FOOTWEAR

3 Novembre 2026

Articolo di

Anna Paola Parapini

La scarpa bicolore di Chanel che ha fatto la storia

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3 Novembre 2026

Articolo di

Anna Paola Parapini
Chanel Slingback scarpa bicolore storia making of storia
Courtesy of Chanel

La scarpa bicolore di Chanel che ha fatto la storia

Nel 1957 Gabrielle Chanel presenta una slingback beige e nera progettata per essere indossata dalla mattina alla sera. Quasi settant’anni dopo, quella stessa combinazione è ancora uno dei codici più riconoscibili della maison.

Quattro paia per girare il mondo

Nel 1957 Gabrielle Chanel aggiunge una nuova scarpa al guardaroba che aveva contribuito a trasformare negli anni precedenti. La slingback è beige, ha la punta nera e lascia scoperto il tallone attraverso un cinturino sottile. Il tacco misura cinque centimetri. È una scarpa pensata per accompagnare la giornata intera, dal mattino a un cocktail party.

Chanel lo raccontava con la consueta sintesi. «Al mattino usciamo in beige e nero, pranziamo in beige e nero, andiamo a un cocktail party in beige e nero. Una donna è vestita dalla mattina alla sera». La stilista arrivava a dire che quattro paia di scarpe sarebbero state sufficienti per viaggiare nel mondo.

La frase restituisce bene il carattere del modello. La slingback entra nel guardaroba come una calzatura versatile, con un’altezza contenuta e una costruzione che permette di muoversi facilmente. La sua fortuna futura sarebbe dipesa anche da questo.

Una questione di proporzioni

Il beige e il nero rispondono a una scelta che tiene insieme estetica e funzione. Il colore chiaro segue la linea della gamba e contribuisce ad allungarla otticamente. La punta scura produce l’effetto opposto sul piede, facendolo apparire più corto; allo stesso tempo protegge la parte anteriore della scarpa dall’usura e dagli agenti atmosferici.

Il contrasto nasce quindi da una necessità concreta. Chanel aveva già lavorato sull’idea di un guardaroba capace di adattarsi alla vita quotidiana delle donne e la slingback segue la stessa direzione. Il tacco basso favorisce il comfort, mentre la fascia posteriore mantiene il piede in posizione.

All’epoca le scarpe erano spesso realizzate in un solo colore, talvolta scelto in coordinamento con l’abito. La nuova combinazione introduce una variazione in questo panorama. La stampa la ribattezza the new Cinderella slipper, la nuova scarpetta di Cenerentola, e il modello conquista rapidamente l’attenzione.

Coco Chanel Slingback scarpa bicolore 1920 storia

Photo of Denise Tual © Collection Denise Tual. Courtesy of CHANEL

Il lavoro di Raymond Massaro

Per mettere a punto la scarpa, Chanel si rivolge a Raymond Massaro, esponente della storica famiglia di calzolai parigini fondata nel 1894. È lui a realizzare per la stilista la slingback del 1957. La collaborazione continua nella ricerca di una maggiore comodità e porta all’introduzione del cinturino elastico, che rende più agevole la calzata. La versione beige e nera è soltanto l’inizio. Chanel sperimenta il blu navy, il marrone e l’oro per modificare il carattere della scarpa a seconda dell’occasione. Nel corso degli anni cambiano anche la forma del tacco e quella della punta, mentre il disegno di base rimane riconoscibile.

Il rapporto con Massaro prosegue ben oltre la vita della fondatrice. Nel 2002 la maison calzaturiera entra nei Métiers d’art di Chanel, consolidando una collaborazione che continua a legare il lavoro artigianale allo sviluppo delle collezioni.

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Una scarpa che aspettava il suo momento

Una fotografia di Jean Moral del 1937 ritrae Gabrielle Chanel accanto al ballerino Serge Lifar con una calzatura chiara dalla punta scura. Lo scatto precede di vent’anni la presentazione ufficiale della slingback e documenta un accostamento cromatico già presente nel suo immaginario.

La svolta arriva con il modello del 1957, che entra progressivamente nella storia della maison e viene associato anche alle sue clienti più celebri. Tra queste c’è Romy Schneider, fotografata con la slingback nei primi anni Sessanta.

La calzatura era stata progettata per rispondere a esigenze concrete, dalla comodità alle proporzioni del piede. Nel tempo, la sua presenza nelle collezioni e nelle immagini d’archivio le ha attribuito un ruolo sempre più importante nell’identità visiva di Chanel.

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Courtesy of Chanel. © All Rights Reserved.

Lagerfeld la rimette in movimento

Quando Karl Lagerfeld assume la direzione creativa di Chanel nel 1983, trova nella slingback un modello già affermato e decide di esplorarne le possibilità. Nel 1986 la trasforma in una ballerina, dando origine a una nuova versione destinata a entrare nel repertorio della maison. In seguito arrivano sandali, stivali, derby, espadrillas e sneakers, mentre la scarpa viene declinata in materiali diversi, dalla vernice al suede, dal satin al denim.

Il progetto originario offre ampio spazio alla sperimentazione. Il contrasto bicolore può essere trasferito su forme differenti e accostato a superfici inedite, mantenendo un legame con la prima slingback.

Nel 2015 Lagerfeld torna alla versione più vicina a quella del 1957. Durante la sfilata prêt-à-porter autunno-inverno 2015/16, la slingback accompagna ogni look, tornando al centro della collezione quasi sessant’anni dopo il debutto. Dal 2019 anche Virginie Viard interviene sul modello, introducendo nuove interpretazioni attraverso le proprie collezioni.

Una firma nata da una necessità

La slingback continua a essere reinterpretata da Chanel e da Matthieu Blazy attraverso nuove proporzioni e combinazioni cromatiche. Nella collezione Primavera-Estate 2026 la maison riprende il bicolore con versioni dalla punta quadrata e tacchi più alti; per l’Autunno-Inverno 2026 propone ulteriori variazioni di materiali e costruzioni.

A quasi settant’anni dal debutto, la scarpa conserva gli elementi che ne hanno definito il carattere. Attorno a questa base, ogni direzione creativa ha potuto introdurre nuove soluzioni, seguendo i cambiamenti della moda.

La storia della slingback racconta come un’intuizione pratica possa acquistare un valore inatteso con il passare del tempo. La scarpa ideata da Gabrielle Chanel con Raymond Massaro per accompagnare la vita quotidiana è diventata un riferimento della maison attraverso le immagini e le successive interpretazioni. La sua fortuna è stata il risultato di una forma capace di restare attuale, stagione dopo stagione.

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