Le Cattedrali sotterranee dove a Canelli nasce il vino
FOOD & BEVERAGE
27 Gennaio 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Le Cattedrali sotterranee dove a Canelli nasce il vino
Tra le colline dell’Astigiano, Canelli custodisce uno dei luoghi più sorprendenti del patrimonio enologico europeo. Sotto le strade e le case del centro storico si estende un articolato sistema di gallerie, volte e sale monumentali scavate nella marna calcarea, una pietra tenera che ha permesso per secoli di modellare il sottosuolo con relativa facilità: sono le Cattedrali Sotterranee, un universo nascosto che racconta il lungo intreccio tra lavoro umano, ingegno tecnico e cultura del vino.
La loro storia affonda le radici tra il XVI e il XIX secolo, quando la produzione vitivinicola di Canelli iniziò a strutturarsi in forma sempre più stabile e organizzata in un territorio collinare dove lo spazio in superficie era limitato e il sottosuolo divenne una risorsa preziosa. Le cantine si svilupparono progressivamente verso il basso, seguendo l’andamento naturale della collina, fino a raggiungere profondità di oltre 30 metri e una rete complessiva che oggi supera i venti chilometri. Nel tempo, ambienti nati per la semplice conservazione si trasformarono in spazi monumentali, con ampie navate in mattoni a vista, archi regolari e corridoi silenziosi che evocano spontaneamente l’architettura delle grandi cattedrali.
Coppo, La cantina sotterranea a Canelli
Questi spazi rispondevano a precise esigenze produttive, poiché nel sottosuolo di Canelli si creavano condizioni climatiche ideali per l’affinamento dei vini, con una temperatura stabile durante tutto l’anno tra i 12 e i 14 gradi e un’umidità costante che accompagnava lentamente la maturazione delle bottiglie. È proprio questo equilibrio naturale che, nella seconda metà dell’Ottocento, favorì una svolta decisiva nella storia enologica locale, quando nel 1865 grazie a un’intuizione di Carlo Gancia che aveva appreso le tecniche di vinificazione in Champagne Canelli divenne la culla del primo spumante italiano, risultato di anni di studio e sperimentazione sul metodo classico. Da quel momento, le Cattedrali Sotterranee divennero il fulcro produttivo di una tradizione destinata a varcare i confini nazionali.
Bosca, La cantina sotterranea a Canelli
Nel Novecento queste cantine continuarono a crescere insieme all’industria spumantistica locale, mantenendo un equilibrio raro tra artigianalità e dimensione produttiva. Migliaia di bottiglie di Asti Spumante DOCG e, più tardi, di Alta Langa DOCG iniziarono a riposare nelle gallerie sotterranee, seguendo ritmi lenti che ancora oggi scandiscono la vita di questi luoghi. Il valore storico e culturale delle Cattedrali Sotterranee è stato riconosciuto ufficialmente nel 2014, quando sono entrate a far parte dei Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Canelli e l’Asti Spumante sono stati identificati come elementi centrali di questo sito, simbolo di un rapporto secolare tra paesaggio, viticoltura e lavoro umano capace di evolversi senza perdere la propria identità.
Gancia, La cantina sotterranea a Canelli
A custodire e rendere accessibili queste architetture straordinarie sono quattro storiche cantine canellesi. Cantine Contratto, fondata nel 1867, è stata la prima a produrre uno spumante metodo classico millesimato in Italia e rappresenta uno dei nomi più emblematici del territorio. Cantine Gancia lega il proprio nome alla nascita delle bollicine italiane nel 1865, dopo anni di sperimentazione ispirata ai metodi francesi. Cantine Coppo, attiva dal 1892, unisce una lunga storia familiare a una visione vitivinicola che si estende tra Monferrato e Langhe. Cantine Bosca, infine, porta avanti da oltre sei generazioni una tradizione che ha reso Canelli una capitale internazionale dello spumante.
Oggi le Cattedrali Sotterranee sono visitabili su prenotazione attraverso le cantine proprietarie. La visita conduce in un ambiente sospeso, dove la percezione del tempo si allinea ai ritmi dell’affinamento e il vino continua a custodire, nel silenzio, la memoria profonda della città.
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