HOUSE

31 Ottobre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Villa Rusconi-Clerici, la dimora della Belle Époque affacciata sul Lago Maggiore

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31 Ottobre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Villa Rusconi-Clerici Lago Maggiore The Gentlemen
Photo of Eros D'Angelo

Villa Rusconi-Clerici, la dimora della Belle Époque affacciata sul Lago Maggiore

A Pallanza, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, circondata da un giardino all’inglese che si estende fino alla riva, una grande villa color ocra si affaccia sull’acqua, le cui arcate del portico, le balaustre scolpite e la terrazza panoramica compongono la facciata di Villa Rusconi-Clerici, una delle dimore storiche più affascinanti del Verbano, dalla quale lo sguardo raggiunge le isole del Golfo Borromeo. Dietro l’eleganza delle sue architetture si nasconde una storia che attraversa il Risorgimento e la Belle Époque, fino ad arrivare ai nostri giorni.

Le origini della proprietà risalgono alla prima metà dell’Ottocento, quando lungo le rive del lago iniziarono a sorgere le residenze di villeggiatura di aristocratici e facoltose famiglie europee. L’arrivo della ferrovia e lo sviluppo della navigazione a vapore favorirono questa trasformazione, facendo del Lago Maggiore una delle mete più ambite dell’alta società. Prima dell’attuale edificio esisteva il villino Bozzotti, che dopo il 1859 divenne la residenza di Stefano Türr, patriota ungherese dalla vita avventurosa, già ufficiale dell’esercito austriaco e successivamente combattente al fianco di Giuseppe Garibaldi. Türr partecipò alla spedizione dei Mille e ricoprì importanti incarichi militari e politici, prima di legare parte della propria esistenza a questo angolo di Piemonte. La trasformazione decisiva avvenne nel 1899, quando la famiglia Biffi avviò la costruzione di una nuova residenza al posto del villino originario, affidando il progetto all’architetto milanese Giovanni Giachi. Nacque così un edificio monumentale di gusto eclettico, nel quale le influenze neobarocche si esprimono attraverso l’abbondanza delle decorazioni e l’articolazione della facciata.

Il prospetto rivolto verso il lago presenta un portico a tre arcate, sovrastato da una terrazza e da una loggia arretrata, che alleggeriscono la volumetria del palazzo e stabiliscono un rapporto diretto con il giardino; una scenografica scalinata di granito conduce alla terrazza, dove due leoni marmorei settecenteschi accompagnano l’ingresso alla residenza. Anche gli interni testimoniano il gusto dell’epoca. Il grande scalone monumentale, con il parapetto in legno e ferro battuto che anticipa alcuni motivi del Liberty, conduce ai piani superiori sotto un alto soffitto decorato. Nei saloni si conservano boiserie e soffitti a cassettoni, mentre il giardino d’inverno, impreziosito da decorazioni a rocaille, richiama la moda degli ambienti botanici nelle residenze aristocratiche europee. Una parte significativa degli arredi originali è ancora presente, come dimostrano le fotografie storiche della famiglia Biffi. Il giardino costituisce un altro capitolo della storia della villa, poiché il suo primo impianto risale al 1820, diversi decenni prima della costruzione dell’attuale palazzo. L’ampliamento ottocentesco ha dato forma a un parco che conserva camelie storiche e rododendri monumentali, accanto all’antica limonaia e alla darsena; il grande prato centrale mantiene aperta la prospettiva verso il lago, secondo una concezione paesaggistica che privilegia il dialogo fra architettura e natura.

Durante la Belle Époque, Villa Biffi divenne un luogo d’incontro per l’aristocrazia e la borghesia del territorio, frequentato anche da artisti come i fratelli Troubetzkoy e Daniele Ranzoni. La sua storia attraversò poi gli anni più difficili del Novecento, quando durante la Seconda guerra mondiale uno dei saloni ospitò un comando della Gestapo; successivamente la proprietà passò ai conti Rusconi-Clerici, dai quali prese il nome attuale.

Oggi la villa conserva la propria vocazione all’ospitalità come sede di eventi e ricevimenti, mentre il suo patrimonio architettonico continua ad attirare l’attenzione anche del mondo cinematografico. Nell’estate del 2025 è stata infatti scelta tra i set italiani della seconda stagione di The Gentlemen, la serie di Guy Ritchie distribuita da Netflix nel settembre 2026. Per alcune riprese è stato persino realizzato un pontile temporaneo davanti alla proprietà, che sullo schermo è diventata una delle scenografie più riconoscibili delle vicende dei protagonisti in Italia e ha inaugurato un nuovo capitolo per una dimora che, a oltre un secolo dalla sua costruzione, mantiene nelle architetture e nel giardino la memoria di una stagione irripetibile della storia del Lago Maggiore.

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