HOUSE

27 Aprile 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini

Il sogno interrotto del Castellotto di Gianfranco Ferré

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27 Aprile 2026

Articolo di

Beatrice Nicolini
Gianfranco Ferré Castello Stresa Piemonte Lago Maggiore
Photo of Real Portico

Il sogno interrotto del Castellotto di Gianfranco Ferré

Si riserva spesso un occhio critico ai debutti e agli stilisti che non corrispondono immediatamente al profilo atteso di un designer. È successo anche a Gianfranco Ferré, il cui arrivo nella moda ha inizialmente suscitato perplessità, ma che nel tempo è riuscito ad affermarsi in contesti complessi, conquistando il favore di critici e appassionati molto diversi tra loro. 

Del pubblico francese, che dopo un lungo periodo di scetticismo dettato dall’arrivo del designer a una delle loro maison più care (Dior) gli aveva, perlomeno in parte, riconosciuto il talento; e anche di quello italiano, che in lui ha visto un’eccellenza dimostrata al di fuori dei confini dettati dallo stivale, riconoscendogli la tecnica e la precisione che di solito si riserva agli artisti.

Da lì fu ricordato per sempre come l’architetto della moda, un po’ per la sua formazione alla facoltà di architettura al Politecnico di Milano, e un po’ per il metodo, razionale nel disegno, meticoloso nella forma e nel dettaglio, rimanendo pur sempre uno stilista capace di regalare un sogno. Un sogno spezzato, tuttavia, dalla sua scomparsa nel 2007, che oltre a lasciare un vuoto nella filiera moda lo ha lasciato anche a Stresa, un comune piemontese che conta tra i 4000 e i 5000 abitanti, affacciato sul Lago Maggiore.

Gianfranco Ferré Castello Stresa Piemonte Lago Maggiore

Proprio lì, in una zona che già ospita le note isole Borromee, esiste un castello, o meglio, un “Castellotto”, un tempo noto anche come “Castello Pellegrini”, che Ferré aveva acquistato dopo un incontro apparentemente fortuito con la dimora, storicamente di proprietà della famiglia Balbo, e che affonda le proprie radici nell’Ottocento.

Dell’architettura dell’epoca il castello conserva forse una nostalgia medievale, dettata dalle bifore che appaiono sulla facciata, dalle due torrette (in aggiunta a una torre quadrata, con una posizione più centrale) poste ai lati della casa e le loro merlature, che insieme fanno come “da guardia” al giardino, dove alberi e piante regalano un’atmosfera sospesa nel tempo, ferma al passato, quello di Ferré, che dedicò ben quindici anni alla ristrutturazione della magione, vestendola “come una donna libera e moderna”, almeno da come pare aver dichiarato in un’intervista del 1997.

Quel senso di modernità, oggi memoria di un passato malinconico, avrebbe dovuto accogliere gli ospiti in un relais du lac, l’obiettivo ultimo dello stilista nell’acquisto della proprietà, il quale avrebbe apparentemente voluto dare una seconda vita al luogo trasformandolo in una tappa di ristoro dal carattere lussuoso. 

Gianfranco Ferré Castello Stresa Piemonte Lago Maggiore

Anche se la sua dipartita non lo rese possibile, il Castello conserva ancora oggi elementi che ne denotano lo splendore. A partire dalle scale in marmo bianco Carrara, che aprono le danze all’ingresso e collegano ben tre piani (ai quali si unisce anche un seminterrato). E per ogni villa che si rispetti, anche la grandezza ne dimostra la magnificenza; la proprietà si sviluppa infatti su più di 600 metri quadrati, insieme a un parco di 12000, spiagge private, e tre costruzioni in totale: il castello, la dependance e il cottage

Un luogo che pare un sogno, ma forse non per tutti. Nel 2021 la proprietà pare infatti essere tornata sul mercato. Da quel momento, però, non è chiaro se abbia trovato un acquirente. Una cosa è certa: almeno online, compaiono spesso video ritraenti esplorazioni, anche recenti, fuori e dentro la dimora.

E anche se a tratti il luogo appare dismesso, animato solo da una natura incolta, rampicanti colorati, insieme a colonne e statue sparse in giardino, perlomeno il tono del luogo rimane fiabesco, solenne, e oggi vanta anche il titolo di “bene culturale”, voluto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e lascia sospeso il sogno di Ferré; complice il lago, che bagna i suoi confini da tempi lontani e ne conserva le memorie.

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