A Torino la colazione è una cosa seria
FOOD & BEVERAGE
3 Marzo 2026
Articolo di
Nadia Afragola
A Torino la colazione è una cosa seria
Torino ti cattura già al mattino, quando l’aria è ancora sottile e sotto i portici il ritmo della città cambia. Il centro si accende per gradi. Le serrande si alzano e le macchine del caffè si scaldano, mentre le vetrine piene di lievitati iniziano a profumare di burro e tostature.
La colazione a Torino è una questione di precisione. Estrazioni ben calibrate, impasti lavorati con cura, sfoglie stratificate, creme montate al punto giusto. E, soprattutto, è una geografia compatta. In pochi isolati si passa dal grande caffè storico alla bakery contemporanea, dal salotto d’epoca al banco più tecnico.
In questa mappa, i caffè storici contano più di quanto si creda, perché rappresentano vere e proprie istituzioni urbane. A Torino hanno costruito un modello di accoglienza fatto di tempi lenti e servizio rigoroso, di sale che custodiscono memoria e di un’idea precisa di convivialità cittadina. Sono luoghi che hanno educato la città al gusto.
Sedersi a un tavolino in Piazza San Carlo significa scegliere un luogo in cui contano atmosfera, continuità e qualità del gesto; attraversare Piazza Carignano vuol dire entrare nella Torino più scenografica, dove il contesto valorizza il rito semplice del mattino.
Abbiamo visitato sei insegne che raccontano bene questa identità. Ciascuna con una proposta riconoscibile, una firma precisa e un’idea chiara di colazione — che sia tradizione piemontese, viennoiserie d’autore, panificazione contemporanea o pasticceria da laboratorio. Sei tappe diverse, unite dalla stessa evidenza: in centro, a Torino, il buongiorno è un’esperienza costruita nei dettagli.
Maicol, Croissant Pane Pasticceria
Via San Tommaso, 27c – Torino
Perché? Perché rappresenta la Torino contemporanea della viennoiserie. Una croissanterie moderna più che un bar tradizionale.
Maicol, alias Maicol Vitellozzi e Francesca Corbo, è la dimostrazione che oggi la colazione può essere anche un gesto urbano, veloce, quasi da collezionare. Siamo in Via San Tommaso 27c, a due passi da Piazza Castello. Un indirizzo che ha l’energia delle bakery contemporanee, piccole e densissime di desideri, con un banco che sembra progettato per farti perdere il senso della misura. Qui si viene per l’asporto (anche perché lo spazio invita a prendere e andare), ma la memoria del morso resta a lungo: sfogliati creativi, croissant iconici, forme che giocano con l’estetica e poi, quando assaggi, tengono la promessa. È una colazione che ha dentro la Torino di adesso: precisa, un po’ audace.
Cosa consigliamo? Quattro prodotti, con una linea tecnica chiara: impasto da cornetto all’italiana declinato in forme “signature” e ripieni costruiti per stratificazione di consistenze.
I due più iconici sono Cubo e Pianeta. Il Cubo parte da un cornetto all’italiana modellato in forma cubica e farcito internamente con crema pasticcera: un grande classico, pulito, giocato sulla geometria e sulla precisione di sfoglia e cottura.
Il Pianeta nasce come evoluzione concettuale del Cubo: mantiene l’idea di “pezzo firma” ma sostituisce la farcitura lineare con un ripieno più complesso. All’interno, infatti, trova spazio un babà (altro lievitato) bagnato al caffè, completato da crema tiramisù al mascarpone. È una scelta che punta a rivoluzionare il ripieno, spostandosi dalla “solita crema” a un impianto da dessert: funziona perché richiama un gusto immediatamente riconoscibile (tiramisù) e perché lavora bene su umidità, morbidezza e rotondità aromatica, oltre a vincere per l’impatto visivo della forma — non a caso è tra i più venduti.
Il terzo prodotto è il Pan Suisse, realizzato con impasto da croissant e caratterizzato da una colorazione intensa data dall’impiego di cacao extra dark. Anche qui il ripieno non è canonico: al posto della classica crema, Maicol inserisce un cookie al cioccolato con scaglie di cioccolato al latte, pensato per restare morbido al cuore ma con un contrasto di texture amplificato dalla finitura superficiale, più croccante.
Chiude il pezzo alla mela, sempre su base croissant, dove la farcitura lavora su doppia consistenza: mela in polpa e in pezzi, per mantenere croccantezza e masticabilità. La finitura completa il profilo aromatico con crema pasticcera alla vaniglia e un dettaglio estetico molto riconoscibile: dischetto di frolla a forma di mela, con due piccoli punti di cioccolato a simulare i semi.
Caffè San Carlo
Piazza San Carlo, 156 – Torino
Perché? Per contesto e peso culturale: affacciato su Piazza San Carlo, dal 1822, è stato (ed è) un punto di ritrovo cittadino.
