FOOD & BEVERAGE

14 Settembre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano

Le etichette di Château Mouton Rothschild sono delle vere opere d’arte

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14 Settembre 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
etichette artisti Château Mouton Rothschild label vino opere d
Photo of Château Mouton Rothschild

Le etichette di Château Mouton Rothschild sono delle vere opere d’arte

Dalí disegnò un ariete, Andy Warhol trasformò il barone Philippe de Rothschild in una sequenza di ritratti, Keith Haring portò sulla bottiglia le sue figure inconfondibili, mentre negli anni successivi altri grandi nomi dell’arte hanno continuato a lasciare il proprio segno sulle bottiglie della maison. A Château Mouton Rothschild il confine tra vino e arte passa da una superficie minuscola, quella dell’etichetta, che dal 1945 cambia volto a ogni vendemmia e compone, annata dopo annata, una straordinaria collezione d’autore.

La storia appartiene a una delle tenute più prestigiose di Bordeaux, situata a Pauillac, nel Médoc, e legata alla famiglia Rothschild dal 1853. Il suo Grand Vin occupa oggi il rango di Premier Cru Classé accanto a Château Lafite Rothschild, Château Latour, Château Margaux e Château Haut-Brion, un riconoscimento arrivato però soltanto nel 1973 dopo una vicenda lunga più di un secolo. Ancora prima di quella consacrazione, Philippe de Rothschild aveva costruito intorno a Mouton un’identità nella quale il vino poteva confrontarsi con l’arte. La storia cominciò in anticipo sui tempi nel 1924, due anni dopo che il giovane barone aveva assunto la guida della proprietà; Philippe introdusse allora l’imbottigliamento integrale allo château, quando il vino veniva ancora consegnato in barrique ai négociants di Bordeaux, e nello stesso anno affidò al cartellonista Jean Carlu la creazione dell’etichetta; fu un episodio isolato, ma ebbe il pregio di anticipare il linguaggio che Mouton avrebbe trasformato nella propria firma visiva.

Nel 1945 commissionò al giovane Philippe Jullian un disegno che celebrasse la vittoria degli Alleati e il ritorno della pace. Sulla bottiglia apparve la celebre “V” di Victory, ispirata al gesto reso famoso da Winston Churchill, e da quell’annata l’incontro tra Mouton Rothschild e l’arte divenne una tradizione.

etichette artisti Château Mouton Rothschild label vino 1945 Philippe Jullian

Da quel momento la successione delle vendemmie iniziò a incrociare la storia dell’arte del Novecento, con opere concepite per uno spazio destinato a entrare nelle cantine e nelle collezioni di tutto il mondo. Jean Cocteau firmò il 1947 e Georges Braque il 1955, fino all’arrivo di Salvador Dalí nel 1958, che scelse l’ariete, emblema di Mouton, e lo affidò a un segno essenziale e immediatamente riconoscibile. Nel 1970 Marc Chagall portò sull’etichetta il proprio immaginario poetico legato alla vite, mentre Joan Miró e Wassily Kandinsky entrarono nella collezione rispettivamente nel 1969 e nel 1971.

Il 1973 intrecciò in modo particolare arte e storia della maison, perché proprio quell’anno si concluse una delle battaglie più celebri di Philippe de Rothschild. Nel 1855 Mouton era stato collocato tra i Deuxième Cru della classificazione voluta in occasione dell’Esposizione universale di Parigi; dopo decenni di iniziative del barone, un decreto firmato da Jacques Chirac, allora ministro dell’Agricoltura, lo elevò al rango di Premier Cru Classé. E sull’etichetta di quell’annata apparve Pablo Picasso, scomparso pochi mesi prima, al quale Mouton rese così omaggio.

etichette artisti Château Mouton Rothschild label vino 1973 Pablo Picasso

La galleria continuò presto con un altro protagonista assoluto del Novecento: nel 1975 Andy Warhol prese alcune fotografie di Philippe de Rothschild e ne accostò diversi ritratti, interpretando il volto del barone attraverso il linguaggio che aveva reso celebre la Pop Art. Più di un decennio dopo, nel 1988, Keith Haring rilesse con ironia il motivo degli arieti danzanti, avvicinandolo alla grafica immediata che aveva portato dalle strade e dalla metropolitana di New York fino ai musei.

Da Francis Bacon ad Antoni Tàpies, fino ad Anish Kapoor, Jeff Koons, David Hockney e Gerhard Richter, la serie ha continuato ad accogliere linguaggi molto diversi e a costruire un racconto che attraversa epoche e movimenti. Gli originali sono conservati allo château in una collezione dedicata, così che le opere nate per essere riprodotte su una bottiglia possano essere osservate anche nella loro forma originaria.

etichette artisti Château Mouton Rothschild label vino 1975 Pablo Picasso

Ogni vendemmia diventa così una pagina di una storia parallela, nella quale la data impressa sulla bottiglia appartiene al vino e, insieme, all’artista che l’ha interpretata. Le etichette di Château Mouton Rothschild hanno finito per costruire un archivio visivo irripetibile, capace di raccontare oltre ottant’anni di incontri tra una grande maison di Bordeaux e l’arte del proprio tempo.

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