Yves Saint Laurent, Mick Jagger e Lady Diana, dentro un immaginario legato alla Dolce Vita, alla privacy e a una mondanità che preferisce il sussurro alla vetrina.

Nel tempo l’Hotel Cipriani ha mantenuto un’atmosfera fatta di discrezione e ritualità, quella dimensione in cui il lusso coincide sì con gli arredi e con la vista, ma anche con il modo in cui un luogo ricorda gli ospiti e li accoglie stagione dopo stagione, pur attraverso passaggi di proprietà e nuove fasi di sviluppo. Nel 1976 fu acquistato da Sea Containers, poi confluito nel percorso di Orient-Express Hotels; dal 2014 il nome Belmond Hotel Cipriani ha accompagnato il rebranding del gruppo, che oggi fa capo a LVMH. Questa continuità ha permesso alla struttura di presentarsi come custode di una tradizione, più che come semplice hotel di lusso. La trasformazione più recente porta la firma dell’architetto e designer Peter Marino, autore di un progetto pluriennale che interessa gradualmente le camere e alcuni spazi comuni. La sua impronta si riconosce nell’uso della luce, nella scelta di arredi d’epoca accostati a opere e pezzi di design contemporaneo, e in un progetto che restituisce agli interni l’idea di una Venezia colta, e stratificata. Il primo intervento ha riguardato la reception, con una seconda lobby a doppia altezza, e tredici camere, comprese due master suite, mentre la nuova impostazione accosta arredi d’epoca, opere del Novecento e pezzi di design contemporaneo in un racconto visivo che riaccende memoria dell’hotel e le dona uno sguardo più attuale.

Il Cipriani continua a vivere anche attraverso i suoi servizi, che ne rafforzano il carattere di destinazione autonoma. A partire, ad esempio, dalla piscina olimpionica, riscaldata e filtrata con acqua di mare, che è una delle immagini simbolo dell’hotel ed è l’unica di questo tipo nel centro di Venezia. Secondo il racconto della struttura, le sue dimensioni nacquero anche da un errore di conversione tra piedi e metri, un imprevisto fortunato che ha consegnato all’albergo uno dei suoi luoghi più riconoscibili. Accanto alla laguna si trova anche il campo da tennis in terra rossa, racchiuso nei Giardini Casanova e pensato come un angolo intimo, con servizio snack e bevande a bordo campo, spogliatoi, docce e possibilità di lezioni private: un luogo sportivo che appartiene alla scenografia dell’hotel quanto alla sua idea di tempo libero elegante. Il servizio di ristorazione completa il racconto dell’ospitalità con il ristorante stellato Oro, il Cip’s Club affacciato sull’acqua e il Porticciolo a bordo piscina. A questa geografia del piacere si aggiungono i giardini, il vigneto, gli animali e gli spazi verdi che restituiscono alla Giudecca una dimensione quasi appartata, sospesa tra città e campagna. La colazione, spesso citata tra le esperienze più suggestive dell’albergo, appartiene a quella ritualità lenta che ha reso il Cipriani un luogo riconoscibile oltre il soggiorno.

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