Sotto i portici di Piazza San Carlo, Caffè San Carlo è Torino che mette i gioielli. Un interno sfarzoso, fatto di stucchi, statue, marmi e quella sensazione di entrare in un luogo che ha visto passare epoche. È un pezzo di città e qui la colazione ha due anime: quella classica, impeccabile, e quella più attuale, con lievitati e proposte curate come si curano le cose importanti. È il posto giusto quando vuoi che il mattino assomigli a un piccolo evento, anche se hai “solo” ordinato un cappuccino.
Cosa consigliamo? La Carla è il loro signature, il prodotto con cui l’insegna si è fatta riconoscere dal grande pubblico e che resta, ancora oggi, il riferimento della colazione. Nasce da un’idea di forma precisa — un “occhio” — sviluppata dallo chef insieme alla pastry chef Andrea Celeste Allione, in brigata dal primo giorno, con un percorso di formazione legato alla scuola di Christian Costardi (dai tempi di Vercelli). Sul piano aromatico, La Carla lavora per stratificazione: impasto al cacao, caramello salato e caffè, in un equilibrio costruito tra nota amara, dolcezza e componente tostata.
Pescando nel menu più recente, la proposta si allarga con due interpretazioni molto diverse ma coerenti per pulizia tecnica. Il Multicereale è una preparazione più “fresca” e bilanciata, che gioca su contrasti e consistenze: yogurt greco, pompelmo, litchi e granola per una colazione più croccante.
Il Cestinetto invece torna su registri classici e golosi, con zabaione e cioccolato, puntando su cremosità e rotondità. Tra i lievitati, c’è poi un prodotto che è diventato quasi intoccabile per richiesta del pubblico: il Danish ai frutti di bosco. Un grande classico di sfoglia, sempre presente perché “di culto”, che continua a funzionare per immediatezza e riconoscibilità.
Perino Vesco
Via Cavour, 10 – Torino
Perché? Perché qui la colazione nasce dal forno, a vista!
Perino Vesco è una di quelle colazioni che sanno di “pane vero”, di forno che lavora mentre Torino si sveglia. In Via Cavour, quindi centro pieno, ma con quell’aria da strada elegante e vissuta, trovi un panificio che è anche caffetteria, pensato per chi al mattino vuole scegliere: dolce, salato, o entrambe le cose (perché a volte è l’unico modo sensato di cominciare). Lievito madre, farine biologiche italiane, sfornate quotidiane: qui la qualità non è dichiarata, è evidente. E poi c’è l’atmosfera: luminosa, semplice, accogliente. Ti viene voglia di restare, anche solo per guardare il banco e decidere con lentezza.
Cosa consigliamo? Tre lievitati raccontano bene la loro mano sulla viennoiserie. Il Pan Suisse, uno sfogliato a più strati con crema cotta in farcitura e inserto di cioccolato fondente in barretta, pensato per un morso pieno ma equilibrato tra burro, vaniglia e nota amara. Il Cinnamon roll che nasce da un impasto briosciato arrotolato, con cannella in evidenza e una struttura soffice, più “morbida” rispetto alla sfoglia, ideale per chi cerca rotondità e speziatura. Il croissant classico vuoto, lavorato in sfogliatura tradizionale, asciutto e fragrante, dove la qualità sta tutta nella lamellatura, nella cottura e nella pulizia del burro.
Caffè Baratti & Milano
Piazza Castello, 29 – Torino
Perché? Perché ha il peso di una istituzione. Aperto nel 1875 si fregia dello stemma Sabaudo come fornitore della Casa Reale.
Entrare da Baratti & Milano è fare un salto dentro la Torino più cinematografica. La Galleria Subalpina, Piazza Castello lì fuori, e dentro un mondo di luci calde, boiserie, eleganza che non ha bisogno di spiegarsi. La storia qui è dichiarata (dal 1875), ti accompagna e a colazione diventa piacere puro — tra pasticceria, piccoli mignon, gianduia, e quel modo torinese di unire golosità e compostezza. C’è anche il bicerin, simbolo cittadino, che qui continua a vivere come un rito. È una tappa che si fa per ricordarsi quanto può essere bella una città quando decide di mostrarsi al meglio.
Cosa consigliamo? Giochiamo su due pilastri tecnici — caffetteria/cioccolateria di casa e pasticceria da banco — con alcuni prodotti che sono veri “must” per identità e continuità. Il primo è il bicerin, bevanda simbolo di Torino, proposto in una versione aderente alla tradizione: un terzo di cioccolata calda, un terzo di caffè 100% Arabica in estrazione corta, e un terzo di crema di latte, per ottenere una stratificazione netta e un sorso progressivo tra tostatura, cacao e morbidezza lattica.
La cioccolata calda — disponibile in tre varianti — è un altro consiglio naturale, soprattutto nella versione con panna. La lavorazione è volutamente più “materica” rispetto a una classica cioccolata da bar. In produzione viene inserito un passaggio in cui si sciolgono direttamente le tavolette di fondente Baratti & Milano, così da ottenere maggiore densità e una tessitura più compatta, costruita sulla qualità del cioccolato.
Sul fronte dolci, la Torta Baratti & Milano è un signature senza stagioni: base di pan di Spagna con leggera bagna alcolica e componente al cioccolato fondente dominante, pensata per essere intensa ma pulita. Viene servita con ciuffo di panna e un tocco di frutta fresca — mora o lampone secondo disponibilità — per dare acidità e alleggerire il finale.
