Il giorno in cui Ferrari prese il volo
MOTORS
24 Ottobre 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Il giorno in cui Ferrari prese il volo
Nel circuito di Fiorano, dove la Ferrari sviluppa e collauda le proprie automobili, si trova un velivolo che sembra appartenere a un mondo completamente diverso da quello delle quattro ruote: è un Lockheed F-104G Starfighter, un caccia supersonico con la fusoliera interamente dipinta di Rosso Corsa, le ali sottilissime e gli inconfondibili scudetti del Cavallino Rampante sulle fiancate; una presenza sorprendente per un luogo simbolo dell’automobilismo, dietro la quale si nasconde una vicenda che riporta al 1989 e a uno dei piloti più amati della storia Ferrari, Gilles Villeneuve.
L’aereo, identificato dalla matricola militare MM6546, aveva alle spalle oltre venticinque anni di servizio nell’Aeronautica Militare italiana, durante i quali aveva accumulato più di 3.300 ore di volo; era entrato in attività nel novembre 1963 e aveva concluso la propria carriera operativa nel maggio 1989, pochi mesi prima di ricevere una colorazione che avrebbe cambiato per sempre il suo aspetto. La trasformazione nacque nell’ambito del rapporto fra il 4° Stormo di Grosseto e il Ferrari Club Italia, due realtà accomunate anche da un emblema dalla storia singolare. Il Cavallino Rampante, infatti, apparteneva al mondo dell’aviazione molto prima di diventare il simbolo della Ferrari. Durante la Prima guerra mondiale, l’asso Francesco Baracca lo portava sulla fusoliera dei propri aerei e fu sua madre, la contessa Paolina, a suggerire successivamente a Enzo Ferrari di adottarlo come portafortuna. Il fondatore della casa di Maranello accolse quel suggerimento, dando origine a uno degli stemmi più riconoscibili dell’automobilismo, mentre il 4° Stormo avrebbe continuato a custodire l’eredità dell’aviatore attraverso le proprie insegne; questa storia comune assunse un significato particolare nel 1981, quando Gilles Villeneuve si presentò al Gran Premio di Monaco con lo stemma del 4° Stormo applicato sul casco. Il pilota canadese vinse quella gara al volante della Ferrari 126 CK, una monoposto equipaggiata con un motore turbo che proprio in quella stagione aveva inaugurato una nuova fase tecnica per la scuderia.
Pochi mesi dopo, il 21 novembre, Villeneuve fu protagonista di un episodio ancora più insolito, quando l’aeroporto militare di Istrana, in provincia di Treviso, ospitò una gara di accelerazione fra automobili di Formula 1 e caccia F-104S Starfighter. Davanti a circa centomila spettatori, il canadese si confrontò con uno dei velivoli più celebri dell’Aeronautica Militare, affrontando una prova nella quale gli aerei avrebbero dovuto mantenere il contatto con la pista e rinunciare all’impiego del postbruciatore. Anche la Ferrari 126 CK venne preparata per l’occasione, con la rimozione dell’alettone posteriore che consentiva di ridurre la resistenza aerodinamica. Il risultato premiò Villeneuve, capace di precedere lo Starfighter e di aggiungere alla propria carriera una vittoria decisamente fuori dall’ordinario. La sua morte, avvenuta l’8 maggio 1982 durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio, avrebbe reso ancora più significativo il ricordo di quella giornata. Fu proprio per celebrare quel legame che, il 17 settembre 1989, all’aeroporto militare di Grosseto venne presentato uno Starfighter dall’aspetto completamente rinnovato. Gli specialisti del 4° Reparto Manutenzione Velivoli avevano utilizzato una vernice rossa fornita direttamente dalla Ferrari, trasformando l’F-104G in un esemplare celebrativo destinato alla casa automobilistica. La livrea conservava un richiamo all’Aeronautica Militare attraverso il simbolo del 4° Stormo sulla coda, mentre gli scudetti Ferrari risaltavano ai lati delle prese d’aria. Sulla fusoliera compariva inoltre la sigla 4-27, nella quale il numero del reparto militare era affiancato al celebre numero di gara di Villeneuve, dettaglio che rendeva immediatamente riconoscibile il significato della dedica, affidando alla superficie dell’aereo il ricordo del pilota canadese.
La presentazione si svolse nell’hangar del 20° Gruppo alla presenza di rappresentanti dell’Aeronautica e della Ferrari, fra i quali figuravano anche Joanna Villeneuve, vedova del pilota, e il figlio Jacques, futuro campione del mondo di Formula 1 nel 1997. Per l’occasione, la base accolse circa cento Ferrari appartenenti ai soci del Club, alle quali si aggiunsero tre F40 e una Testarossa messe a disposizione da Maranello. Nel pomeriggio il pubblico poté assistere anche a una gara automobilistica organizzata all’interno dell’aeroporto, con ufficiali dell’Aeronautica affiancati dai collaudatori Ferrari. Lo Starfighter rosso venne quindi donato alla casa di Maranello e, nell’aprile del 1990, trovò la propria collocazione definitiva all’interno del circuito di Fiorano, dove è ancora conservato. La sua presenza rappresenta un capitolo poco conosciuto della storia Ferrari e chiude idealmente un percorso cominciato molto prima della nascita della casa automobilistica, quando il Cavallino Rampante accompagnava Francesco Baracca nei cieli della Prima guerra mondiale. Un simbolo passato dalla fusoliera di un aereo alle monoposto di Maranello e tornato, nel 1989, sulle fiancate di uno Starfighter, questa volta con il numero 27 a ricordare Gilles Villeneuve.