STYLE

10 Marzo 2026

Articolo di

string(15) "Clara Giaquinto"
Clara Giaquinto

Bottega Veneta oltre l’intrecciato: storia e simbolo dell’iconico nodo dagli anni Sessanta alla Knot

STYLE

10 Marzo 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Bottega Veneta noto storia codici Knot
Photo of Bottega Veneta

Bottega Veneta oltre l’intrecciato: storia e simbolo dell’iconico nodo dagli anni Sessanta alla Knot

Quando si pensa a Bottega Veneta, la prima lavorazione che affiora nella mente è senza dubbio l’intrecciato, che dal 1975 definisce l’identità della maison vicentina. Eppure, accanto alla trama fitta della pelle finemente intrecciata, esiste un altro codice che attraversa la storia di Bottega Veneta sin dagli esordi del brand: il nodo

Fondata nel 1966 a Vicenza da Michele Taddei e Renzo Zengiaro, con il nome di “Bottega Veneta Artigiana”, l’azienda prende forma come un laboratorio nel senso più storico del termine: una bottega fatta di maestri e apprendisti, uno spazio di sapere condiviso radicato nel territorio veneto, come si evince proprio dalla scelta del nome. La prima sede si trova nel cortile della Torre Everest, allora uno degli edifici più alti di Vicenza e simbolo della rinascita industriale della regione. In quel contrasto tra modernità e lavoro manuale prende forma l’identità di Bottega Veneta, contemporanea e profondamente legata alla tradizione. È qui che dodici artigiani iniziano a realizzare borse in capretto e nappa di qualità altissima destinate ad una clientela selezionata.

È proprio questa particolare attenzione alla materia ed alla mano che la plasma a preparare il terreno per una scelta destinata a segnare gli anni successivi. A fine anni Sessanta, mentre molti brand iniziavano ad esibire hardware vistosi e forme rigide per le proprie borse, spesso contraddistinte da fondi incollati, Bottega Veneta prende una strada diversa. Zengiaro, abile osservatore e amante dell’architettura veneta, coglie i nuovi bisogni delle donne moderne, a partire da quelle intorno a sé, che nella loro quotidianità portavano fazzoletti di stoffa annodati ai lati per trasportare cibo e oggetti. C’era in quelle forme improvvisate una libertà e una versatilità che le borsette strutturate non avevano. 

Erano gli anni in cui le donne ridefinivano il proprio ruolo all’interno della società, sia nello spazio pubblico che professionale: assumevano nuovi ruoli in azienda, viaggiavano maggiormente e avevano quindi bisogno di oggetti capaci di accompagnare questa nuova autonomia. Nasce così l’idea di creare borse più morbide, capaci di cambiare forma a seconda di ciò che contengono e di adattarsi alla vita di chi le indossa. Forma e malleabilità sono tenute assieme con precisione, attraverso la lavorazione artigianale della pelle, che troverà poi nell’intrecciato la sua espressione più sofisticata, affinché resti flessibile senza però perdere struttura.

All’interno di questa nuova visione pensata per accompagnare una vita dinamica, in cui le borse di Bottega Veneta diventano degli oggetti da vivere e modellare, compare fin dagli inizi l’elemento del nodo nei manici e nelle tracolle che permette di regolarne liberamente la lunghezza a seconda dell’uso.  

Le immagini pubblicitarie degli anni Settanta raccontano bene questo approccio, si vedono pouch, tracolle o anche borse più capienti, destrutturate in cui i lacci si annodano per regolarne la portabilità, proprio come quei sacchetti di stoffa osservati inizialmente da Zengiaro. Una proiezione semplice che intercettava un cambiamento culturale più ampio, nel quale la donna necessitava di flessibilità di movimento e l’accessorio cessava di essere un simbolo di status per diventare uno strumento quotidiano e funzionale.

Negli anni Ottanta e Novanta il brand diventa progressivamente un nome globale, senza rinunciare a quella cultura della discrezione e della manifattura che ne aveva definito l’identità sin dagli inizi. È nel 2001, con l’acquisizione da parte dell’attuale Gruppo Kering e con la direzione creativa di Tomas Maier, che il nodo si consolida come elemento riconoscibile di Bottega Veneta.

Gli anni Duemila sono il momento dell’ossessione per le It bag e per i monogrammi appariscenti, tendenze estranee al nuovo direttore creativo. Maier guarda all’archivio e ritrova una clutch del 1978 e, rielaborandola, decide di sostituire la chiusura originale con una forma che ricorda una corda nautica annodata, e la battezza Knot. Il nodo passa dunque dall’essere una soluzione funzionale a simbolo estetico più esplicito e, sotto la tenure di Maier, compare come dettaglio riconoscibile e sofisticato anche in altri elementi, come per esempio sulla boccetta di profumo.

Bottega Veneta noto storia codici Knot

I direttori creativi successivi, Daniel Lee e Matthieu Blazy, hanno proseguito questo lavoro di rilettura intervenendo sul nodo con sensibilità differenti. Il dettaglio viene alterato cambiando scala e acquistando una presenza più evidente, altre volte viene integrato in modo più organico direttamente nella costruzione stessa degli accessori. Basti pensare alla Jodie, dove il nodo diventa parte strutturale dell’oggetto, o al tacco dei sandali Knot, dove il nodo diventa un raffinato elemento architettonico che sembra quasi richiamare la passione di Renzo Zengiaro per i monumenti vicentini. Fino alla borsa Andiamo, dove il nodo si traduce in una preziosa scultura metallica che con precisione trattiene la tracolla.

Con l’arrivo di Louise Trotter nel dicembre 2024, il testimone passa ad una nuova visione creativa. Durante la sua collezione di debutto PE2026, Trotter parla di lusso tattile, di superfici tridimensionali da assaporare attraverso il tatto, non solo con la vista. Il nodo, un elemento che stringe e regola, torna ancora una volta come linguaggio trasversale, presente in scarpe, borse ma anche cappotti e accessori, capace di legare assieme heritage e contemporaneità

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

@soldoutservice • latest fashion news on tik tok

advertising

most read

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

soldoutservice

related

most read

condividi su

Link copiato
negli appunti!

Iscriviti alla newsletter

Privacy(Obbligatorio)