LIFESTYLE

7 Giugno 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Pochi sanno che a Torino c’è una vigna che si affaccia sulla Mole

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7 Giugno 2026

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Valentina Alfarano
Vigna della Regina Torino Vigna Urbana Mole Antonelliana
Massimiliano Sticca / Balbiano

Pochi sanno che a Torino c’è una vigna che si affaccia sulla Mole

A Torino esiste una vigna urbana con la Mole Antonelliana sullo sfondo e il profilo delle Alpi oltre i tetti, una vigna che guarda la città dall’alto, dalla collina di Borgo Po, all’interno di Villa della Regina, una delle residenze sabaude più suggestive del Piemonte e parte del sito UNESCO dedicato alle dimore della dinastia.

La Villa nacque all’inizio del Seicento per volontà di Maurizio di Savoia, che desiderava una residenza collinare ispirata al modello delle ville romane, e nel tempo passò a Ludovica di Savoia prima di diventare una dimora legata alla presenza delle regine di casa Savoia, dalle quali deriva il nome con cui oggi è conosciuta. Durante il Settecento la residenza conobbe una stagione di grande splendore, perché la dimensione di villa appartata si unì a un gusto più scenografico, nel quale la vista su Torino e l’impianto dei giardini costruivano un luogo di rappresentanza immerso nel paesaggio. In questo assetto, la vigna contribuiva all’identità del complesso, perché esprimeva il rapporto che la nobiltà sabauda costruiva tra la dimora collinare e il paesaggio agricolo; basti considerare che le ville storiche non erano pensate soltanto come luoghi di villeggiatura ma anche come spazi nei quali il paesaggio veniva ordinato e reso produttivo attraverso giardini e aree agricole, così la Vigna della Regina conserva ancora oggi il valore di una traccia rurale inserita in un contesto monumentale.

Con il passare dei secoli, questa parte della Villa perse progressivamente centralità, anche perché la storia del complesso fu segnata da cambiamenti d’uso, danni bellici e lunghi periodi di incuria che modificarono profondamente l’aspetto degli spazi esterni. Durante la Seconda guerra mondiale la residenza subì gravi danni e, negli anni successivi, il versante destinato al vigneto venne invaso dalla vegetazione spontanea, fino quasi a scomparire dalla percezione della città. Il recupero della Villa e dei suoi giardini restituì progressivamente alla residenza il suo ruolo storico e, dentro questo percorso, la rinascita della vigna assunse un valore particolarmente forte, perché riportava alla luce una funzione originaria del complesso, legata alla sua natura di dimora collinare. Nei primi anni Duemila il vigneto storico fu reimpiantato con barbatelle di Freisa, vitigno profondamente legato alla collina torinese e alla zona di Chieri, con l’obiettivo di ricostruire un frammento di paesaggio sabaudo che il tempo aveva quasi cancellato.

Vigna della Regina Torino Vigna Urbana Mole Antonelliana

Massimiliano Sticca / Balbiano

Da questo lavoro è nato uno dei casi più particolari della viticoltura italiana, perché la Vigna della Regina è un raro esempio di vigneto urbano produttivo, inserito dentro una grande città e capace di raccontare il vino come patrimonio storico, oltre che come espressione del territorio; la sua posizione urbana rafforza questa lettura, poiché i filaricrescono dentro l’orizzonte monumentale di Torino. Nel recupero della Vigna della Regina compare anche il nome dell’Azienda Vitivinicola Balbiano, realtà di Andezeno che dichiara di essersi occupata del lavoro di rinascita del vigneto storico dopo il recupero dell’immobile da parte del Ministero dei Beni Culturali. Anni di ricerca e sperimentazione hanno portato alla produzione del Freisa di Chieri DOC Superiore “Vigna Villa della Regina”, un vino che nel 2011 ha ottenuto il riconoscimento della DOC e che oggi rappresenta una delle espressioni più riconoscibili di questo progetto torinese. Il valore di questo vino dipende sia dalla rarità del contesto sia dal significato culturale dell’operazione, perché ogni bottiglia rimanda a una vigna che cresce dentro Torino, in un luogo dove il paesaggio agricolo era parte integrante della vita di corte. Per questo motivo, il racconto della Vigna della Regina ha il pregio ulteriore di restituire funzione e memoria a uno spazio storico che aveva perso il proprio ruolo originario.

La Vigna della Regina è entrata anche in una rete internazionale dedicata ai vigneti urbani grazie alla Urban Vineyards Association, fondata nel 2019 da Luca Balbiano per tutelare e valorizzare questi luoghi come patrimonio rurale, storico e paesaggistico. La vigna torinese supera la dimensione della semplice curiosità locale e diventa un esempio di come una città possa conservare, dentro il proprio tessuto monumentale, tracce agricole ancora vive.

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