STYLE

23 Luglio 2026

Articolo di

Clara Giaquinto

L’universo dei carré di Hermès, dove la seta prende forma

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23 Luglio 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Seta carré Hermès storia moda
Vogue Italia Nov. 1983, Copyright 2016 Condé Nast

L’universo dei carré di Hermès, dove la seta prende forma

La storia di Hermès si tratteggia lungo un principio di continuità familiare e fedeltà a un modello rigorosamente artigianale oggi ampiamente riconosciuto in tutto il mondo. L’avventura della maison francese comincia a Parigi nel 1837, anno nel quale Thierry Hermès inaugura in rue Basse-du-Rempart un laboratorio di finimenti, intesi proprio come l’insieme degli accessori e degli elementi in cuoio e corda necessari per la bardatura di un cavallo. I suoi manufatti rispondono alle esigenze di una clientela urbana immersa nei mutamenti della modernità dell’epoca, offrendo creazioni caratterizzate da una pregevole finezza e da un’elevata resistenza. Tali requisiti tecnici valgono alla manifattura un riconoscimento ufficiale in occasione dell’Esposizione Universale del 1867. Qualche anno più tardi, nel 1880, il figlio Charles-Émile Hermès trasferisce i laboratori al civico 24 di Faubourg Saint-Honoré, aprendo una boutique destinata a diventare la sede emblematica della casa di moda parigina.

Uno dei passaggi più significativi dell’evoluzione della maison si realizza a partire dal 1922sotto la guida di Émile Hermès. Mossi dall’esigenza di interpretare lo spirito dinamico del proprio tempo, i vertici aziendali avviano un’apertura strategica verso nuovi ambiti manifatturieri, passando da una cultura dell’oggetto legata al mondo equestre a una concezione più ampia dello stile. Questo processo di diversificazione si concretizza nel 1925 con la creazione del primo capo di abbigliamento prêt-à-porter maschile, nello specifico una giacca da golf. L’ampliamento dell’offerta prosegue rapidamente per completare il guardaroba della clientela, quando negli anni successivi viene introdotta la gioielleria, seguita nel 1928 dall’orologeria e dalle calzature con la produzione dei primi sandali. Questa progressiva espansione dei métiers, i saperi artigianali, prosegue nel 1937, esattamente un secolo dopo la fondazione della manifattura, con la creazione del primo foulard di seta stampata. La maison si apre così per la prima volta al mondo dell’immaginazione, inaugurando una nuova dimensione aziendale interamente dedicata allo sviluppo del colore.

Hermès Advertisement 1937 scarf foulard seta carré

Photo via Sotheby’s

Robert Dumas, genero di Émile Hermès, idea il primo carré chiamato Jeu des omnibus et dames blanches, il quale riprendeva un’incisione su legno che mostrava alcune donne riunite intorno a un gioco da tavolo, circondate da omnibus trainati da cavalli. Il soggetto conserva una traccia dell’universo equestre, ma la trasferisce sulla superficie piana della seta, differenziandosi strutturalmente dalle produzioni contemporanee per la vivacità cromatica e la precisione del dettaglio. Si arricchisce così la grammatica visiva e lessicale del brand. Difatti, il termine francese carré, “quadrato”, finisce presto per identificare il foulard Hermès in maniera quasi autonoma. La forma geometrica, apparentemente elementare, offre sin dal principio un perimetro circoscritto nel quale far convivere sogni e racconti. 

Nello stesso anno del debutto nasce vicino a Lione una produzione dedicata alla seta. Ma è dal secondo dopoguerra che il progetto acquista una continuità più strutturata. Robert Dumas inizia a coinvolgere illustratori specializzati, affidando loro la costruzione di immagini destinate a diventare riconoscibili per i decenni a venire. Tra questi figura certamente Hugo Grygkar, autore nel 1957 di Brides de Gala, uno dei disegni più iconici della maison. Il celebre carré presenta due briglie da cerimonia disposte in una composizione frontale e quasi araldica, una sorta di trasposizione decorativa del mondo equestre in ornamento. Dumas chiama a collaborare anche Cassandre, celebre artista del Novecento, a cui si devono carré come Perspective e Littérature. Nel corso dei decenni successivi sono stati coinvolti più di centocinquanta artisti e artiste provenienti da culture e background differenti, creando un caleidoscopio di fantasie e visioni a partire dalla classica iconografia del cavallo, fino ad arrivare alla mitologia o all’astrazione. Il foulard di Hermès è diventato una vera e propria superficie editoriale capace di accogliere storie di volta in volta autonome e originali, pur rimanendo immediatamente riconoscibile come un prezioso manufatto della maison

Tale pregio si deve anche alla complessità tecnica di cui i foulard necessitano per essere realizzati; in particolare, è nel distretto manifatturiero di Lione che la produzione si sviluppa mediante un costante dialogo logistico e operativo tra due stabilimenti specializzati situati alla periferia della città: la sede di Bourgoin-Jallieu e il polo di Pierre-Bénite. È in quest’area geografica che trova applicazione la tecnica di stampa nota storicamente come “à la lyonnaise”. Questa metodologia, che esclude automatismi standardizzati a favore della sensibilità della mano artigiana, prevede che il semilavorato si sposti da un sito all’altro per accogliere le differenti fasi di produzione.

