Château d’Yquem, la leggenda del vino dolce più famoso al mondo
FOOD & BEVERAGE
8 Marzo 2026
Articolo di
Valentina AlfaranoChâteau d’Yquem, la leggenda del vino dolce più famoso al mondo
Tra i paesaggi fiabeschi del Sauternes, a sud di Bordeaux, Château d’Yquem rappresenta da oltre quattro secoli un riferimento assoluto per il vino dolce che ha definito l’idea stessa di eccellenza nel mondo enologico. La sua storia attraversa secoli di potere e trasformazioni, dalle corti europee alle nuove élite internazionali, e nel tempo ha saputo sublimare un prestigio che lo ha portato sulle tavole di Thomas Jefferson e George Washington, diventando simbolo di raffinatezza nel mondo.
Le origini della tenuta e del suo vigneto storico risalgono al 1453, quando l’Aquitania tornò alla Francia e queste colline iniziarono a essere coltivate con una cura destinata a segnare la loro identità viticola. Nel 1593 il nobiluomo Jacques Sauvage ottenne il feudo di Yquem, divenendo il primo di una lunga dinastia di proprietari profondamente legati alla vigna e avviando una tradizione destinata a durare oltre quattro secoli. Le vendemmie tardive – ossia la scelta di lasciare i grappoli sulla pianta fino a una maturazione avanzata, così da concentrare zuccheri e aromi – erano già praticate in quell’epoca, e sotto la famiglia Sauvage vennero costruiti cantina e vigneto, consolidando la reputazione della proprietà durante il regno di Luigi XIV.
Il passaggio decisivo nella storia proprietaria e nell’identità moderna di Yquem avvenne nel 1785 con il matrimonio tra Françoise Joséphine de Sauvage d’Yquem e il conte Louis Amédée de Lur-Saluces. Rimasta vedova dopo pochi anni, Françoise Joséphine guidò la proprietà con determinazione e straordinario senso della responsabilità, consolidando il metodo di raccolta per passaggi successivi e rafforzando l’organizzazione della tenuta con interventi strutturali che ne ampliarono la risonanza internazionale. Nel 1855, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi voluta da Napoleone III, Château d’Yquem ricevette una classificazione unica nella storia di Bordeaux, quella di Premier Cru Supérieur, riconoscimento mai attribuito ad altre proprietà del Sauternes. Da allora la famiglia Lur Saluces rimase custode della tenuta per generazioni.
Tra le figure più emblematiche della storia recente di Yquem emerge Alexandre de Lur Saluces, alla guida dal 1968 al 2004. Fu lui a traghettare la tenuta nel secondo Novecento, rafforzandone il rigore produttivo e difendendone l’identità in un periodo di profonde trasformazioni del mercato internazionale. Figura di riferimento per il Sauternes, contribuì alla diffusione della cultura dei grandi vini di Bordeaux anche attraverso la fondazione dell’International Wine Academy e dell’Union des Grands Crus de Bordeaux.
Quando il gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy manifestò interesse per la proprietà, Alexandre negoziò un accordo che nel 1999 portò all’ingresso di Yquem nell’orbita LVMH, con l’accordo di mantenere però standard e metodo tradizionale e assumendo il ruolo di amministratore delegato fino al 2004.
La tenuta si estende su 113 ettari, di cui circa cento vitati, distribuiti su pendii esposti a sud dove la luce del mattino incontra le nebbie autunnali generate dal Ciron e dalla Garonna; è in questo equilibrio climatico che si sviluppa la Botrytis cinerea, la muffa nobile capace di trasformare gli acini di Sémillon e Sauvignon Blanc in grappoli ad alta concentrazione di zuccheri.
La vendemmia avviene per passaggi successivi tra i filari, con una selezione manuale che può ridurre la resa a un solo bicchiere per pianta; in cantina fermentazione e affinamento seguono tempi calibrati su ogni millesimo. Da questo processo nasce il celebre vino dalla trama aromatica stratificata, in cui albicocca e agrumi maturi si trasformano con l’invecchiamento in frutta candita e spezie, sostenuti da una struttura capace di evolvere per decenni e di ammaliare generazioni di appassionati.
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