STYLE

3 Agosto 2026

Articolo di

Giorgia Monti

Il castello di Yves Saint Laurent, rifugio estivo dello stilista

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3 Agosto 2026

Articolo di

Giorgia Monti
Yves Saint Laurent Château Gabriel castello rifugio normandia
Photo of François-Marie Banier / Musée YSL Paris

Il castello di Yves Saint Laurent, rifugio estivo dello stilista

Yves Saint Laurent nasce il 1º agosto 1936 a Orano, in Algeria, all’epoca territorio francese. Una città vivace, multiculturale e soleggiata che influisce molto sulla crescita e l’estro artistico di un bambino che già sogna di vestire le donne di tutto il mondo. Da quella città sulla costa africana, Yves riesce a immaginare il mondo intero. Timido e fragile, subisce bullismo dai compagni a scuola a causa della sua omosessualità, ma trova rifugio nel disegno e nel teatro; con i colori e l’atmosfera dell’Algeria che segnano profondamente la sua futura estetica stilistica.

Nel 1954, a soli 18 anni, si trasferisce a Parigi, spinto dal desiderio di studiare moda e di sfuggire a un ambiente provinciale che ormai gli va troppo stretto. Una volta stabilitosi nella capitale inizia a frequentare l’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Nello stesso autunno partecipa al prestigioso concorso International Wool Secretariat (IWS): è un momento storico, perché Yves vince il primo premio per la categoria degli abiti, dividendo il podio e la gloria con un altro giovane talento emergente, Karl Lagerfeld, vincitore nella sezione cappotti. Poco dopo viene notato da Christian Dior, e il resto è storia. Yves Saint Laurent inizia a tracciare il suo futuro nel mondo della moda che, ancora oggi, resta indimenticabile e dal valore inestimabile. 

Nonostante il legame viscerale con la capitale francese, conserva dentro di sé lo spirito nomade delle sue origini e ama profondamente viaggiare. Questa sua anima cosmopolita lo spinge a creare rifugi personali in diversi angoli del pianeta, collezionando case straordinarie: dallo splendore esotico della celebre Villa Oasis e dei Giardini Majorelle a Marrakech, passando per l’appartamento-museo di Rue de Babylone a Parigi, ogni dimora rappresenta un pezzo della sua geografia sentimentale e una fonte inesauribile di ispirazione. 

Ma è tra le mura di una residenza in particolare che il suo immaginario estetico incontra la sua massima espressione letteraria e romantica: lo Château Gabriel

L’incredibile castello diventato un rifugio

Lo Château Gabriel è un maestoso maniero situato sulle colline di Benerville-sur-Mer, sulle pendici del Mont Canisy e a brevissima distanza da Deauville, in Normandia. La storia di questa splendida dimora inizia molto prima dell’arrivo del celebre stilista: viene commissionato nel 1874 da Paul Gallimard, ricco investitore e collezionista d’arte parigino, che affida il progetto a Ernest Saintin, l’architetto comunale di Deauville celebre per la sua maestria nel realizzare sontuose residenze. I lavori di costruzione iniziano lo stesso anno e si concludono nel 1883, dando vita a un edificio a più piani in stile neogotico caratterizzato da un grande tetto spiovente riccamente decorato e immerso in 30 ettari di bosco.

Nei decenni successivi la proprietà vive periodi alterni, fino a subire un totale abbandono, soprattutto durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1975 viene acquistata dal colosso tessile francese Bidermann che però non avvia mai un piano di ristrutturazione, lasciando la struttura completamente vuota. Il cambiamento avviene nel 1983, quando la ditta decide di vendere questo maniero di fine ’800 a Yves Saint Laurent e al suo compagno Pierre Bergé, che lo trasformano nel rifugio estivo ideale per sfuggire alla torrida estate di città. Appena acquistata la casa, il leggendario fotografo Horst P. Horst realizza per Vogue un famosissimo ritratto dello stilista, immortalato in giacca e cravatta mentre sorride rilassato sui divani di velluto del castello.

Yves Saint Laurent Château Gabriel castello rifugio normandia

Photo of Horst P. Horst / Vogue, 1983

Come ricorderà lo stesso Bergé: «Abbiamo trascorso ogni estate a Marrakech dal 1966. Ma, stanchi del caldo, abbiamo iniziato ad affittare una casa vicino a Trouville. La ditta tessile Bidermann ci ha venduto questa casa. Era vuota e disabitata sin dai tempi della guerra. C’erano dei buchi nel tetto. È stato Yves ad avere l’idea di Proust. Adoravamo il panorama, una delle viste più belle del mondo. La luce a Deauville è magnifica». Questa preziosa testimonianza è tratta da Les paradis secrets d’Yves Saint Laurent et de Pierre Bergé, uno dei diversi libri interamente dedicati alle splendide residenze possedute dalla coppia in tutto il mondo.