Il procedimento che conduce dal disegno alla seta richiede una precisione difficilmente replicabile, frutto di un processo complesso che per essere adeguatamente padroneggiato necessita di tre anni di formazione, due dei quali trascorsi sotto la stretta supervisione di un tutor. L’immagine originale viene riprodotta in scala reale e scomposta manualmente colore per colore. L’incisore traccia manualmente ogni elemento su una pellicola trasparente attraverso una tavoletta grafica e uno stilo. Vengono registrati anche i contorni e le sfumature, effetti necessari per una resa di stampa perfetta. Per i disegni più complessi, questa fase può superare le centinaia di ore di lavoro. Questa scomposizione consente la creazione di file digitali separati che regolano la produzione dei singoli quadri di stampa per la serigrafia. Ogni quadro permette il passaggio di una sola tonalità cromatica per volta, che deve essere applicata secondo una sequenza prestabilita. 

La realizzazione di un singolo foulard richiede mediamente da venticinque a trenta colori, mentre le composizioni più elaborate possono arrivare a quarantotto. La stesura dell’inchiostro avviene su grandi rotoli di twill di seta bianca, sui quali il colore, attraversando la trama del telaio, si deposita sulla superficie, sotto la supervisione di artigiani che sovrintendono il procedimento con estrema minuzia. Infatti, una variazione nella pressione oppure nella calibratura del quadro può alterare il risultato. Una volta completata la successione dei quadri, il tessuto viene asciugato, fissato tramite vaporizzazione, lavato e sottoposto a finissaggio. L’atto conclusivo è rappresentato dal roulottage, la rinomata orlatura arrotolata e cucita a mano, eseguita prevalentemente a Lione, prima che il manufatto venga inserito nella tradizionale scatola arancione.

Una parte essenziale dell’identità del brand, e quindi della tradizione del carré, risiede proprio nel colore. L’archivio Hermès comprende attualmente oltre 75.000 tonalità, nate progressivamente dal 1937. Per ogni nuovo disegno, i coloristi elaborano diverse combinazioni a partire da questo repertorio, ampliandolo quando il progetto richiede una sfumatura inedita. La scelta mantiene una componente percettiva molto forte, in quanto le relazioni tra le tinte vengono valutate dall’occhio umano e corrette manualmente fino a raggiungere l’equilibrio desiderato. A testimonianza del valore attribuito al colore, durante la direzione artistica di Jean-Louis Dumas venne istituito un Comité de Couleur, in stretta collaborazione con i coloristi di Lione, al quale partecipavano figure come Leïla Menchari, responsabile per decenni delle celebri vetrine di Faubourg Saint-Honoré, e Tan Giudicelli. Il lavoro prosegue oggi sotto la direzione creativa della seta femminile di Cécile Pesce, in coordinamento con la Direzione Artistica Generale di Pierre-Alexis Dumas.

I disegni d’archivio possono essere ripresi attraverso nuove gamme cromatiche, capaci di modificarne profondamente la percezione senza intervenire sulla composizione originaria. Ciò permette a Hermès di mantenere in circolazione immagini appartenenti a epoche differenti, stabilendo una relazione con il presente attraverso nuove colorazioni o formati. Anche le dimensioni partecipano infatti a questa metamorfosi. Il carré 70 richiama l’eleganza disinvolta degli anni Settanta e si presta a un uso più agile, mentre il carré 90 è considerato il formato emblematico della maison. Il carré 100 introduce proporzioni associate anche al guardaroba maschile, mentre il 140 amplia ulteriormente la relazione con il corpo, avvicinandosi per dimensioni a uno scialle.

La longevità del carré risiede in una logica intrinsecamente legata ai principi guida della maison, che concepisce i propri prodotti escludendo programmaticamente qualsiasi dinamica di obsolescenza pianificata. L’oggetto è infatti progettato e studiato per resistere nel tempo e per essere riparato. In quest’ottica, la densità e la qualità della seta, assieme al rigore delle finiture, contribuiscono a costruire un bene durevole capace di sottrarsi al ciclo effimero della stagionalità della moda. Il foulard, nel suo passaggio da una generazione all’altra, sedimenta un valore affettivo e storico che ridefinisce il concetto stesso di lusso, spostando l’asse dal consumo immediato alla conservazione del tempo e della memoria. La presenza di questi manufatti nei guardaroba di alcune figure pubbliche ha contribuito alla costruzione di un immaginario riconoscibile. La regina Elisabetta II li indossava spesso annodati sotto il mento durante le uscite in campagna e gli appuntamenti equestri, mentre Jackie Kennedy Onassis li portava al collo o sul capo con uno stile più informale. Grace Kelly trasformò invece il proprio foulard in una fascia per sostenere un braccio infortunato, episodio ripreso fugacemente dai fotografi dell’epoca. 

Grace Kelly seta Hermès Foulard scarf infortunio

Photo of AP via Sotheby’s

Questa versatilità d’utilizzo, nata da necessità sia concrete che estetiche, mostra con particolare efficacia la natura trasformabile dell’accessorio. Piegato in diagonale, arrotolato oppure drappeggiato, lo stesso disegno può apparire ogni volta diverso se annodato in maniera differente. Una parte dell’immagine rimane così nascosta, mentre un dettaglio marginale può diventare il centro della composizione. Hermès ha dedicato a questa dimensione la guida digitale La danza della seta, dove il foulard viene suggerito attraverso numerose possibilità di annodatura. In questo modo ogni formato conserva la struttura originaria del quadrato e invita a interpretarla. È forse in questa apertura che si trova la longevità del carré Hermès, nel quale il disegno appartiene all’artista e la sua realizzazione agli artigiani, mentre il modo in cui la seta prende forma viene deciso da chi la veste. 

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