LIFESTYLE

9 Settembre 2026

Articolo di

Chiara Beretta

Niente racconta i viaggi degli italiani come Autogrill

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9 Settembre 2026

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Chiara Beretta
Autogrill Pavesi autostrada stazione Montepulciano anno 1967
Photo of Autogrill/Archivio J.J. Bianchetti; Autogrill Montepulciano, 1967

Niente racconta i viaggi degli italiani come Autogrill

Esistono innumerevoli marchi, ma pochissimi entrano nei dizionari come sinonimo di ciò che rappresentano. Se guidiamo in autostrada e vogliamo fare una pausa, senza dubbio controlleremo quanti chilometri mancano al prossimo autogrill, forse senza fare troppo caso al fatto che quel nome comune di luogo è nato come marchio registrato. Fondata ufficialmente nel 1977, l’azienda Autogrill ha costruito il proprio successo anche sulla forte identità italiana, integrando il patrimonio gastronomico nazionale nella “cultura della sosta” durante i viaggi in auto.

Anche se la società è nata propriamente solo nella seconda metà degli anni Settanta, l’ispirazione arriva dai decenni precedenti. Il punto di partenza è il 1947, quando il giovane imprenditore lombardo Mario Pavesi aprì un piccolo spaccio di biscotti prodotti nella fabbrica di famiglia. Il negozio con bar si trovava sull’Autostrada Milano-Torino, all’altezza del casello di Novara, e negli anni Cinquanta si arricchì con un ristorante. Non rimase un caso isolato.

Autogrill Novara 1947 Jacopo Bianchetti autostrada

Autogrill Novara, 1947

Lungo la rete autostradale nacquero negli anni successivi i Motta-grill e gli Autobar Alemagna. Nel 1958 venne inaugurato l’autogrill Villoresi Ovest sulla Milano-Laghi, particolarmente noto per essere uno dei progetti dell’architetto Angelo Bianchetti. Nel 1961, invece, aprì l’autogrill di Cantagallo tra Bologna e Firenze, il più grande d’Europa. Tra tagli di nastri e nuove costruzioni, qualcosa di profondo stava cambiando. Erano gli anni del boom economico e le neonate aree di ristoro per gli automobilisti cominciarono a essere percepite come vere e proprie destinazioni, con le famiglie che la domenica ci andavano a pranzo e a fare shopping.

Depliant Pavesi Autogrill famiglia cibo autostrada

Depliant Pavesi

Superate le 200 stazioni di servizio lungo la rete autostradale italiana, Pavesi, Motta e Alemagna decisero di unire i propri business creando la società Autogrill. Il primo logo era un triangolo diviso in tre sezioni uguali, proprio a segnalare le tre anime del progetto. L’azienda negli anni Novanta si espanse oltre i confini nazionali, con la famiglia Benetton come azionista di maggioranza, e si quotò per la prima volta in borsa. Oggi Autogrill è parte del gruppo Avolta, nato nel 2023 dalla fusione con la svizzera Dufry, di cui la famiglia Benetton resta il primo azionista. Un capitolo nuovo per un marchio che, dagli anni Cinquanta a oggi, ha saputo reinventare il significato stesso del viaggio in Italia.

In effetti, Autogrill ha influenzato l’immaginario più di quanto si pensi. Bianchetti, l’architetto che immaginò il Villoresi Ovest sulla Milano-Laghi, si occupò della progettazione di tante altre aree di ristoro. L’obiettivo era creare strutture riconoscibili e visibili anche da lontano, e che consentissero inoltre di osservare la strada sottostante. Così nacquero i chioschi a pianta circolare accerchiati da strutture metalliche, ma anche i futuristici (per l’epoca) ponti sospesi accessibili da entrambi i lati della carreggiata. Il primo di questo genere fu l’autogrill di Fiorenzuola d’Arda.

Autogrill Pavesi autostrada Fiorenzuola d

Autogrill Fiorenzuola d’Arda, 1959

Fin da quando le prime aree di ristoro Pavesi iniziarono ad aprire, l’idea era offrire, come scrisse Bianchetti, «cibi leggeri, nutrienti sani e genuini, pronti ad ogni momento del giorno e della notte». Nei Motta-grill, invece, veniva proposta una cucina tipica e regionale, un invito a una sosta più lenta e godereccia. Negli anni, dal punto di vista della gastronomia, ci sono state continue innovazioni. Ad esempio, in Autogrill arrivò nel 1981 il primo ristorante self-service e nel 1989 Spizzico, risposta made in Italy ai fast food americani. Anche l’immancabile panino Camogli farcito con Emmental e prosciutto cotto ha più anni di quelli che dimostra: fa parte del menu fin dall’inizio degli anni Ottanta.

Il mito di Autogrill va misurato però su una scala più ampia di quella del singolo panino o della singola struttura. I ponti e le torri disegnati da Bianchetti sono entrati a far parte del paesaggio italiano tanto quanto i caselli o le gallerie, diventando punti di riferimento visivi che scandiscono ogni viaggio in autostrada. Attorno a queste strutture è nata una vera e propria cultura della sosta in auto, che ha trasformato una necessità tecnica in un rito condiviso da intere generazioni di automobilisti. E lo ha fatto senza mai allontanarsi dal gusto italiano: portando in autostrada la cucina regionale e i prodotti tipici, Autogrill ha reso la sosta un’occasione per scoprire il Paese, non solo una pausa dal viaggio.

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