STYLE

6 Agosto 2026

Articolo di

Clara Giaquinto

L’esclusività ancora dipinta a mano di Goyard

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6 Agosto 2026

Articolo di

Clara Giaquinto
Goyard dipinto a mano pelle Art of Marquage artigianato
Photo of Goyard

L’esclusività ancora dipinta a mano di Goyard

La trasformazione del lusso in industria globale ha progressivamente ridotto l’idea di esclusività, ma la persistenza dei mestieri d’arte continua a rappresentare un tratto di eccellenza per selezionate maison, nelle quali il tempo scorre ancora secondo regole diverse. In particolare, tra le storiche realtà parigine di valigeria, Goyard occupa una posizione in questo senso peculiare, certamente dovuta alla sua inflessibile devozione alla manualità artigianale. È una scelta d’élite che, grazie anche a una sorta di riservatezza mediatica, affida la propria fama a un passaparola condiviso solo da autentici connoisseurs.

La fedeltà della maison a specifiche prassi esecutive emerge sapientemente in un’arte del dettaglio che respinge la serialità a favore di quel tocco su misura che ha reso celebre il marchio. Si tratta di una pratica rigorosa, nella quale le iniziali del cliente e le bande colorate continuano a essere tracciate a pennello secondo tecniche storiche, recuperando la tradizione nobiliare delle cifre araldiche ottocentesche. Una personalizzazione altamente curata, dove l’accessorio si trasforma in un oggetto d’autore per mano del maestro che l’ha plasmato.

A differenza dei processi industriali che impiegano stampe digitali o applicazioni a caldo, la tradizione dell’Art du Marquage di Goyard viene tramandata con fierezza da pittori specializzati all’interno dei laboratori della maison. Questi artigiani utilizzano esclusivamente una pittura a base di pigmenti naturali, mantenendo inalterata una catena di passaggi che richiede una precisione millimetrica e una conoscenza approfondita delle reazioni del materiale. L’assenza di stampanti o macchinari implica che la pittura penetri dolcemente nella trama del supporto, integrandosi perfettamente con la patina che l’oggetto acquista nel tempo anziché sovrapporsi come una pellicola aggiuntiva.

Goyard dipinto a mano pelle Art of Marquage artigianato

Questa scelta operativa deriva da una consuetudine precedente alla nascita della valigeria parigina. La famiglia Goyard ebbe origine a Clamecy, in Borgogna, dove gli uomini della famiglia lavoravano come compagnons de rivière. In particolare, il loro compito consisteva nel guidare i flutti di legname, chiamati flottages de bois, lungo i canali interni fino a Parigi per l’approvvigionamento di legna da ardere della capitale.  Per identificare i proprietari dei singoli tronchi galleggianti durante il trasporto lungo i fiumi, questi ultimi venivano incisi o dipinti singolarmente con i marchi distintivi dei possidenti. Quando François Goyard prese la guida della maison nel 1853, ereditando l’attività precedentemente fondata da Pierre-François Martin nel 1792 e poi rilevata da Louis-Henri Morel, traspose questa necessità logistica di marcatura dai tronchi al settore della valigeria aristocratica, trasformandola in uno dei codici più riconoscibili del brand. 

Anche l’iconica tela Goyardine, creata da Edmond Goyard nel 1892, è una traduzione visiva di questa tradizione familiare. Il caratteristico motivo a punti, formato da un triplo chevron che rievoca la forma di una Y, come la lettera centrale del cognome Goyard, è un esplicito richiamo ai tronchi d’albero ammassati e trasportati dai suoi antenati. Per quanto riguarda il materiale, la tela fu all’epoca una vera rivoluzione tecnica, derivata direttamente dal Poutangris, il tessuto impermeabile di lino e cotone impiegato dai fluitatori per le loro casacche da lavoro. Quel tipo di supporto si rivelò perfetto, una combinazione di robustezza e flessibilità, oltre che ovviamente idrorepellenza

Il delicato processo di produzione ottocentesco della Goyardine, che prevede una stesura di fondo sulla tela grezza seguita da tre passaggi successivi di serigrafia con matrici incise, è stato ripreso nel 1998 sotto la gestione di Jean-Michel Signoles, il quale ha anche ampliato la gamma cromatica storica, e rimane tuttora un segreto ben custodito. La superficie di questa particolare tela è poi concepita come una campitura da completare con l’intervento manuale del pittore che applica il tocco finale. Questo rituale della personalizzazione comprende diversi motivi, dalle classiche iniziali alle strisce colorate e altre grafiche geometriche, scelti dal cliente tra una vasta varietà di combinazioni e tonalità. A questi si possono aggiungere anche soggetti figurativi come il bulldog francese Hulot, storica musa della maison ispirata al vero cane di Edmond Goyard ed emblema della prima linea per cani Le Chic du Chien. Hulot è oggi riproposto nell’Art du Marquage attraverso giocose varianti come Hulot Junior.

Goyard colori dipinto a mano craft

I codici cromatici e araldici personali sono stati negli anni conservati minuziosamente negli archivi del brand francese. Dal sistema di schedari nominali che Goyard conserva dal diciannovesimo secolo, nel quale figurano gli ordini di clienti storici come i duchi di Windsor o Coco Chanel, si evince come questo sistema di personalizzazione potesse rispondere all’esigenza di distinguere i bauli nei lunghi viaggi transatlantici o nei grandi alberghi. La duchessa di Windsor, per esempio, i cui conti rimasero attivi fino alla sua scomparsa, mantenne per quarantasette anni la stessa precisa combinazione di blu e giallo per personalizzare la sua valigeria, mentre il duca prediligeva il rosso e il giallo. Karl Lagerfeld era a sua volta un grande appassionato dei famosi trunk , addirittura da possederne più di cinquanta pezzi. 

Goyard dipinto a mano pelle Art of Marquage artigianato

Il concetto di bespoke poteva essere messo in atto anche a livello strutturale, dove persino la costruzione stessa veniva studiata ad hoc. Ne è un esempio emblematico l’ordine speciale del 1925 per lo scrittore Sir Arthur Conan Doyle, che richiedeva un baule progettato su misura con una scrivania estraibile al suo interno: una vera e propria sfida tecnica ed estetica per permettergli di scrivere comodamente durante i suoi viaggi nel mondo. 

L’aspetto interessante del modello Goyard consiste proprio in questa sua persistenza nella scelta di mantenere l’applicazione del colore affidata alla mano e all’occhio del pittore. Mentre l’industria tende a velocizzare la produzione semplificando i passaggi finali del prodotto, Goyard forza il tempo di realizzazione, vincolando l’oggetto a una dimensione strettamente artigianale e trasformandolo in una traccia visibile di una storia che parte dai tronchi sui fiumi del Morvan e giunge immutata in rue Saint-Honoré.

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