FOOD & BEVERAGE

29 Marzo 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Château du Clos de Vougeot, il castello simbolo della Borgogna

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29 Marzo 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Château du Clos de Vougeot castello simbolo Borgogna
Photo of Maison Joseph Drouhin

Château du Clos de Vougeot, il castello simbolo della Borgogna

Tra i vigneti della Côte de Nuits, lo Château du Clos de Vougeot continua a rappresentare uno dei luoghi più riconoscibili della Borgogna. Ricco di fascino e storia, questo antico castello è il punto di origine di uno dei Grand Cru più celebri della regione, sviluppatosi nel tempo a partire da un mirato intervento umano sul territorio.

La storia del complesso risale al XII secolo, quando i monaci cistercensi dell’abbazia di Cîteaux iniziarono a costruire e organizzare il vigneto. Il loro intervento fu decisivo, dato che tra il 1110 e il 1190 acquisirono progressivamente terreni che decisero di racchiudere all’interno di una cinta muraria ancora oggi visibile, riuscendo così a trasformare appezzamenti distinti in un’unica proprietà continua. Oltre a occuparsi della coltivazione della vite, la grande intuizione dei monaci fu quella di osservare le differenze tra le varie zone del pendio, cosa che permise loro di iniziare a distinguere le uve in base alla posizione e alla qualità dei suoli.

Le parcelle situate nella parte più alta, considerate più favorevoli, venivano destinate a produzioni di livello superiore, mentre le zone centrali e inferiori restituivano vini con caratteristiche diverse. Tale distinzione, basata sulla posizione delle vigne, rappresenta uno dei primi esempi di lettura del terroir in Borgogna.

Château du Clos de Vougeot castello simbolo Borgogna Grand Cru

Photo of Château du Clos de Vougeot

Nel XVI secolo la struttura si ampliò con l’aggiunta del castello in stile rinascimentale, costruito accanto agli edifici produttivi già esistenti, al cui interno sono ancora riconoscibili gli ambienti destinati alla lavorazione delle uve e alla conservazione del vino, che testimoniano in modo diretto l’organizzazione agricola del complesso.

Il Clos de Vougeot si estende per circa 50 ettari, una dimensione insolita per un Grand Cru della Côte de Nuits. Il vigneto si sviluppa lungo una pendenza leggera, tra i 260 e i 240 metri di altitudine, con variazioni evidenti tra la parte alta, quella intermedia e la fascia più bassa. I suoli cambiano progressivamente, influenzando drenaggio e resa delle vigne, una discontinuità che ha reso determinante la posizione delle parcelle.

Château du Clos de Vougeot castello simbolo Borgogna Grand Cru

Photo of Château du Clos de Vougeot

Non a caso il vigneto è oggi suddiviso tra oltre ottanta proprietari, una peculiarità atipica in Borgogna. Alcuni produttori lavorano porzioni collocate nelle aree più favorevoli: tra questi, Méo-Camuzet, storicamente legato al castello, possiede vigne vicine ai confini con Musigny e Grands Échezeaux, zone considerate tra le più vocate per la produzione di Pinot Nero. Il domaine ha attraversato un passaggio generazionale importante negli anni Ottanta, quando Jean-Nicolas Méo ha assunto la guida dell’azienda introducendo un approccio più diretto alla gestione della vigna e della vinificazione; oggi il domaine coltiva direttamente la totalità delle sue parcelle e ha ampliato la propria attività con una linea parallela di negoce, pensata per mantenere coerenza stilistica anche su produzioni più accessibili.

Château du Clos de Vougeot castello simbolo Borgogna Grand Cru

Photo of JL Bernuy

Dopo la Rivoluzione francese il Clos venne frazionato e cambiò più volte proprietà. Il castello seguì lo stesso percorso fino alla metà del Novecento, quando fu acquisito dalla Confrérie des Chevaliers du Tastevin, che lo ha trasformato nella propria sede e in un punto di riferimento internazionale per la cultura del vino borgognone.

Dal 1945 l’edificio è stato restaurato e trasformato nella sede di questa istituzione, che organizza incontri e cerimonie legate alla cultura del vino. Anche se ai nostri giorni il Château du Clos de Vougeot non svolge più una funzione produttiva, continua a mantenere un ruolo centrale nella storia della Borgogna. Le sue mura racchiudono un modello agricolo nato nel Medioevo e ancora leggibile nel paesaggio attuale, dove ogni parcella continua a raccontare una parte di quella costruzione paziente iniziata dai monaci secoli fa.

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