Per chi preferisce la viennoiserie, ci sono gli sfogliati su impasto da croissant, declinato in formati diversi: una treccia con crema e nota di cannella, e una chiocciola con gianduia e noci, proposta come esclusiva di Baratti & Milano, dove la sfoglia lavora per stratificazione e il ripieno per rotondità e persistenza.
Farmacia Del Cambio
Piazza Carignano, 2 – Torino
Perché fa da ponte tra la Torino che custodisce il tempo e quella che lo reinventa.
C’è un punto, in Piazza Carignano, in cui Torino sembra fermarsi apposta: per farti entrare. La Farmacia Del Cambio è una parentesi intima, un luogo che conserva il fascino “d’altri tempi” e lo traduce in gesto quotidiano, dalla viennoiserie al caffè bevuto con calma, con il dehors affacciato su una delle piazze più teatrali della città. È la versione più gentile dell’alta cucina: quella che non alza la voce, ma cura ogni dettaglio. E ti fa sentire, anche solo per una colazione, dentro una storia più grande.
Cosa consigliamo? La Brioches 1757, un lievitato a impasto brioche arricchito con pralinato, con una componente tostata che dà profondità, e farcito con crema al gianduia, pensata per restare rotonda e persistente senza appesantire.
La Veneziana al Caffè nasce sulla stessa base d’impasto, ma con inserimento di pasta di caffè per accentuare la tostatura già in fase di lavorazione; la farcitura è una crema al caffè, più verticale e pulita, costruita per accompagnare l’espresso senza sovrapporsi. La parte più “da dessert” è la Frangipane ai lamponi, composta da un guscio di pasta frolla con ripieno di crema frangipane, rifinita da una fascia sottile di cioccolato fondente che aggiunge tono amaro, quindi completata con crema pasticcera e lamponi freschi per spinta acida e contrasto di consistenze.
La firma è della pastry chef Giorgia Mazzuferi (26 anni), con cinque anni di esperienza alla guida della partita dolci del gruppo Del Cambio tra Ristorante Del Cambio, Bar Cavour e Farmacia Del Cambio.
Tarì, Cake Lab Viennoiserie
Via Giuseppe Mazzini, 29a – Torino
Perché? Perché ha un’identità di progetto. È la “quota creativa” del centro torinese firmata da Maria Tamburrano e Giacinto Rignanese.
Tarì ha il ritmo delle nuove mete, ci arrivi e capisci subito che conviene farlo presto, perché le cose buone finiscono. In Via Mazzini, nel cuore del centro, la viennoiserie diventa terreno di gioco. Sfogliati generosi, croissant farciti al momento che strizzano l’occhio alle tendenze ma con una mano sicura. E poi ci sono le “idee” che diventano oggetti del desiderio — come la Mole Croissant in tiratura limitata, dichiarazione d’amore alla città in forma burrosa e scenografica. Tarì è Torino che si rinnova senza perdere identità: la colazione come piccola festa, da scegliere con entusiasmo.
Cosa consigliamo? Tre pezzi, ognuno dei quali sintetizza bene identità, tecnica di sfoglia e lavoro sui ripieni. Il primo è la Mole, il prodotto iconico: un croissant realizzato con sfogliatura “al contrario” (laminazione pensata per spingere la croccantezza esterna e mantenere un interno più morbido e fondente), farcito con una mousse al bicerin analcolica, costruita sulle note tipiche torinesi di caffè, cacao e panna. È un pezzo che funziona a 360° perché unisce riconoscibilità visiva e profilo aromatico territoriale.
Il secondo è Il Bacio, nato da un’intuizione sulla forma. Invece di una classica sfera, interpretano il concetto come un bacio di dama, quindi due mezze sfere. Anche qui torna la sfogliatura al contrario, con un guscio molto crisp in superficie. Le due metà sono farcite con crema alla nocciola e poi unite da crema gianduia, per richiamare in modo diretto il gusto “nocciola-cacao” del bacio di dama. In più è pensato per la condivisione: si separano le due calotte e il pezzo diventa naturalmente “da dividere”.
Il terzo è Tarimisù, che riprende il tiramisù nel gusto ma lo traduce in un formato da viennoiserie: la forma richiama un éclair, con all’interno un brownie bagnato al caffè al posto del savoiardo, sormontato da crema al mascarpone. La finitura è essenziale ma scenografica, con decorazione in foglia d’oro, per dare un tocco da pastry “da vetrina” senza spostare l’equilibrio aromatico.
Il bello però, alla fine, è il percorso
Messe in fila, queste sei colazioni sembrano una passeggiata naturale: Carignano, Cavour, San Carlo, Castello, Mazzini. Un centro che si lascia attraversare come una mappa emotiva, dove ogni insegna è un modo diverso di dire “buongiorno”. Torino fa questo: trasforma la routine in estetica, e l’estetica in sostanza. E ti insegna che la giornata può partire benissimo anche solo con una sfoglia tra le dita e la città, finalmente, tutta davanti.
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