I nasi dietro le icone della profumeria
ACCESSORIES
18 Marzo 2026
Articolo di
Anna Paola Parapini
I nasi dietro le icone della profumeria
Ogni fragranza nasce da un brand, da una strategia commerciale e da un immaginario visivo. Al centro di questo processo esiste una figura molto specifica. Il profumiere, nel linguaggio del settore chiamato “naso”, trasforma un’idea in composizione chimica. Questa figura opera tra ricerca scientifica e sensibilità artistica, tra bilanciamento e conoscenza delle materie prime. Le sue decisioni definiscono equilibrio e intensità, ma anche l’identità della fragranza. Alcuni nasi hanno segnato intere epoche della profumeria e hanno contribuito a costruire successi commerciali globali.
Molti dei profumi più diffusi al mondo portano la firma di autori precisi. Il loro lavoro resta spesso dietro le quinte della comunicazione delle maison, eppure rappresenta uno degli elementi centrali nella costruzione dell’identità olfattiva di un marchio.
Ernest Beaux e la nascita di Chanel N°5
Nel 1921 Ernest Beaux realizza la composizione destinata a diventare una delle fragranze più celebri della storia. Il progetto nasce dall’incontro tra il profumiere franco-russo e Gabrielle Chanel, che desidera una fragranza capace di esprimere una femminilità moderna.
Beaux sviluppa una formula complessa basata sull’utilizzo delle aldeidi sintetiche. Queste molecole amplificano la luminosità della fragranza e producono un effetto astratto che si discosta dalle composizioni floreali dell’epoca. Il risultato combina gelsomino, rosa, sandalo e vaniglia in una struttura elegante e innovativa. Chanel N°5 attraversa generazioni e cambiamenti culturali mantenendo una riconoscibilità immediata. La composizione di Beaux diventa uno dei pilastri dell’identità della maison.
Jacques Guerlain e la rivoluzione di Shalimar
Jacques Guerlain appartiene alla terza generazione della famiglia che ha fondato la storica maison parigina. Nel corso della sua carriera realizza decine di fragranze che contribuiscono a definire il linguaggio moderno della profumeria. Nel 1925 firma Shalimar, composizione destinata a diventare uno dei profumi orientali più influenti di sempre. La formula ruota intorno alla vaniglia e a un accordo ricco di balsami, iris e agrumi. Il nome richiama i giardini Mughal costruiti dall’imperatore Shah Jahan per la principessa Mumtaz Mahal. Questa immagine romantica contribuisce alla diffusione della fragranza in tutto il mondo.
Jean-Claude Ellena e la visione di Terre d’Hermès
Jean-Claude Ellena guida la direzione olfattiva di Hermès per oltre un decennio. Il suo approccio privilegia la precisione delle materie prime e composizioni essenziali. Nel 2006 firma Terre d’Hermès, fragranza maschile costruita su un equilibrio tra agrumi e note minerali. L’arancia amara introduce una freschezza luminosa che si intreccia con vetiver e cedro. La composizione sviluppa un’identità olfattiva chiara e riconoscibile. Terre d’Hermès diventa uno dei profumi maschili più influenti degli anni Duemila e consolida la direzione stilistica della maison.
Francis Kurkdjian e il successo di Le Male
Francis Kurkdjian realizza Le Male per Jean Paul Gaultier nel 1995 quando ha poco più di vent’anni. La fragranza combina lavanda aromatica, menta fresca e una base calda di vaniglia. Questa costruzione introduce un equilibrio originale tra tradizione maschile e sensualità contemporanea. Le Male conquista rapidamente il mercato internazionale e rimane uno dei profumi più diffusi della sua categoria. Negli anni successivi Kurkdjian firma numerose fragranze di successo e fonda la propria maison. Nel 2021 assume la direzione creativa della profumeria Dior.
François Demachy e il fenomeno Dior Sauvage
François Demachy guida la profumeria Dior per quindici anni. Durante questo periodo realizza numerose fragranze che contribuiscono alla crescita della divisione beauty della maison. Nel 2015 sviluppa Sauvage, composizione costruita attorno al bergamotto di Calabria e all’ambroxan. Questa molecola conferisce alla fragranza una proiezione intensa e immediatamente riconoscibile. Sauvage raggiunge rapidamente una diffusione globale e diventa uno dei profumi più venduti della sua generazione. La formula sviluppata da Demachy rappresenta uno degli asset più rilevanti della linea Dior.
Alberto Morillas e il successo globale di Acqua di Giò
Nel 1996 Alberto Morillas firma Acqua di Giò per Giorgio Armani. L’ispirazione nasce dal paesaggio mediterraneo e dalle atmosfere marine dell’isola di Pantelleria. La composizione combina agrumi luminosi, note acquatiche e legni chiari. Il risultato produce una fragranza fresca e immediata che conquista rapidamente il pubblico internazionale. Acqua di Giò rimane ancora oggi uno dei profumi maschili più venduti al mondo. La carriera di Morillas comprende centinaia di fragranze realizzate per marchi diversi, testimonianza di un’influenza ampia sul linguaggio della profumeria contemporanea.
Dominique Ropion e il successo di Alien
Dominique Ropion rappresenta una delle figure più influenti della profumeria contemporanea. Nel 2005 firma Alien per Mugler, una fragranza che costruisce una forte identità attorno al gelsomino sambac. La composizione si sviluppa su una struttura luminosa e intensa sostenuta da note ambrate e legni morbidi. Il risultato produce una firma olfattiva immediatamente riconoscibile. Alien diventa uno dei pilastri della profumeria femminile degli anni Duemila e contribuisce a consolidare il linguaggio creativo della maison Mugler.
Gli autori invisibili del lusso
La comunicazione dei profumi si concentra spesso su immaginario, storytelling e testimonial. Dietro ogni fragranza esiste però un autore che ne definisce la struttura. Il naso lavora tra laboratorio e ricerca chimica, selezionando materie prime e costruendo accordi complessi. Le sue scelte influenzano la percezione del brand e il successo commerciale della fragranza.
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