Quando Cartier inventò il Drink Swizzle, l’accessorio per sgasare lo champagne
LIFESTYLE
24 Settembre 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Quando Cartier inventò il Drink Swizzle, l’accessorio per sgasare lo champagne
A prima vista potrebbe sembrare un piccolo gioiello da portare al collo, un cilindro sottile in oro, elegante quanto discreto, che una volta aperto rivela però una funzione decisamente meno prevedibile. È uno champagne swizzle stick di Cartier, l’accessorio che nel Novecento veniva utilizzato per ridurre le bollicine dello champagne.
Il principio era semplice: il piccolo strumento veniva immerso nel calice e agitato nello champagne affinché parte dell’anidride carbonica si disperdesse più rapidamente, attenuando così l’effervescenza e rendendo il sorso più morbido. Un gesto che oggi potrebbe sembrare quasi un sacrilegio per chi associa lo champagne proprio al perlage, ma che per alcuni decenni fece parte di una precisa cultura della tavola e del bere elegante. Negli anni Venti Cartier realizzava già swizzle sticks personalizzati, anche in metallo argentato, destinati a una clientela che li portava con sé nelle occasioni mondane. Il New York Times, in un articolo pubblicato nel 1986 e dedicato alla storia di questi accessori, ricordava come fossero diventati veri oggetti di status e citava personaggi come Noël Coward e George Gershwin, che possedevano il proprio esemplare. A rendere il piccolo strumento ancora più curioso contribuiva la sua costruzione, poiché diversi modelli erano retrattili e potevano essere richiusi fino ad assumere l’aspetto di un sottile pendente. Un esemplare Cartier in oro giallo 14 carati, datato agli anni Quaranta-Cinquanta, presenta proprio questo sistema e possiede un anello che permette di agganciarlo a una collana; una volta aperto, il gioiello tornava a essere uno strumento da utilizzare nel bicchiere.
La storia dello swizzle stick Cartier risale però almeno agli anni Venti, e inizia con un esemplare realizzato a Parigi nel 1924 e passato all’asta da Antiquorum era composto da una struttura retrattile a più elementi in oro giallo 18 carati, con estremità decorate da diamanti. Il confine fra accessorio da tavola e gioiello diventava così sottilissimo, perché anche un gesto apparentemente marginale come intervenire sulle bollicine poteva trasformarsi in un piccolo rituale di eleganza, e lo dimostra anche uno degli esemplari Cartier più affascinanti arrivati fino a noi, legato ad Audrey Hepburn. Realizzato intorno al 1950, le fu regalato per celebrare il successo ottenuto con Gigi a Broadway nel 1951. Il modello aveva un meccanismo scorrevole che custodiva al proprio interno sottili elementi ricurvi e una sfera di giadeite, oltre a un ciondolo a forma di cuore con le incisioni “AUDREY” e “GIGI”; molti anni dopo sarebbe entrato nella vendita Christie’s dedicata alla collezione personale dell’attrice.
Dietro un oggetto lungo pochi centimetri si nasconde quindi un’abitudine che racconta bene una certa idea novecentesca di mondanità, quando lo champagne aveva già assunto un ruolo centrale nelle occasioni festive e negli ambienti dell’alta società, mentre persino il modo di avvicinare il bicchiere alle labbra poteva essere accompagnato da accessori pensati appositamente per quel momento. Con il passare dei decenni lo swizzle stick avrebbe cambiato completamente identità, e dai modelli preziosi prodotti dalle grandi maison sarebbe arrivato alle versioni colorate utilizzate nei cocktail bar, fino agli agitatori di plastica diventati comuni nella seconda metà del secolo. Nel 1986 il New York Times raccontò proprio questo passaggio, quando il vecchio simbolo della società elegante era ormai diventato un elemento pop della cultura del cocktail.
Gli esemplari Cartier rimangono invece legati a un’altra epoca, nella quale persino togliere le bollicine dallo champagne poteva richiedere un accessorio in oro da portare al collo. E anche se quel gesto sembra ai giorni nostri appartenere a un mondo lontanissimo, fatto di brindisi regolati da piccoli rituali e oggetti pensati per accompagnarli, lo champagne swizzle stick conserva proprio il fascino di quell’epoca, quando persino poche bollicine potevano diventare l’occasione per trasformare un gesto quotidiano in una piccola cerimonia di eleganza.