STYLE

6 Luglio 2026

Articolo di

Clara Giaquinto

L’accessorio che riaccende lo stile: storia e mito degli accendini d’autore

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6 Luglio 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Cartier accendino Five-sided lighter 1975 vintage history
Courtesy of Cartier

L’accessorio che riaccende lo stile: storia e mito degli accendini d’autore

Tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, gli smoking accessories hanno vissuto un’epoca d’oro, durante la quale l’atto di accendere una sigaretta ha rappresentato per decenni un vero e proprio rituale di eleganza e distinzione. Inizialmente sigari e pipa erano una prerogativa strettamente maschile, confinata all’interno delle rigide e fumose atmosfere delle smoking rooms, ma l’avvento delle sigarette, dalla forma più sottile e slanciata, cambiò radicalmente le regole del gioco scardinando i confini di genere. Fumare divenne un simbolo di emancipazione femminile e glamour, una rivoluzione dei costumi accelerata dalle dive del cinema muto e dalle nobildonne russe che, viaggiando a Parigi, sdoganarono l’abitudine nell’alta società occidentale con irriverente anticonformismo. Fu così che impugnare una sigaretta divenne un’esternazione della propria idea di bellezza e del proprio fascino, il riflesso di un immaginario oltretutto esotico che richiamava la Spagna o la Turchia. Di conseguenza, estrarre di tasca un oggetto prezioso come un accendino finemente decorato per offrire del fuoco a una signora divenne presto un gesto di sofisticata galanteria e la dimostrazione discreta del possesso di qualcosa di splendidamente artigianale. Oggi, che le abitudini sono cambiate, lo statuto di questi accessori per il fumo è ridimensionato, ma questi oggetti non hanno perso il loro incanto, si sono trasformati in rari pezzi da collezione capaci di donare un tocco sofisticato a chiunque ami distinguersi attraverso i dettagli.

Il vertice del mercato collezionistico è storicamente occupato dalle creazioni di Fabergé. Sotto la guida di Peter Carl Fabergé, l’azienda di famiglia determinò un profondo mutamento nei confini dell’alta gioielleria a favore di un’estetica incentrata sul disegno, sul decorativismo, sull’uso di pietre semipreziose naturali e su sofisticate tecniche di smaltatura. Oltre alle celebri uova pasquali commissionate dagli Zar, la maison di San Pietroburgo trasferì questo approccio anche su oggetti d’uso comune. Grazie al lavoro di maestri d’opera, tra cui Julius Rappoport, che perfezionò il concetto di scultura per l’uso quotidiano, Fabergé realizzò complessi accendini da tavolo in argento modellati a forma di animali e sofisticati modelli da tasca con scomparti segreti per i fiammiferi. Si tratta di manufatti eseguiti tramite matrici in legno e rifiniti interamente a mano, che all’epoca conquistarono sovrani come Edoardo VII e che oggi continuano a registrare passaggi d’asta da cinque cifre.

Il legame tra l’alta gioielleria e gli accessori da fumo trova un altro apice straordinario in Cartier. Consapevole della popolarità di questo mercato nel primo dopoguerra, la maison parigina istituì a metà degli anni ’20 il celebre dipartimento «S», una divisione specificamente dedicata alla manifattura di accessori quotidiani, tra cui vanity cases, borse, strumenti da scrittura, portasigarette, che fossero al contempo pratici e meravigliosi. Pensati sia come doni d’affetto maschili sia come preziosi accessori da sera per le icone dello stile internazionale, gli accendini firmati Cartier univano l’ingegneria del pocket-watch a un’eleganza geometrica impeccabile. Dai primi modelli Art Déco in oro e smalti, gli accendini della maison hanno ripreso i codici espressivi storici del marchio come la Panthère, che emerge adornata da giada e gemme preziose, fino ad arrivare a decorare le collezioni contemporanee con dettagli inconfondibili come i motivi Santos o le sofisticate lavorazioni Clous de Paris.

Cartier accendino Oval lighter 1973 vintage history

Oval lighter. Cartier, 1973.

Quest’uso del nécessaire come gioiello da sera si ritrova anche in un’altra grandissima firma di Place Vendôme, Van Cleef & Arpels, maison che si distinse a partire dagli anni ’20 per la collaborazione con i migliori laboratori di oreficeria parigini. In questo periodo, e lungo tutti gli anni ’30, l’estetica degli accendini della maison risentì profondamente del gusto Art Déco, traducendosi in linee geometriche e statuarie, quasi a voler richiamare le silhouette dei grattacieli dell’epoca, impreziosite da tocchi di diamanti e altre pietre preziose. Con l’avvento degli anni ’40 le forme si ammorbidirono sensibilmente quando emersero infatti delicati motivi floreali incisi a mano nell’oro, capaci di incarnare alla perfezione il glamour moderno.

