La Colombe d’Or: la locanda della Costa Azzurra amata da Picasso e Chagall
TRAVEL
2 Ottobre 2026
Articolo di
Chiara BerettaLa Colombe d’Or: la locanda della Costa Azzurra amata da Picasso e Chagall
La visione imprenditoriale è fondamentale per il successo di un locale: bisogna investire, ampliare, studiare il giusto arredamento e menu. C’è però un elemento impalpabile, ma altrettanto decisivo, che è decisamente più difficile definire a tavolino in modo convincente: l’atmosfera. Quella certa aria che si respira varcando la porta che ci fa intuire di essere arrivati in un posto speciale, che spinge a riconoscere negli altri avventori delle animi affini. Lo insegna la storia di La Colombe d’Or, celebre hotel e ristorante della Costa Azzurra dal passato quasi leggendario.
Siamo a Saint-Paul-de-Vence, paesino a nord di Nizza che oggi ha poco più di tremila abitanti. Nel 1920 qui si trovava un locale chiamato Chez Robinson, un café con una fresca terrazza che nei fine settimana si animava di musica e danze. I proprietari, Paul Roux e sua moglie Baptistine, decisero di scommettere sul suo successo e sulla sua crescita. Ampliarono gli spazi, aggiunsero tre camere e, all’inizio degli anni Trenta, cambiarono il nome in La Colombe d’Or. L’obiettivo era creare un luogo semplice, ma accogliente. Fin qui potrebbe sembrare la storia di tanti altri alberghi e locali, più o meno di successo.
Ma ecco l’ingrediente se non proprio segreto, di certo difficile da replicare. I proprietari de La Colombe d’Or crearono infatti senza sforzo un’atmosfera amichevole e dotata di un certo carattere, anche grazie al fatto che tra i clienti figuravano le personalità più originali ed eccentriche del vicinato. Il profondo interesse artistico di Paul fece sì che anche tanti artisti della zona si fermassero spesso e volentieri al bancone. Le pareti si riempirono presto di dipinti che, a quanto pare, venivano talvolta accettati come forma di pagamento in cambio di un pasto, nel pieno rispetto dell’immagine dell’artista squattrinato ma pieno di talento.
La Colombe d’Or si è costruito una solida fama di ritrovo artistico, abbracciando un’anima che lo rende riconoscibile ancora oggi: la sala ristorante è un vero e proprio museo, con una notevole collezione di arte moderna creata nel corso dei decenni proprio grazie all’amicizia e alla frequentazione di alcune delle maggiori personalità del Novecento. A partire dagli anni Quaranta, infatti, nel locale si incontravano numerosi artisti e intellettuali che transitavano dalla Costa Azzurra. Parliamo di nomi del calibro del pittore Pablo Picasso, dello sceneggiatore e poeta Jacques Prévert, e dell’attore e cantante Yves Montand. Tra chi passò dal locale perché elesse Saint-Paul-de-Vence a propria residenza ci sono invece lo scrittore James Baldwin, il pittore Marc Chagall (che qui morì nel 1985) e il filosofo Bernard-Henri Lévy.
Tra gli habitué vengono spesso ricordati anche i pittori Matisse e Braque, ma la lista potrebbe continuare a lungo. È un passato leggendario, dicevamo, perché non è sempre semplice distinguere tra chi è passato dall’albergo per caso, chi lo ha frequentato abitualmente e chi ha stretto un autentico rapporto di amicizia con i proprietari spesso lasciando in dono opere dal valore inestimabile, ancora oggi appese alle pareti dell’albergo. Una cosa è certa: La Colombe d’Or attira da decenni personalità che hanno a vario titolo a che fare con l’arte, mantenendo viva la mitica fama dell’hotel. Anche i proprietari ci hanno messo del loro, naturalmente, generazione dopo generazione. Negli anni sono state commissionate varie opere artistiche, come le coloratissime ceramiche di Fernard Léger per la terrazza e l’ampia opera in ceramica dell’artista irlandese Sean Scully per la zona della piscina.
Mentre ai tavolini si susseguivano intere generazioni di artisti e star del momento, il locale intorno a loro continuava a cambiare e ad aggiornarsi fino a diventare la struttura che oggi è considerata una delle gemme della Costa Azzurra. Negli anni Quaranta la facciata venne rinnovata con le pietre provenienti dall’antico castello di Aix-en-Provence, mentre l’architetto Jacques Couelle riprogettò il camino, che venne poi “marchiato” con l’impronta delle mani delle persone che avevano contribuito a costruirlo. Oggi l’hotel ha tredici camere e dodici suites, un menu con specialità provenzali che punta sulla tradizione e, tra i comfort, piscina riscaldata, sauna, giardino e terrazza.
Chi varca la soglia de La Colombe d’Or ritrova ancora quella stessa aria di cui parlavamo all’inizio: un’atmosfera che nessun piano industriale avrebbe potuto disegnare a tavolino, ma che è cresciuta pasto dopo pasto, quadro dopo quadro, nel corso di un secolo. Le opere alle pareti non sono un arredamento a tema, ma la prova materiale di un’ospitalità che ha saputo trasformare degli sconosciuti in amici, e gli amici in una collezione d’arte preziosa. È questo, più di ogni altra cosa, il vero patrimonio de La Colombe d’Or. Non è un museo che imita un albergo, né un albergo che si finge museo, ma un luogo che ha semplicemente lasciato che la propria storia si scrivesse da sola.