FOOD & BEVERAGE

19 Aprile 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Esiste uno champagne che è stato prodotto solo 45 volte in 120 anni

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19 Aprile 2026

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Valentina Alfarano
Champagne Salon
Photo of Leif Carlsson

Esiste uno champagne che è stato prodotto solo 45 volte in 120 anni

Lo Champagne Salon è stato prodotto soltanto 45 volte in oltre centoventi anni, un dato che spiega perché questo nome occupi una posizione unica nella storia del vino. La sua identità si fonda su un principio cardine preciso e irremovibile, ovvero produrre esclusivamente quando le condizioni dell’annata sono ritenute all’altezza del progetto originario.

Dietro questa scelta c’è Eugène-Aimé Salon, nato nel 1867 a Pocancy, ai piedi della Côte des Blancs. Lasciata presto la realtà familiare, si trasferì a Parigi dove costruì la propria fortuna nel commercio delle pellicce, fino a diventare una figura inserita nella vita mondana della capitale. Fu proprio in questo contesto che maturò l’idea di creare uno champagne diverso da quelli disponibili all’epoca.

Nel 1905 realizzò il primo vino per sé e per una cerchia ristretta di amici la cui ispirazione non partiva da una tradizione familiare nel vino bensì da una visione precisa: uno champagne ottenuto solo da Chardonnay, proveniente da un unico villaggio, Le Mesnil-sur-Oger, e prodotto esclusivamente in annate ritenute eccezionali, una scelta controcorrente per il periodo, in cui prevalevano assemblaggi di vitigni e vendemmie diverse. Le uve provengono da circa venti parcelle storiche, tra cui il cosiddetto “Jardin de Salon”, affiancate da conferimenti di viticoltori locali legati alla maison fin dagli inizi del Novecento. Per anni resterà una produzione privata, condivisa con pochi ospiti.

Champagne Salon

Dopo la Prima guerra mondiale, su richiesta degli stessi amici, la produzione venne ampliata e negli anni Venti nacque ufficialmente la maison Champagne Salon, fondata tra il 1911 e il primo dopoguerra quando il progetto passò da consumo privato a distribuzione selezionata. In breve tempo il vino entrò nei circuiti più selezionati di Parigi, fino a essere scelto anche da locali come Maxim’s, al punto da diventare un riferimento per una clientela ristretta.

Durante la Seconda guerra mondiale gran parte delle bottiglie della maison venne requisita dalle truppe naziste, un episodio a cui assistette anche Bernard de Nonancourt, allora giovane membro della Resistenza. Anni più tardi, partecipando alla liberazione dell’Europa, ritrovò quelle stesse bottiglie nel Nido dell’Aquila di Hitler, un evento che contribuì a rafforzare il suo legame con Salon, tanto che mel 1988 sarà proprio Bernard de Nonancourt, figura centrale della maison Laurent-Perrier, ad acquisire Champagne Salon, riportandolo all’interno di una visione fortemente orientata alla qualità. Oggi Salon è gestito insieme a Champagne Delamotte, considerata maison sorella: le due realtà condividono un savoir-faire comune e operano con cantine contigue a Le Mesnil-sur-Oger, pur mantenendo identità distinte.

La particolarità di Salon riguarda soprattutto il metodo produttivo. In oltre un secolo sono state realizzate solo 45 annate, fedele al principio che ogni vendemmia viene valutata e utilizzata solo quando raggiunge standard molto elevati. Tale approccio ha definito l’identità della maison. Ogni bottiglia corrisponde a una sola annata, senza assemblaggi, e segue un lungo periodo di affinamento in cantina, spesso vicino ai dieci anni, prima di essere messa in commercio; la produzione si attesta intorno alle 60.000 bottiglie nelle annate selezionate. La presenza sul mercato resta discontinua, con intervalli anche lunghi tra un’uscita e l’altra.

Champagne Salon

Alcune annate hanno segnato momenti chiave. La 1928 contribuì a consolidare la reputazione iniziale, mentre nel secondo Novecento vendemmie come la 1990 sono diventate punti di riferimento tra gli appassionati. Più recentemente, la 2015 ha rappresentato una nuova uscita dopo anni di attesa, confermando il principio originario, un solo cru, un solo vitigno, una sola annata. La rarità incide direttamente anche sul prezzo. Le bottiglie più recenti superano facilmente i 1.200 euro, come nel caso della 2015, mentre la 2013 si colloca intorno ai 1.400 euro. Alcune annate arrivano a cifre ancora più alte, come la 2012, che può superare i 1.800 euro, numeri che riflettono una disponibilità contenuta e una domanda costante.

Salon ha mantenuto nel tempo una linea coerente con l’idea iniziale del suo fondatore. Una continuità rara, che ha trasformato una produzione nata per uso personale in uno dei casi più riconoscibili e discussi nel mondo del vino.

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