Tavolara, la storia del regno più piccolo del mondo
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23 Agosto 2026
Articolo di
Valentina Alfarano
Tavolara, la storia del regno più piccolo del mondo
Nel golfo di Olbia, al largo della costa nord-orientale della Sardegna, Tavolara emerge dal mare come una grande isola-montagna, formata soprattutto da roccia calcarea e riconoscibile per il profilo allungato che raggiunge circa 560 metri di altezza; le sue dimensioni restano contenute, poiché il territorio si sviluppa per pochi chilometri, eppure la storia legata alla famiglia Bertoleoni le ha assegnato un titolo capace di superare i confini dell’isola. Tavolara è conosciuta infatti come il regno più piccolo del mondo, una definizione nata da un incontro ottocentesco nel quale i fatti documentabili si sono intrecciati con la memoria familiare.
La presenza dell’uomo sull’isola risale a epoche molto antiche, come testimoniano le tracce riferibili al Neolitico, mentre insediamenti più stabili cominciarono a comparire verso la fine del Settecento. Nei primi anni dell’Ottocento vi giunse Giuseppe Bertoleoni, un pastore corso che viveva tra La Maddalena e l’isolotto di Santa Maria e cercava un luogo nel quale stabilirsi con una parte della propria famiglia. Il possesso di Tavolara maturò nel tempo, poiché Bertoleoni vi rimase per decenni e riuscì a dimostrarne l’uso continuativo ed esclusivo quando le riforme fondiarie introdotte nel Regno di Sardegna permisero di riconoscere la proprietà dei terreni occupati e utilizzati stabilmente. Nel 1807 Bertoleoni si trasferì sull’isola con una delle mogli e trasformò Tavolara nella base delle proprie attività, che si fondavano sull’allevamento e sugli scambi di bestiame tra la Sardegna e la Corsica, mentre le imbarcazioni di passaggio potevano rifornirsi presso la famiglia; tra le capre allevate sull’isola ve ne erano alcune caratterizzate da una singolare colorazione giallastra dei denti, tanto che nel tempo furono ricordate come le capre dai denti d’oro.
La fama di questi animali entrò presto nella leggenda del piccolo regno, poiché secondo la tradizione Carlo Alberto di Savoia raggiunse Tavolara nel 1836 durante una battuta di caccia, incuriosito anche dai racconti sulle capre. Le versioni tramandate dalla famiglia differiscono su alcuni particolari e indicano come protagonista dell’incontro ora Giuseppe Bertoleoni, ora suo figlio Paolo, sebbene il nucleo della vicenda resti invariato. Quando Carlo Alberto si presentò come re di Sardegna, uno dei due avrebbe risposto di essere il re di Tavolara e quella frase, pronunciata dall’uomo che abitava stabilmente l’isola, avrebbe divertito il sovrano fino a trasformarsi, nel racconto familiare, in una forma di riconoscimento dell’autorità dei Bertoleoni sul territorio. Il racconto prosegue con una pergamena che Carlo Alberto avrebbe fatto recapitare alle autorità di Sassari per confermare la posizione della famiglia, ma del documento non è rimasta traccia e le testimonianze disponibili non consentono di dimostrare che Tavolara abbia mai ottenuto un’indipendenza politica. Il riconoscimento della proprietà dell’isola, maturato attraverso il suo utilizzo prolungato, appartiene infatti alla storia documentabile, mentre il titolo regale nacque e si consolidò soprattutto attraverso la tradizione dei Bertoleoni. Il titolo passò comunque all’interno della famiglia e Paolo Bertoleoni divenne Paolo I, seguito dal nipote Carlo e dagli altri discendenti. La monarchia simbolica acquistò così alcuni dei segni tipici di un piccolo Stato, tra i quali comparvero una bandiera e uno stemma. Anche il cimitero dell’isola conserva il ricordo di questa storia, poiché la tomba di Paolo è sormontata da una corona che richiama il ruolo attribuitogli dalla famiglia.
La fama di Tavolara raggiunse anche la Gran Bretagna attraverso un episodio che appartiene ancora una volta al confine tra testimonianza e leggenda. Secondo i Bertoleoni, alla fine dell’Ottocento una nave britannica arrivò nella baia e alcuni membri della famiglia furono fotografati a bordo. Il racconto sostiene che una copia dell’immagine sia stata destinata alla regina Vittoria e successivamente esposta a Buckingham Palace con un riferimento al regno più piccolo del mondo. La fotografia conservata dalla famiglia ha contribuito alla fortuna di questa vicenda, mentre la presenza dell’originale nella residenza reale britannica resta priva di una conferma ufficiale. Sul piano giuridico, Tavolara non costituisce una monarchia indipendente e il titolo dei Bertoleoni mantiene un valore familiare, legato alla storia dell’isola e alla memoria dei suoi abitanti. I discendenti continuano a custodire questo patrimonio e hanno trasformato il racconto del regno in una parte essenziale dell’identità locale.
Il presente di Tavolara è legato soprattutto alla tutela del suo ambiente, basti considerare che l’isola rientra nell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo, che comprende anche Molara e Molarotto e protegge circa 15 mila ettari di mare insieme a un ampio tratto della costa nord-orientale sarda. Nei fondali si estendono praterie di Posidonia oceanica, mentre le acque ospitano delfini e tartarughe marine, oltre a numerose specie di pesci; le pareti rocciose e le zone più appartate costituiscono un rifugio per diversi uccelli marini, tra i quali figurano la berta minore e il marangone dal ciuffo. Tavolara accoglie anche piccioni selvatici e altre specie che trovano sull’isola condizioni favorevoli alla nidificazione, lontano dalle aree più frequentate. Le attività dei visitatori si concentrano soprattutto nella parte occidentale, dove si trovano l’approdo e le spiagge della popolare Spalmatore di Terra; il mare consente la balneazione e lo snorkeling, mentre i fondali richiamano gli appassionati di immersioni. L’interno dell’isola offre invece percorsi escursionistici che risalgono il massiccio e conducono verso Punta Cannone, mentre la Via Ferrata degli Angeli richiede esperienza, attrezzatura adeguata e l’accompagnamento previsto per gli itinerari più impegnativi.
Tavolara conserva dunque due identità che nel tempo sono diventate inseparabili. La prima appartiene alla famiglia Bertoleoni e alla corona nata da un incontro con Carlo Alberto, mentre la seconda coincide con un territorio protetto nel quale il mare e la montagna formano un ambiente di grande valore naturalistico.