Architettura di un headquarter, dialogo tra la moda e le sue radici
STYLE
10 Febbraio 2026
Articolo di
Anna Paola Parapini
Architettura di un headquarter, dialogo tra la moda e le sue radici
Nel sistema della moda contemporanea, l’headquarter è diventato uno spazio strategico. Attraverso l’architettura, i brand rendono visibile il rapporto con la propria storia, con il territorio e con una visione precisa del progetto creativo. Osservare una sede significa leggere il modo in cui un brand decide di abitare lo spazio e di renderlo parte attiva del proprio racconto culturale.
Fendi, Roma
Dal 2015 Fendi ha collocato la propria sede nel Palazzo della Civiltà Italiana, nel quartiere EUR di Roma. L’edificio razionalista degli anni Quaranta rappresenta uno dei simboli architettonici più riconoscibili della città. La scelta rafforza il legame del brand con Roma, intesa come riferimento culturale e produttivo. Le arcate regolari e il rivestimento in travertino restituiscono un’immagine di solidità e continuità. Il progetto di restauro ha mantenuto l’impianto originario, trasformando gli interni in uffici, atelier e spazi di ricerca. Il piano terra ospita un’area aperta al pubblico, pensata per ristabilire un rapporto diretto tra la sede e la città.
Fendi/Fondazione Arnaldo Pomodoro
Prada, Milano
Il quartier generale del Gruppo Prada tra via Bergamo e via Fogazzaro nasce dal recupero di edifici esistenti e si fonda su una forte neutralità progettuale. Gli ambienti sono ampi, luminosi e privi di elementi decorativi superflui. Uffici, laboratori e spazi creativi sono concepiti per sostenere il lavoro quotidiano attraverso funzionalità ed essenzialità. Lo spazio di via Fogazzaro 36, ex edificio industriale destinato a sfilate ed eventi, rafforza questa impostazione. Cemento, intonaci a vista e pilastri strutturali definiscono un ambiente flessibile, capace di accogliere moda, arte e ricerca come contenuti variabili.
Prada Group
Saint Laurent, Parigi
Il quartier generale di Saint Laurent si trova al 37–39 di Rue de Bellechasse, nel 7° arrondissement, sulla Rive Gauche, vicino al Musée d’Orsay. L’edificio, risalente al XVII secolo, ha ospitato nel tempo l’Abbazia di Penthemont, una caserma napoleonica e uffici ministeriali. I lavori di ristrutturazione sono stati condotti nel rispetto della struttura storica e secondo criteri ambientali rigorosi. Lo spazio, utilizzato per la sfilata SS17 che ha segnato il debutto di Anthony Vaccarello, oggi accoglie le funzioni creative e direzionali della maison. La sede stabilisce un legame diretto con la storia istituzionale di Parigi.
Saint Laurent
Giorgio Armani, Milano
La sede di Giorgio Armani prende forma a partire dal 2001 all’interno di un ex edificio industriale nell’area di via Bergognone. Il progetto coinvolge due figure chiave. Tadao Ando firma l’Armani/Teatro e gli spazi destinati a sfilate ed eventi, mentre Michele De Lucchi sviluppa uffici, showroom e laboratori. Il complesso si articola attraverso superfici in cemento, sequenze spaziali lineari e una gestione rigorosa della luce. Il teatro, pensato come spazio flessibile, ospita le sfilate durante la Milano Fashion Week. L’architettura restituisce una visione condivisa tra moda e spazio, basata su precisione e durata.
Aspesi, Legnano
La sede Aspesi a Legnano, progettata dallo studio Citterio e completata nel 2000, evoca l’atmosfera della campagna lombarda. La facciata in mattoni e le prese d’aria che ricordano una struttura agricola costruiscono un’immagine discreta e funzionale. All’interno trovano spazio design, archivio storico, uffici stile e alcune fasi della produzione. L’headquarter riflette l’identità del brand attraverso un’idea di lavoro concreta e radicata nel territorio, in cui progettazione e produzione convivono nello stesso luogo.
Gucci, Milano
Il Gucci Hub nasce dalla riqualificazione dell’ex fabbrica Caproni, progetto firmato dallo studio Piuarch e inaugurato nel 2016. Il complesso si estende su oltre 30.000 metri quadrati e mantiene i volumi dell’architettura industriale degli anni Venti. Capannoni, shed e percorsi pedonali costruiscono una relazione continua tra interno ed esterno. Il grande hangar ospita sfilate ed eventi, mentre una torre di sei piani introduce un dialogo visivo con gli edifici preesistenti. Lo spazio riflette l’evoluzione del brand come piattaforma culturale ampia e multidisciplinare.
Gucci
Christian Dior, Parigi
La sede Dior al 30 di Avenue Montaigne, scelta da Christian Dior nel 1946, è tornata centrale dopo il restauro concluso nel 2022. Il complesso ospita atelier, boutique, saloni couture, museo, ristorante e giardini. La Galerie Dior e i saloni progettati da Peter Marino legano produzione, memoria ed esperienza, trasformando l’headquarter in un dispositivo culturale attivo della maison parigina storica contemporanea.
Dior
Schiaparelli, Parigi
La sede Schiaparelli al 21 di Place Vendôme riapre nel 2022 dopo l’intervento di Vincent Darré, che reinterpreta l’eredità surrealista della maison attraverso arredi audaci e cromie intense. Il palazzo settecentesco torna a essere spazio creativo e culturale, ricollegandosi al ruolo storico del salone di Elsa Schiaparelli come luogo di sperimentazione, incontro artistico e pensiero radicale nella Parigi contemporanea.
Schiaparelli
Le sedi traducono storia e valori attraverso scelte spaziali consapevoli, rendendo visibile il rapporto tra moda, città e progetto. Prima ancora del prodotto, è lo spazio a definire una visione.
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