Le “chiusure” che si sono trasformate in simboli
STYLE
18 Giugno 2026
Articolo di
Anna Paola Parapini
Le “chiusure” che si sono trasformate in simboli
Nel febbraio del 1955 Gabrielle Chanel presenta una borsa destinata a entrare nella storia della moda. Tra i dettagli che la distinguono c’è una piccola chiusura rettangolare, pensata semplicemente per aprire e chiudere l’accessorio. Due anni prima, Gucci aveva applicato a un mocassino un morsetto ispirato all’equitazione. In entrambi i casi si trattava di elementi funzionali. Oggi quelle stesse componenti sono riconoscibili quasi quanto i marchi che le hanno introdotte. La loro permanenza racconta un fenomeno particolare della moda: alcuni dettagli sopravvivono alle collezioni, attraversano decenni di cambiamenti estetici e continuano a comparire su prodotti molto diversi tra loro. La storia degli accessori è piena di esempi simili. Chiusure, fibbie e sistemi di aggancio progettati per risolvere esigenze pratiche hanno progressivamente acquisito un valore culturale e visivo. Alcuni sono diventati parte integrante del patrimonio delle maison, contribuendo a garantire continuità attraverso epoche e direzioni creative differenti.
Gucci Horsebit, l’eredità del mondo equestre
Nel 1953 Gucci presenta il mocassino Horsebit, destinato a diventare uno dei prodotti più celebri della maison. A caratterizzarlo è il morsetto metallico che richiama il filetto utilizzato nell’equitazione, un riferimento coerente con l’interesse del marchio per il mondo dei cavalli e delle sellerie. Nel corso dei decenni questo dettaglio esce dall’ambito della calzatura e compare su borse, gioielli e accessori. La sua forza risiede nella semplicità della forma, rimasta sostanzialmente invariata dal dopoguerra fino alle collezioni contemporanee.
Photo of Gucci
Chanel Mademoiselle Lock, una firma discreta
La chiusura della Chanel 2.55 nasce insieme alla borsa presentata nel febbraio del 1955. Oggi è conosciuta come Mademoiselle Lock, un nome che richiama la scelta di Gabrielle Chanel di non sposarsi mai. Prima dell’introduzione della celebre doppia C intrecciata, questo elemento rappresentava il principale segno distintivo della borsa. Ancora oggi continua a occupare una posizione centrale nelle riedizioni storiche della 2.55, molto apprezzate da collezionisti e appassionati della maison.
Photo of Chanel
Hermès Padlock, il lucchetto come segno distintivo
Il lucchetto associato alle borse Kelly e Birkin deriva da una funzione concreta legata alla chiusura dell’accessorio. Con il passare degli anni la sua presenza ha assunto una rilevanza crescente nell’immaginario Hermès. La forma del Padlock compare oggi anche in gioielli, charms e piccoli accessori. La continuità di questo elemento testimonia il modo in cui la maison ha valorizzato dettagli provenienti dalla tradizione artigianale della pelletteria.
Ferragamo Gancini, un motivo nato dall’architettura
Tra i simboli più riconoscibili di Ferragamo figura il Gancini, introdotto nei primi anni Settanta. La sua forma si ispira alle strutture metalliche presenti a Palazzo Spini Feroni, sede fiorentina della maison dal 1938. Nel corso degli anni il motivo è stato applicato a fibbie, chiusure e accessori di diverse categorie. La ripetizione costante del Gancini ne ha rafforzato la riconoscibilità, rendendolo uno dei segni più stabili nella storia del marchio.
Bottega Veneta Knot, da soluzione funzionale a codice della maison
Quando Bottega Veneta viene fondata a Vicenza nel 1966, il nodo compare già nei suoi accessori. In un periodo in cui molte borse puntano su strutture rigide e hardware vistosi, la maison sviluppa modelli più morbidi e adattabili alla vita quotidiana. Il nodo viene utilizzato per regolare manici e tracolle, permettendo di modificarne la lunghezza e accompagnando la flessibilità che caratterizza le prime creazioni del marchio.
Nel corso degli anni questo dettaglio continua ad attraversare la storia della maison fino al 2001, quando Tomas Maier lo riporta al centro dell’attenzione con la Knot Clutch. Ispirandosi a un modello d’archivio degli anni Settanta, il direttore creativo introduce una chiusura metallica che richiama una corda annodata e trasforma un elemento già presente nell’heritage del brand in uno dei suoi simboli più riconoscibili. Da allora il nodo continua a comparire nelle collezioni Bottega Veneta, dalle borse alle calzature, mantenendo un legame diretto con la tradizione artigianale della maison.
Photo of Bottega Veneta
Fendi e la fibbia della Baguette
Quando Silvia Venturini Fendi disegna la Baguette nel 1997, introduce una borsa destinata a segnare la storia degli accessori contemporanei. Tra gli elementi che ne favoriscono la riconoscibilità figura la fibbia frontale con il motivo FF, creato da Karl Lagerfeld già negli anni Sessanta. La chiusura diventa parte integrante dell’immagine della Baguette e contribuisce alla diffusione del modello, soprattutto nei primi anni Duemila. Ancora oggi resta uno dei dettagli più associati alla famiglia di accessori Fendi.
Dior e le iniziali CD
Nel corso della sua storia Dior ha utilizzato più volte il monogramma CD come elemento funzionale all’interno della pelletteria. Diverse borse contemporanee incorporano infatti una chiusura basata sulle iniziali della maison. Questo dettaglio consente di integrare il logo direttamente nella struttura dell’accessorio. L’apertura e la chiusura diventano così parte dell’esperienza d’uso, rafforzando il legame tra funzione e identità visiva.
I dettagli che attraversano le epoche
La storia della moda viene spesso raccontata attraverso silhouette, materiali e campagne pubblicitarie. Alcuni dei segni più duraturi occupano però uno spazio molto più ridotto. Una fibbia, un morsetto o un lucchetto possono attraversare decenni mantenendo intatta la loro riconoscibilità.
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