Van Cleef & Arpels accendini lighter Vintage storia

Van Cleef & Arpels, vintage lighter

Oltremanica, la sintesi perfetta tra rigore tecnico e lusso pragmatico incontra l’ingegno di Dunhill. La storia del brand britannico nel settore inizia nel 1914 con l’introduzione dell’Edniteun primo modello di accendino concepito specificamente per i combattenti della Prima Guerra Mondiale. Guidata dal principio del fondatore Alfred, secondo il quale ogni oggetto doveva essere utile e destinato a durare, la casa inglese introdusse nel 1926 l’accendino Unique, il primo meccanismo al mondo progettato per l’accensione con una sola mano, un pezzo che lo stesso Pablo Picasso scelse di regalare alla sua amante Dora Maar. Arte e ingegneria si uniscono nel secondo dopoguerra, con la serie da tavolo Aquarium, capolavori in acrilico intagliato e dipinto al rovescio con vividi scenari marini, particolarmente amati da Winston Churchill. La consacrazione definitiva arriverà nel 1956 con il leggendario Rollagas, scelto da Elvis Presley e reso immortale dal James Bond di Sean Connery, che divenne l’accessorio di riferimento dell’élite dell’epoca. 

Dunhill Aquarium lighter accendino vintage

Dunhill Aquarium Lighter

La continuità di quest’unione virtuosa tra tecnica ed estetica si riflette anche nella storia della manifattura francese S.T. Dupont. Nata nel 1872 come laboratorio di pelletteria, l’azienda modificò radicalmente la propria produzione nel 1941, anno in cui realizzò il suo primo accendino tascabile di lusso a benzina. L’intuizione nacque da una commessa speciale del Maharaja di Patiala, il quale desiderava arricchire ed accessoriare le proprie borse da sera. Da quel momento, Dupont continuò a perfezionare lo sviluppo di meccanismi di precisione, arrivando ad essere riconoscibile per l’inconfondibile suono “cling” all’apertura del cappuccio del modello Ligne 2. Negli anni, la maison ha visto i propri accendini trasformarsi in tele d’autore per Pablo Picasso e in oggetti di design curati da Karl Lagerfeld, elevando questi accessori a opere d’arte di grande pregio. Questa caratura stilistica si è consolidata grazie alla secolare maestria nella lavorazione della lacca cinese autentica e del guillochage su metalli preziosi, patrimoni artigianali che rivivono oggi nelle esclusive collezioni extralusso realizzate su ordinazione, come la linea Maharaja & Maharani, ideale tributo d’alta gioielleria ispirato ai fasti storici dei suoi committenti reali.

S.T. Dupont Lighter Vintage accendini lusso

S.T. Dupont Lighter

Infine, il panorama italiano del Novecento ha offerto un’interpretazione decisamente più scultorea con le creazioni d’argento massiccio firmate Buccellati, storica casa d’arte orafa che affonda le sue radici nella Milano di inizio secolo grazie all’estro di Mario Buccellati. All’interno della sua produzione d’eccellenza, gli accendini da tavolo in argento firmati dalla casa milanese, regolarmente battuti dalle massime case d’asta internazionali come Christie’s e Sotheby’s, abbandonano le forme geometriche d’oltralpe per abbracciare un naturalismo ironico e sfarzoso. Le forme si trasformano così in riproduzioni di frutti, come pere e melograni, o in insolite figure animali, come tartarughe e scimmie, pensate per aggiungere un tocco di irriverente eleganza ai salotti più raffinati. Osservando questi pezzi si nota come la superficie dell’argento sia interamente cesellata con piccolissimi tratti incisi che imitano con sorprendente realismo la pelliccia dell’animale o la superficie del frutto. Questa minuziosa lavorazione della texture sul metallo prezioso costituisce un marchio di fabbrica esclusivo e inconfondibile di Buccellati, eseguito con una precisione tecnica che nessun altro artigiano dell’epoca è mai riuscito a replicare.

Yves Saint Laurent lighter vintage accendini

Yves Saint Laurent, vintage lighter

Anche i decenni più vicini a noi, a partire dagli anni ’80, hanno visto grandi firme del prêt-à-porter come Yves Saint Laurent cimentarsi nella produzione di accendini, le cui linee geometriche e pulite riflettono alla perfezione l’estetica essenziale e rigorosa della maison in quegli anni. Lungi dall’essere considerati semplici cimeli del passato, questi esemplari vintage continuano a esercitare un forte ascendente sui collezionisti contemporanei. A testimonianza della persistenza di questo accessorio, riscoprire l’accendino d’autore significa appropriarsi di un piccolo, affascinante frammento di storia del costume che, oggi più che mai, riaccende lo stile.

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