STYLE

6 Ottobre 2026

Articolo di

Michela Frau

Matthieu Blazy vola sulle ali di Chanel

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6 Ottobre 2026

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Michela Frau

Matthieu Blazy vola sulle ali di Chanel

C’è forse qualcosa che simboleggi la libertà più di uno stormo in volo? Sarà probabilmente stato questo il pensiero che ha portato Matthieu Blazy a scegliere di presentare la sua nuova collezione per Chanel al Grand Palais, per l’occasione popolato da enormi rondoni in volo, e a offrirci un punto di vista privilegiato dal quale osservare l’evoluzione della maison della doppia C.

Di fatto, la storia del marchio è la storia di una donna. Sono passati anni, neanche troppi, prima che Gabrielle, una giovane donna della Francia occidentale che trascorse gli anni dell’adolescenza nell’orfanotrofio dell’Abbazia Aubazine, diventasse Coco Chanel. In mezzo, difficoltà, rivalse e amori travolgenti, passioni e geniali intuizioni. Blazy le ha raccontate tutte, offrendoci un viaggio attraverso le molteplici donne che Mademoiselle è stata e, con lei, la sua maison. Diverse facce di una stessa medaglia. 

Si parte dalla biancheria intima in jersey e da una borsa che non ha bisogno di presentazioni, la 2.55, se non fosse che quella apparsa in passerella è quasi una reliquia, utilizzata dalla stessa Coco e conservata nell’archivio. Si passa poi ai capisaldi del suo heritage. Dai tailleur dalla vita bassa, che oggi, indossati direttamente a contatto con la pelle, si fanno elastici grazie al nuovo tweed smock, ai bottoni bold, alle camelie e agli elementi presi in prestito dal guardaroba maschile, ora decostruito e riassemblato nei gilet tagliati a vivo e indossati con pantaloni o gonne a tubino.

Chanel Spring Summer 2027 sfilata Matthieu Blazy Grand Palais Parigi

Al dialogo con l’arte, che si ritrova nei colorati completi omaggio alle opere di Édouard Vuillard e negli abiti da ballerina in tulle, memoria della «Little Dancer Aged Fourteen» di Edgar Degas. Elementi che Blazy non si limita a riprendere nella concretezza di deliziosi abiti, ma utilizza come espediente creativo per riportare alla luce quella che è sempre stata l’intenzione di Chanel: il movimento. La libertà. Quella che ha donato a se stessa e a tutte le donne e che trova oggi una nuova espressione nella scelta di far sfilare Rachel Ojuromi, giovane modella nigeriana protagonista, tre mesi fa, della riproduzione dei look dello show Métiers d’Art della maison tra le strade di Lagos. Ojuromi ci aveva ricordato che Chanel è soprattutto un’attitudine.

Oggi, Chanel ci racconta che è anche una storia di riscatto. La medesima vissuta da quella bambina della Valle della Loira, a cui la futura Mademoiselle deve tutto. «La bambina che ero è ancora con me. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho ereditato i miei standard elevati, ed è lei che sono riuscita a compiacere». «Nessuno», disse Gabrielle, «mi è più vicino di lei».

Ma lo show non è un nostalgico ripercorrere di ciò che la maison è stata. Tanto che il finale, sulle note di «Gimme More» di Britney Spears, che ad alcuni sarebbe potuto sembrare anacronistico, si rivela invece perfettamente coerente con una sfilata intrisa di modernità. Perché così è sempre stata Mademoiselle, con lo sguardo rivolto al futuro. Pronta, in qualsiasi momento, a spiccare il volo.

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