STYLE

23 Giugno 2023

Articolo di

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Redazione

I macropixel e il glitchcore saranno il futuro della moda?

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23 Giugno 2023

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Redazione
Louis Vuitton Pixel Damier motivo SS24 Glitchcore
Louis Vuitton

I macropixel e il glitchcore saranno il futuro della moda?

Dopo aver ammirato la prima passerella di Louis Vuitton guidata da Pharrell Williams, nonché la SS23 di Loewe, dove tantissimi item mostrati sono stati caratterizzati da motivi pixellati, c’è la forte sensazione, condivisa sui social network e sulle principali piattaforme, che il fashion system si stia a poco a poco riappropriando di quello che è stato chiamato “glitchcore”

Effettivamente, questo movimento stilistico e grafico ha visto la sua massima espansione a cavallo degli anni ’90, in quella che era chiamata “Era Post-Digitale”, ma, per ciò che concerne le passerelle, è stato solo il 2022 a regalarci un vero e proprio movimento di distorsione grafica dei pattern sugli item.

Con “glitchcore” intendiamo, infatti, quel ricordo nostalgico e ipersaturo, ipercolorato, iperpop della tecnologia, che privilegia modalità antiche e poco strutturate, grossolane di rappresentazione. Il bug, su cui serie TV come Black Mirror ci hanno costruito un successo stellare, ha un fascino inspiegabile, dalle vibe retrò, e fa sì che anche la Gen Z e i Millennials possano sperimentare qualcosa che è appartenuto solo alle generazioni precedenti. 

Ma è pur vero che questa tendenza si inscrive perfettamente in quell’idea di caos nato per dar forma e strutturare il presente, e che molte maison di moda e di lusso hanno abbracciato di recente. Il significato è chiaro, e ora che siamo alle porte di una nuova era con lo sviluppo delle intelligenze artificiali e della realtà aumentata è importante comprendere come, anche le passerelle, siano state impattate dai fenomeni tecnologici. 

È l’uomo di Vetements a dare il via a questo fenomeno, con una linea pret-a-porter per la primavera 2022 che è ricca di richiami alla velocità e alla fluidità della corrente che circola, in un turbinio tecnologico che non lascia scampo, per esseri umani riconoscibili esclusivamente dai volti.

Ma anche l’alta maglieria di Missoni non è da meno, e sulle passerelle il suo DNA knitwear abbraccia l’ipertecnologia, con tonalità accese e pattern caotici, qualcuno direbbe “glitchati”. 

Tutti questi pattern richiamano mappe di calore e modelli psichedelici, con una forte esplosione nel periodo post-pandemico, probabilmente dovuto ad un incremento dell’utilizzo della tecnologica, anche e soprattutto con fare drammatico. I computer di una volta, così come i tempi passati, erano sicuramente più inclini a malfunzionamenti, e il technicolor provocava un gran caos, ma nel momento della reclusione forzata hanno riacquisito un sapore più moderno che mai. Milano è stata la patria di questo ritorno, grazie ad Arthur Arbesser in cui regna una confusione colorata e quadrettata, e come ha dichiarato lui stesso una “personale interpretazione del glitchcore”. 

Quello che si ottiene sono fantasie che non rappresentano più il risultato e il frutto di un errore di sistema, ma un’intenzionalità caotica e raffinata, come l’animo di chi sceglie di indossarlo. Distorsioni, interruzioni, loop, sfocature, macro pixel, cosa c’è di più simile alla complessità della personalità? Ecco che questo trend assume la connotazione di un nuovo punto di partenza per la presa di coscienza di una realtà che è sotto gli occhi di tutti. E in questo scenario, il marchio futuristico Anrealage poteva mai sottrarsi dal dare la sua personalissima interpretazione del fenomeno? Per la SS22 ha portato in scena geometrie iper tecnologiche, nati dall’unione di solidi geometrici e giochi di luce, in forme tutte da scoprire. 

Ma il “glitchcore” vero e proprio, appunto quello del 2022, è andato sfumando per lasciare spazio a quella che è stata chiamata Minecraft mania, ovvero una tendenza a quadrettare e pixellare i contorni delle fantasie e delle grafiche, fino a darne l’idea ma senza alcuna rappresentazione. Precursori di questa tendenza sono stati, effettivamente, Minecraft e Lacoste, che hanno dato vita ad una collaborazione a metà strada tra il mondo gaming e quello fashion, rendendo l’iconico coccodrillo pixellato.

Successivamente Loewe che, in un gioco ottico, ha creato dei capi con i limiti completamente quadrettati, dall’aspetto surreale, che hanno destato non poco scalpore, soprattutto quando sono stati indossati da A$AP Rocky. Più di recente, però, ci ha pensato Pharrell Williams a portare in LV il motivo quadrettato e caotico, ricavandolo direttamente dall’iconico pattern Damier, che ha conquistato bauli, borse e ancor di più gli ospiti.

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