Le spettacolari crayères sotterranee, antiche grotte dove riposa lo champagne
FOOD & BEVERAGE
18 Marzo 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Le spettacolari crayères sotterranee, antiche grotte dove riposa lo champagne
Nel sottosuolo di Reims, capitale storica della Champagne, si sviluppa uno dei paesaggi sotterranei più estesi e significativi d’Europa: le crayères della Champagne, antiche cave di gesso trasformate nel tempo in cantine sotterranee dove lo Champagne matura per anni in condizioni naturali ideali.
Al di sotto della città delle incoronazioni dei re di Francia e cuore delle grandi maison si estende una rete di cavità scavate nella craie bianca, con profondità che raggiungono i quaranta metri. Realizzate in epoca gallo-romana per l’estrazione della pietra da costruzione, queste strutture sotterranee sono state trasformate nei secoli in spazi destinati all’affinamento e ancora oggi milioni di bottiglie riposano lungo pareti modellate dal tempo, protette da un microclima naturale che assicura stabilità e maturazione lenta. In superficie la cattedrale gotica e le architetture ricostruite dopo la Grande Guerra testimoniano la storia civile e religiosa della città; in profondità si conserva il vino che ne ha accompagnato la rinascita economica.
Dal 4 luglio 2015 il sito denominato “Coteaux, Maisons et Caves de Champagne” è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, riconoscimento che riguarda un sistema territoriale che comprende vigneti storici, architetture legate alla produzione e cantine sotterranee, tra cui le celebri crayères di Reims. L’UNESCO lo ha classificato come “paesaggio culturale”, categoria che valorizza l’interazione nel tempo tra ambiente naturale e attività umana, sottolineando come la geologia del gesso e l’organizzazione produttiva abbiano modellato il territorio.
Photo of Veuve Clicquot
Le cavità, modellate nel gesso bianco formatosi nel Cretaceo, in origine fornivano materiale per edificare case, chiese e palazzi; nel tempo sono diventate ambienti perfetti per l’affinamento, veri labirinti sotterranei che custodiscono un patrimonio produttivo e culturale. La temperatura stabile tra 10 e 12 gradi, l’umidità elevata e l’assenza di luce e vibrazioni creano condizioni ideali per la maturazione lenta dello Champagne, consolidando il legame tra geologia e sapere enologico.
Tra gli esempi più significativi vi sono le cantine della Maison Ruinart, insediate nella collina di Saint-Nicaise dal 1877. Qui una rete di circa otto chilometri distribuiti su tre livelli scende fino a 38 metri di profondità; le pareti di gesso, di un bianco luminoso, restituiscono con immediatezza la natura del terroir champenois e raccontano una parte essenziale del savoir-faire della maison.
Photo of Ruinart
Durante la Prima Guerra Mondiale produzione e uffici furono trasferiti in questi ambienti per proteggere l’attività dai bombardamenti e oggi le crayères di Ruinart sono l’unico sito della città di Reims inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e classificato anche come sito storico. In questi spazi si svolgono fasi decisive come il tiraggio, la presa di spuma e il remuage, mentre le cuvée riposano per anni secondo la tipologia.
Photo of Pommery
Accanto a Ruinart, altre grandi maison hanno scelto il sottosuolo di Reims per l’affinamento delle proprie bottiglie. Veuve Clicquot dispone di una vasta rete di gallerie; Taittinger utilizza ambienti collegati all’antica abbazia di Saint-Nicaise; Pommery ha valorizzato le proprie cave integrando patrimonio storico e interventi artistici contemporanei. Il riconoscimento UNESCO coinvolge anche l’Avenue de Champagne a Épernay, i coteaux storici di Mareuil-sur-Aÿ e centinaia di comuni della denominazione AOC, delineando un sistema territoriale che unisce vigneti, architetture e cantine sotterranee.
La stessa craie che ha fornito pietra per costruire la città alimenta i suoli dove crescono Chardonnay e Pinot Noir, e sotto Reims il tempo continua a lavorare lentamente sulle bottiglie, trasformando queste gallerie in uno dei patrimoni storici e culturali più emblematici della Champagne.
Photo of Taittinger
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