STYLE

16 Giugno 2026

Articolo di

Clara Giaquinto

Jacob Elordi riscrive il mito di Bleu de Chanel

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16 Giugno 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Bleu de Chanel L
Courtesy of Chanel

Jacob Elordi riscrive il mito di Bleu de Chanel

Fin dal suo esordio nel 2010, la storia di Bleu de Chanel ha esplorato le sfumature della mascolinità affidandosi alla lente del grande cinema d’autore. È con il nuovo film dedicato a Bleu de Chanel L’Exclusif che la Maison francese compie un’ulteriore evoluzione estetica, orchestrata dal regista messicano Alfonso Cuarón, rompendo con la tradizione introspettiva della saga, storicamente legata ai ritmi di Scorsese, James Gray e Steve McQueen e proiettando il nuovo ambassador Jacob Elordi in un territorio inedito. Audace e deciso, questo nuovo progetto si inserisce come uno snodo cruciale per la comunicazione visiva delle fragranze Chanel. Da quasi cinquant’anni, infatti, la Maison tesse collaborazioni straordinarie con i più importanti registi, una consuetudine inaugurata nel 1979 da Ridley Scott con il celebre spot La Piscine per N°5.

Vincitore di numerosi premi, tra cui cinque Oscar e il Leone d’Oro alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Cuarón è uno dei registi più rilevanti del panorama cinematografico attuale. Mosso da una precocissima fascinazione per la Nouvelle Vague e per il cinema di Jean-Luc Godard, in un percorso che unisce gli studi in filosofia alla formazione tecnica sul campo, il regista ha costruito durante tutta la sua carriera una filmografia capace di reinventare i generi più disparati. L’ingresso di Alfonso Cuarón nella narrazione di Bleu de Chanel L’Exclusif rappresenta l’esito naturale di un percorso artistico fondato sulla sperimentazione visiva. Il corto si distacca sin da subito dalle atmosfere contemplative dei cortometraggi passati e, per la prima volta nella storia della fragranza, l’universo maschile della maison si appropria dei codici dinamici del cinema d’azione. Si tratta di una svolta radicale, fortemente sostenuta da Thomas du Pré de Saint Maur, Direttore Generale delle Risorse Creative Chanel Fragrance and Beauty, volta a fotografare, con spirito e intuizione, l’essenza dell’uomo contemporaneo, le nuove sfide legate al desiderio, la libertà di essere sé stessi e il fluire delle emozioni.

Bleu de Chanel L

Attingendo alla sua sensibilità eclettica, il regista trasfigura abilmente la campagna pubblicitaria in un esercizio cinematografico di altissimo livello, dove la suspense ed il dinamismo diventano strumenti per esplorare le sfumature più imprevedibili del protagonista. Tattica, fluidità, e naturalmente desiderio e tentazione, si intrecciano in un sinuoso gioco di seduzione e inseguimenti, coreografati nel chiaroscuro di una notte intensa rifratta sui grattacieli di una megalopoli asiatica. Qui entra in scena Jacob Elordi, un eroe contemporaneo che agisce d’istinto, forzando casseforti e ingaggiando duelli ravvicinati di arti marziali contro una figura femminile altrettanto determinata e audace, finché la narrazione si conclude deviando dalla classica retorica della conquista del prezioso flacone per aprirsi, inaspettatamente, all’imprevisto. Sul finale, infatti, una terza mano estranea compare fuori campo e si appropria della boccetta, lasciando il protagonista sorprendentemente disarmato. Con quest’abile espediente, il regista trasforma la narrazione in un gioco di specchi e rimandi tipico delle storie di spionaggio, dove, oltre la fine, non è mai veramente finita. In questo modo, l’essenza stessa del desiderio sopravvive alla conclusione della storia, continuando a circolare e a diffondersi idealmente all’infinito.

La colonna sonora, inoltre, affidata alle pulsioni elettroniche orchestrate da Thomas Bangalter (già membro dei Daft Punk) sul brano Circonvolutions, amplifica il ritmo sincopato e inarrestabile di tutto il racconto. Cuarón esalta con questo cortometraggio un meccanismo formale che rimanda agli albori della settima arte, intervenendo sulla traiettoria tipica dell’eroe per riportare l’attenzione sul valore essenziale della ricerca. Ne emerge un personaggio libero e determinato, che accetta il gioco della seduzione con sagacia, per aspirare unicamente allo straordinario.

