MOTORS

21 Luglio 2026

Articolo di

Chiara Beretta

Vespa, il design italiano che ha conquistato il mondo

MOTORS

21 Luglio 2026

Articolo di

Chiara Beretta
Vespa Piaggio storia 80 anni Years of an Icon
Courtesy of Piaggio

Vespa, il design italiano che ha conquistato il mondo

Definirla un mezzo di trasporto sarebbe riduttivo. Lo è, certo, ma non solo. Nel corso della sua storia, la Vespa è diventata anche un’icona culturale, un modello di design industriale, un simbolo dell’Italia nel mondo, un oggetto di collezionismo. L’immortale scooter della Piaggio ha una data di nascita precisa: 23 aprile 1946. È in questa giornata, infatti, che venne depositato il brevetto, firmato da un ingegnere abruzzese che curiosamente odiava le motociclette. Il suo nome era Corradino D’Ascanio.

In effetti, la formazione di D’Ascanio era più vicina ai cieli che alle strade. Durante la Prima guerra mondiale si era occupato della manutenzione del materiale delle squadriglie di volo e della costruzione di prototipi di aerei da caccia, mentre tra il 1918 e il 1919, durante una breve esperienza negli Stati Uniti, aveva tentato senza successo di realizzare un aeroplano equipaggiato con il motore di una Harley Davidson. Rientrato in Italia registrò decine di brevetti per i macchinari più svariati, ma senza mai abbandonare il legame con il mondo dell’aviazione: è attribuita a D’Ascanio, tra le altre, l’invenzione del prototipo del primo elicottero moderno.

Insomma, sulla carta D’Ascanio non sembra avere il curriculum per immaginare la nuova Vespa. Eppure, proprio per questo motivo, secondo Enrico Piaggio è la persona giusta per provarci. Enrico, che erediterà l’impresa di famiglia insieme al fratello maggiore nel 1938 e si troverà a condurla attraverso le difficoltà economiche del dopoguerra, è convinto che per creare qualcosa di realmente innovativo serva una persona priva di preconcetti e davvero capace di pensare, come si dice in questi casi, fuori dagli schermi. Allora, chi meglio di un progettista di elicotteri che detesta le moto perché, a suo dire, sono troppo ingombranti e scomode?

Enrico Piaggio Vespa 1956 storia

Alcune soluzioni progettuali del nuovo scooter derivano in effetti dal mondo dell’aviazione, come la sospensione anteriore ispirata a quella dei carrelli per aerei. Altre, invece, rispondono a un’esigenza di comfort che viene dallo stesso D’Ascanio. Ad esempio, l’ingegnere elimina il tunnel centrale tipico delle moto perché lo ritiene scomodo da scavalcare per salire in sella, sposta il cambio sul manubrio per renderlo più pratico, e immagina una posizione di guida simile a quella di una seduta su una poltrona. Al progetto lavora anche il disegnatore Mario D’Este e così, nell’aprile 1946, il progetto è compiuto. La produzione della Vespa 98 cc iniziò poco dopo con una prima produzione di duemila esemplari. All’epoca ovviamente era impossibile immaginarlo, ma lo scooter non solo risolleverà le sorti della Piaggio, che già a partire dal 1947 dovette costruire nuovi stabilimenti in tredici Paesi per soddisfare tutte le richieste, ma diventerà anche uno dei più iconici simboli del design italiano nel mondo.

Nell’ottantesimo anniversario del deposito del brevetto, a celebrare questa storia c’è la mostra “Vespa. Icona italiana”, inaugurata l’11 giugno e aperta fino al 30 agosto 2026 al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. Negli spazi dell’esposizione si trovano quattordici modelli di Vespa: tra queste ci sono la Vespa 125 V31T del 1951, quella guidata da Audrey Hepburn e Gregory Peck nel film Vacanze Romane, e la Vespa 50 Revival, prodotta negli anni Sessanta in tiratura limitata. Ad accompagnare il visitatore attraverso l’evoluzione del celebre scooter ci sono inoltre poster, fotografie, locandine d’epoca e materiali d’archivio del collezionista Marco Fumagalli, che mostrano in che modo la Vespa è entrata a far parte dell’immaginario collettivo.

Vespa Piaggio storia design italiano 80 anni Years of an Icon

Courtesy of Museo Nazionale dell’Automobile di Torino / Bin Jia

Esposta al MoMa di New York e al Triennale Design Museum di Milano, protagonista al cinema, in tv e nella cultura pop, la Vespa ha da tempo oltrepassato i confini del semplice oggetto funzionale per diventare qualcosa di diverso: in suo onore è stato rinominato persino un asteroide. In ottant’anni ne sono stati prodotti più di 16 milioni di esemplari, attraverso decine di evoluzioni e modelli diversi.

Consultando i progetti industriali, oppure ispezionandola con occhio esperto, potremmo conoscere ogni minimo dettaglio di questo scooter e delle sue varianti. Per fortuna, però, almeno un aspetto ha ancora contorni poco chiari: l’origine del nome. Si è detto talvolta che fosse un acronimo di Veicoli Economici Società Per Azioni, ma questa versione pare ormai smentita. Più spesso si racconta sia stato lo stesso Enrico Piaggio a sottolineare con una spontanea esclamazione la somiglianza tra lo scooter e una vespa, forse per la forma della carrozzeria, forse per il ronzio del motore. Ma poco importa che sia vero: in fondo, tutte le leggende che si rispettino devono mantenere una piccola aura di mistero.

most read

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

related

most read

condividi su

Link copiato
negli appunti!

Iscriviti alla newsletter

Privacy(Obbligatorio)