Per la ristrutturazione e l’arredamento dello Château Gabriel, la coppia si affida al celebre interior designer e amico Jacques Grange. Yves Saint Laurent impone una visione artistica ben precisa e la casa riflette l’universo aristocratico e letterario dell’opera Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Ognuna delle numerose stanze da letto, in totale nove, viene infatti battezzata con il nome di un protagonista del romanzo: la camera di Yves prende il nome di Charles Swann, mentre quella di Pierre Bergé viene dedicata al Barone di Charlus; per rendere il tributo totale pare che le iniziali dei rispettivi personaggi siano ricamate a mano sulla biancheria da letto e sui lini coordinati. Inoltre, entrambe le suite private hanno vista sull’estuario in cui la Senna si immette nel Canale della Manica. 

Nel grande salone centrale, l’artista Paul Meriguet dipinge un monumentale murale che si ispira alle celebri ninfee di Claude Monet, mentre l’arredamento della residenza trae profonda illuminazione dallo sfarzo ottocentesco di Re Luigi II di Baviera e dalle sontuose scenografie dei film del regista italiano Luchino Visconti, in particolare dalla pellicola L’Innocente, la preferita di Saint Laurent. Jacques Grange mescola abilmente mobili d’antiquariato, imponenti lampadari di cristallo e pareti rivestite di velluto e arazzi, creando un’atmosfera carica di memorie e romanticismo.

Nel corso della loro vita, la coppia ama collezionare opere d’arte e reperti archeologici e anche la loro dimora estiva viene adornata con numerosi capolavori. All’interno del castello risaltano, infatti, eccezionali dipinti francesi, tra cui Les Lilas di Édouard Vuillard e Luna di Edward Burne-Jones. La preziosa collezione comprende inoltre un love seat (divanetto a due posti) e un candelabro firmati da Claude Lalanne, grandi uccelli decorativi in smalto cloisonné, un monumentale bacile in marmo e un imponente servizio di posate d’argento firmato Christofle composto da oltre 1.200 pezzi.

Il castello è immerso in un enorme parco di 30 ettari che ospita scuderie, un maneggio e una vastissima varietà botanica con oltre 600 specie di piante e fiori. Tra le diverse zone spiccano un maestoso giardino giapponese e uno d’inverno vetrato con palme e orchidee, la parte della casa dove Saint Laurent trascorreva la maggior parte del suo tempo, creato per sfidare il rigido clima normanno. La progettazione e la cura di questo straordinario polmone verde vengono affidate al celebre paesaggista francese Louis Benech, che Pierre Bergé ingaggia a metà degli anni ’80.

Nel 1989, a pochi minuti dal corpo centrale del maniero, Saint Laurent e Bergé fanno costruire nel boso anche una piccola dacia, tipica casa di campagna russa in legno siberiano, dove lo stilista amava progettare le sue collezioni. Questo secondo rifugio segreto viene arredato sempre da Jacques Grange ispirandosi ai Balletti Russi di Diaghilev e ai celebri disegni di Léon Bakst. Inoltre, nonostante il castello evochi atmosfere ottocentesche e letterarie, la coppia lo dota di comfort moderni, tra cui una pista di atterraggio privata per elicotteri nascosta nel parco, utilizzata per raggiungere rapidamente la tenuta da Parigi. 

Yves Saint Laurent Château Gabriel castello rifugio normandia

Photo of Ivan Tereschenko / Musée YSL Paris

L’anno successivo alla morte di Yves Saint Laurent, avvenuta nel 2008, alcune delle eccezionali opere custodite nel maniero vengono vendute all’asta da Christie’s nel corso di un evento storico per il collezionismo mondiale. Poco dopo lo Château Gabriel viene acquistato dalla donna d’affari russa Irina Povarenkina per una cifra stimata di 9,6 milioni di euro; tuttavia, Pierre Bergé decide di mantenere per sé la proprietà della splendida dacia e di una parte del parco circostante, conservandola fino alla sua scomparsa nel 2017. 

Oggi lo Château Gabriel, interamente svuotato dei suoi arredi storici, resta una residenza d’élite rigidamente privata e chiusa al pubblico, custode silenziosa di un passato indimenticabile.

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