La scelta di Jacob Elordi come nuovo volto della fragranza consolida efficacemente questo cambiamento. L’attore australiano, protagonista di interpretazioni complesse e sfaccettate, riprende la presenza scenica ed il carisma fisico dei grandi interpreti della Hollywood classica, incorporando tuttavia un nuovo tipo di sensibilità più moderna. Dalla complessità psicologica di Euphoria, alla recente trasformazione nei panni della Creatura di Frankenstein per Guillermo Del Toro, prova che gli è valsa la candidatura agli Oscar 2026 come attore non protagonista, e fino ai ruoli nei film di Emerald Fennell, da Saltburn all’adattamento di Cime tempestose, l’evoluzione di Elordi dimostra la sua spiccata capacità di far vivere personaggi eterogenei e articolati. Nella rosa degli ambassador della fragranza Chanel, l’attore incarna senz’altro un cambio di passo rispetto ai suoi predecessori, che rappresentano un tipo di virilità differente, più cerebrale e androgina.

Bleu de Chanel L

Parallelamente alla riscrittura visiva, la nuova struttura olfattiva elaborata da Olivier PolgeParfumeur Créateur della Maison Chanel, risponde a criteri di analoga dovizia nel ridefinire i confini della mascolinità. Le fragranze Bleu de Chanel sono il risultato di un savoir-faire unico nella profumeria, un’arte artigianale tramandata di generazione in generazione, la cui genealogia ha scandito l’evoluzione della linea attraverso le storiche edizioni Eau de Toilette (2010), Eau de Parfum (2014) e Parfum (2018). In particolare, per Bleu de Chanel L’Exclusif, la formula viene ripensata secondo i canoni dell’estratto, dove la concentrazione delle materie prime segue una logica di profondità e ricchezza espressiva. L’ossatura della composizione si fonda sulla maestosità del legno di sandalo proveniente dalla Nuova Caledonia. Questa materia prima, ottenuta attraverso una filiera integrata e sostenibile nell’isola di Maré, dona alla fragranza una consistenza avvolgente e persistente. Il lavoro di sapiente selezione del durame, ricco di oli essenziali, permette di ottenere una firma olfattiva inconfondibile, che si sviluppa sulla pelle rivelando sfumature straordinariamente intense. La preziosità della creazione viene inoltre esaltata da un accordo più cupo e misterioso, dominato dal cuoio e dalla resina del cisto labdano. Questa combinazione introduce una sfaccettatura più misteriosa e affascinante che arricchisce il profumo di un’emozione pura. È una scelta che riflette l’ambiguità del film di Cuarón, dove l’eleganza flirta costantemente con l’adrenalina dell’inseguimento e con il calore del corpo a corpo. Si tratta di un nuovo Bleu inafferrabile, un’alchimia liquida capace di eludere le definizioni proprio come l’eroe in fuga sulla terrazza metropolitana.

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Questo equilibrio si riflette anche nell’estetica del contenitore e nel valore simbolico del suo stesso nome e colore. Il flacone, di una purezza minimalista, mantiene la classica silhouette geometrica del quadrato perfetto, una forma primaria, pensata per essere afferrata da una mano maschile. Il gioco cromatico viene estremizzato attraverso il chiaroscuro enigmatico della tinta scelta, un delicato contrappeso tra un colore troppo blu per essere definito nero e troppo nero per essere definito blu, che riflette visivamente la natura inafferrabile del liquido custodito. Questa particolare scelta di colore rimanda alla storica predilezione di Gabrielle Chanel per il blu marine, una tinta considerata capace di stimolare l’immaginazione profonda proprio perché aperta a ogni possibilità, che evoca tanto il calar della sera quanto un cielo invernale allo zenit.

Questa purezza radicale diventa la sintesi visiva di una versione di Bleu inedita, concepita come l’espressione stessa del limite e di ciò che si cela oltre di esso, dove la fragranza si trasforma nell’anticipazione di un atto di coraggio. È un’essenza capace di racchiudere insieme l’impulso iniziale e la conquista, spingendosi ben oltre la linea del traguardo, proprio dove lo sguardo si perde e l’orizzonte si apre verso il futuro.

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