MOTORS

19 Gennaio 2026

Articolo di

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Valentina Alfarano

Il mitico Concorde, l’iconico aereo degli anni ’70 che sorvolava i cieli tra lusso ed eleganza

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19 Gennaio 2026

Articolo di

Valentina Alfarano
Concorde aereo lusso food champagne British Airways
British Airways

Il mitico Concorde, l’iconico aereo degli anni ’70 che sorvolava i cieli tra lusso ed eleganza

Per un certo periodo, negli anni Settanta il lusso ebbe una forma precisa e assolutamente non convenzionale, volava a oltre duemila chilometri all’ora, lasciava dietro di sé una scia di fiamme arancioni al decollo e trasformava l’Atlantico in un semplice intervallo tra due calici di champagne: il Concorde, aereo supersonico civile nato dalla collaborazione tra Francia e Regno Unito, non fu soltanto un mezzo di trasporto. Fu un simbolo culturale, un manifesto di potere, progresso e desiderio, e soprattutto un’esperienza senza precedenti, concepita per non essere replicabile.

Nato dalla collaborazione tra Francia e Regno Unito ed entrato in servizio nel 1976, il Concorde incarnava un’idea oggi quasi impensabile: il viaggio come rito esclusivo, riservato a pochi, in cui il tempo diventava uno status symbol. Volare assunse un significato nuovo e radicale: non si trattava più di spostarsi, ma di arrivare prima degli altri, talvolta addirittura “prima di essere partiti”! Ambizioso, visionario e deliberatamente elitario, a bordo del Concorde il tempo si piegava. La tratta Londra–New York veniva percorsa in circa tre ore e mezza, dimezzando i tempi dei voli tradizionali.

A quota 18.000 metri il cielo si faceva blu scuro, la curvatura della Terra diventava visibile e la sensazione era quella di trovarsi al confine con lo spazio. Era questo, più di ogni comfort materiale, il vero lusso: la percezione fisica e mentale di vivere qualcosa di irripetibile.

Concorde aereo lusso food champagne British Airways

British Airways

Il Concorde era destinato a un’élite precisa: capi di Stato, imprenditori, star del cinema e della musica, viaggiatori per cui il tempo valeva più di qualsiasi altra cosa. Non a caso le uniche compagnie ad averlo operato furono Air France e British Airways, che ne fecero il fiore all’occhiello della propria immagine internazionale, più che un semplice prodotto commerciale. Salire a bordo del Concorde non era mai un gesto banale, e l’esperienza iniziava già a terra, con check-in dedicati, lounge riservate e personale selezionato secondo criteri rigidissimi. Una volta varcata la soglia dell’aereo, l’atmosfera cambiava radicalmente: niente classi, niente separazioni, circa cento posti per passeggeri accomunati dalla consapevolezza di far parte di un club esclusivo, temporaneo ma potentissimo.

La cabina, per scelta progettuale, non era opulenta: Spazi ridotti, cappelliere strette, nessun intrattenimento. Ma tutto questo passava in secondo piano: il Concorde poteva permettersi queste rinunce perché il tempo di volo era breve e l’attenzione del personale totale. Ogni gesto, dal servizio al tono della voce, era calibrato su un’idea di eleganza discreta e impeccabile.

È qui che il Concorde diventava davvero unico. In un’epoca in cui il cibo a bordo era ancora spesso funzionale, il supersonico trasformò la gastronomia in parte integrante del mito. Sin dal volo inaugurale del 1976, il menù fu affidato allo chef francese Paul Bocuse, padre della nouvelle cuisine, che stabilì uno standard di eccellenza destinato a fare scuola. A bordo si servivano caviale, aragosta, foie gras, tournedos di manzo, dessert di alta pasticceria. I piatti, preparati a terra e rigenerati in volo, venivano presentati su porcellane pregiate e accompagnati da posate in argento e tovagliato in lino.

Il servizio era rapido – il tempo non lo permetteva – ma mai affrettato, sempre attento alla presentazione e al rituale. Anche il gusto era una questione tecnica: a quelle altitudini la percezione dei sapori si riduceva sensibilmente, per questo i menù venivano studiati con aromi più netti e consistenze morbide, capaci di mantenere equilibrio e profondità nonostante l’aria secca e la pressione della quota. Sul Concorde anche il gesto dello champagne divenne un rito. Ogni volo transatlantico consumava decine di bottiglie, servite senza parsimonia. British Airways privilegiava maison come Krug e Laurent-Perrier, mentre Air France proponeva Dom Pérignon e Bollinger, affiancati da grandi vini di Bordeaux e Sauternes leggendari.

Bere champagne a Mach 2, sopra l’Atlantico, diventava un gesto simbolico: un brindisi al progresso, alla velocità, all’idea che il futuro fosse già iniziato. Alcuni menù storici del Concorde sono oggi oggetti da collezione battuti alle aste, testimonianza di un’epoca in cui anche una carta dei vini poteva diventare mito.

Il Concorde cessò il servizio passeggeri nel 2003. I costi di gestione altissimi, i consumi, la manutenzione estrema e il tragico incidente del 2000 ne segnarono la fine. Ma il suo mito rimase intatto. Oggi, nell’era dei voli low cost e dell’efficienza a ogni costo, il Concorde appare come l’ultima grande utopia del lusso moderno: un tempo in cui viaggiare significava distinguersi, in cui la velocità era sinonimo di eleganza e in cui persino un volo di tre ore poteva trasformarsi in un’esperienza memorabile. Non fu solo un aereo, fu un’idea. E come tutte le idee davvero potenti, non ha mai smesso di volare.

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